a cura di Redazione Automobilismo - 31 October 2018

Diesel: occhio alle sigle di omologazione

Per non rischiare di acquistare una vettura già “vecchia” bisogna stare molto attenti alla sigla di omologazione in materia di emissioni inquinanti. Ecco come destreggiarsi in questo crogiolo di sigle, normative, omologazioni e numeri incomprensibili.
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    L’ormai ben noto scandalo del Dieselgate ha generato non pochi problemi e si sta portando dietro numerosi strascichi che stanno rendendo molto difficile la vita sia di chi deve progettare ed omologare un nuovo motore, a maggior ragione diesel, sia di chi si trova a dover acquistare una nuova vettura e non sa bene “che pesci pigliare”. Basta, infatti, dare un occhio all’enorme confusione generata dalla numerose normative sulle emissioni che si sono susseguite nell’arco di poco tempo (Euro 5, 6A, 6B, 6C, 6D-Temp e 6D), dai continui cambiamenti nei cicli di omologazione (NEDC, WLTP e RDE) e dalle sempre più mutevoli e severe politiche ambientali attuate da alcune importanti città d’Italia e d’Europa (Milano, Roma, Torino, Stoccarda, Dusseldorf, Oslo, Amsterdam, Parigi, Atene e Madrid). Strategie di salvaguardia dell’ambiente, a nostro modesto parere, troppo spesso decise e attuate da politici o figure per nulla preparate in materia.

    Questa volta si fa sul serio

    Fino a prima ad ogni nuova normativa corrispondeva un determinato giro di vite sul limite massimo di emissioni consentite – basti pensare che l’Euro 5 ha portato a un giro di vite sul particolato ma rispetto all'Euro 4 non si sono visti miglioramenti nei confronti dell’NOx mentre l’Euro 6 ha stretto i limiti su NOx e incombusto e l’Euro 6C spostato l'attenzione sul particolato emesso dai motori benzina – d’ora in avanti ogni nuova normativa ridurrà sempre più il gap esistente tra i valori riscontrati al banco in sede di omologazione e quelli ricavanti in strada durante i test reali. Una strategia che non solo porterà alla messa in strada di vetture che realmente nel quotidiano inquineranno e consumeranno meno ma che obbligherà i Costruttori a dichiarare dati più veritieri delle auto in sede di omologazione. A test più severi e veritieri si affiancheranno quindi inizialmente normative con pari restrizioni sulle emissioni ma più permissive che permetteranno ai Costruttori di adattarsi ai nuovi protocolli messi in campo. Questo significa che da settembre 2018 tutte le nuove auto vendute e immatricolate dovranno per forza rispettare la normativa Euro 6C, fatta però con il nuovo ciclo WLTP (Worldwide harmonized Light vehicles Test Procedures) e uguale in termini di emissioni alle precedenti Euro 6A e 6B sul fronte dei diesel ma più severa sul fronte dei benzina (60 mg/km per i benzina e 80 mg/km per i diesel), obbligando in questo modo i Costruttori a dotare i nuovi motori benzina a iniezione diretta del filtro antiparticolato (GPF).

    Una tenaglia sempre più stretta

    Passando alla normativa Euro 6D-Temp le auto dovranno per forza essere omologate non solo tramite il nuovo ciclo di omologazione WLTP ma anche tramite il test reale in strada RDE. La normativa quindi non solo manterrà immutati i livelli massimi di emissioni concesse, ma inserirà una sorta di tolleranza che in questa prima fase di transizione permetterà ai Costruttori di prendere fiato e adeguarsi ai nuovi e molto più severi, ma soprattutto veritieri, cicli di omologazione. Con la Euro 6D-Temp quindi le vetture che dovranno essere omologate potranno permettersi un divario tra la misura in laboratorio (WLTP) e quella in condizioni reali (RDE) del 110% mentre una volta che entrerà in vigore la normativa Euro 6D questo divario non dovrà superare un massimo del 50%. Diamo due numeri giusto per rendere più chiara l’idea: come dicevamo la normativa Euro 6C impone un limite massimo di NOx fissato a 60 mg/km per i benzina e 80 mg/km per i diesel. Con la normativa Euro 6D-Temp le vetture verranno omologate con il ciclo in condizioni di guida reale (più veritiero e severo) ma potranno usufruire di una tolleranza del 110% cioè di un limite massimo di NOx fissato a 126 mg/km per benzina e 168 mg/km per i diesel. Con la normativa Euro 6D, invece, i Costruttori potranno usufruire di una tolleranza del 50% cioè di un limite massimo di NOx fissato a 90 mg/km per benzina e 120 mg/km per i diesel.

    A perderci è il contribuente

    In tutto questo crogiolo di normative, sigle, numeri e cicli di omologazione a smenarci sono come sempre gli automobilisti che si ritrovano impotenti e confusi di fronte a questi continui cambiamenti di normative che non fanno che obbligarli a cambiare sempre più spesso la propria auto anche se poi non così tanto vecchia. Occhio quindi se dovete acquistare una nuova vettura, soprattutto diesel, alla sua omologazione perché attualmente in circolazione esistono tanto le precedenti Euro 6 (A,B e C) quanto le più nuove Euro 6d-Temp e in futuro arriveranno anche le Euro 6d. Una distinzione minima che avrà però una netta differenza nel momento in cui si vorrà circolare all’interno di un centro urbano come quello di Milano dove si punta a il divieto a tutte le vetture Euro 6 entro il 1° ottobre 2025 e anche alle 6D Temp e successive entro il 1° ottobre 2030.

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