Elettriche più inquinanti delle ibride? In alcuni casi si!

Se si considera anche l'energia necessaria alla ricarica dei pacchi batteria i veicoli, definiti erroneamente a zero emissioni, risulterebbero persino più inquinanti dei corrispettivi veicoli ibridi.

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Già altre volte abbiamo affrontato l’annoso tema della virtuosità o meno dal punto di vista delle emissioni inquinanti, rilasciate dalle moderne auto elettriche. Sempre più spesso si sente, infatti, dire come sia sbagliato definirle come auto a zero emissioni. Se si prende in considerazione il loro intero ciclo vita, infatti, tanto la produzione quanto il successivo smaltimento a fine vita di queste auto non sono processi che possono essere considerati esenti da emissioni inquinanti e/o nocive. Il discorso si amplia ulteriormente se si prende in considerazione anche la fase di ricarica dei pacchi batteria e quindi le emissioni prodotte per generare l’energia necessaria a ristorare o fare il pieno ai pacchi batteria. Fattore naturalmente anche questo, come già in precedenti, fortemente influenzato dalla tipologia di fonti, rinnovabili o meno, che vengono utilizzate sia per produrre l’energia elettrica che per realizzare in toto gli stessi veicoli a batteria. Chiaro è, infatti, che più si farà ricorso a fonti rinnovabili e più le auto a batteria potranno essere considerare prossime alle zero emissioni anche durante l’intero ciclo vita.

Fatte queste dovute precisazioni - che modificano i risultati degli studi in questo settore anche in base all’area geografica sulla quale vengono condotti – non possiamo non riportare l’ennesimo studio che avvertirebbe come le auto elettriche sembrerebbero essere persino più inquinanti delle corrispettive auto ibride. Se si prendono, infatti, in considerazione anche la fase di ricarica e le emissioni rilasciate per generare l’energia elettrica necessaria alla ricarica, allora le full electric risulterebbero molto più inquinanti delle ibride. Lo studio sottolinea come in Europa per produrre 1 kWh di energia elettrica vengono immessi in atmosfera in media 238 grammi di anidride carbonica (CO2), valori che possono persino raddoppiare se si prende in considerazione un continente come l’Asia dove l’utilizzo di fonti ecologiche e rinnovabili è ancora minore. Questo calcolo ha portato alla luce come nel confronto con le moderne auto ibride i modelli completamente elettrici sarebbero persino meno virtuosi dal punto di vista delle emissioni, in particolare per quanto riguarda l’impronta di carbonio.

Se, infatti, in fase di produzione del veicolo non si percepiscono particolari differenze, è in primis la produzione del pacco batteria a dare la prima mazzata. La produzione in Asia di un accumulatore da 58 kWh per un veicolo elettrico immetterebbe in atmosfera circa 5,2 tonnellate di CO2. Se si prende però in considerazione una Toyota Corolla Hybrid, che ha una emissione media di 106 grammi di CO2/km (ciclo Wltp) contro i 38 grammi di CO2/km medi nel ciclo Wltp rilasciati da un’elettrica, si realizza come un’elettrica, per azzerare l’impatto delle emissioni prodotte in fase di produzione, dovrebbe percorrere 76 mila km per avere un concreto beneficio ambientale. Quest’altro studio sottolinea come non sia ancora il momento per un pieno passaggio alla mobilità elettrica. In buona parte del globo tanto la produzione di energia elettrica quanto la realizzazione degli enormi pacchi batteria fanno affidamento ancora in larga parte su fonti non rinnovabili e quindi per nulla ecologiche nei confronti dell’ambiente. Non si dovrebbe quindi demonizzare le altre tipologie di alimentazione, soprattutto quelle più moderne e virtuose. Semmai si dovrebbe far convivere tutte le tecnologie e lasciare che i processi di miglioramento e sviluppo facciano il loro regolare corso.

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