di Mirko Rovida - 10 luglio 2018

F1, Trionfo rosso in terra inglese

Sebastian Vettel vince a Silverstone mettendo fine all’egemonia di Lewis Hamilton e della Mercedes. Polemiche dopo il contatto tra Hamilton e Raikkonen al via.
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    Contatto Hamilton-Raikkonen al via

    Nessuno sembrava potergli rovinare la festa nel salotto di casa. Forma smagliante, accoglienza da rockstar e una strepitosa pole position; così Lewis Hamilton si apprestava a vincere Silverstone per la quinta volta consecutiva. Eppure, la domenica dell’inglesino è iniziata da incubo per via di uno start gravemente insufficiente e il contatto che ne è scaturito con il ferrarista Kimi Raikkonen in lotta per la terza posizione. Il finlandese a fine gara ammette le sue colpe, ammette di aver sbagliato l’approccio in curva aggiungendo che sono cose che capitano a tutti quando si corre. Ammette che la penalità di 10 secondi inflittagli è giusta, senza aggiungere una parola di troppo e godendosi la sua “medaglia di bronzo”. All’inglese, invece, la situazione non va proprio giù e, mostrando poca maturità, non accetta le scuse di Iceman. In gara, poi, mette in scena una furibonda rimonta che in pochi giri lo riporta all’inseguimento dei top team. Ma è grazie al primo stint prolungato e all’ingresso della Safety Car che Hamilton si ritrova nuovamente in lizza per la vittoria.

    La Safety Car stravolge tutto

    L’uscita di pista di Marcus Ericsson al giro 31 ha risollevato la gara di Lewis Hamilton perché ha consentito al campione del mondo di rimanere in pista ed effettuare una sosta in meno degli avversari. In questo modo le due Mercedes si sono trovate entrambe a puntare alla vittoria poiché anche per Valtteri Bottas è stato deciso di rimanere in pista nonostante le gomme non in condizioni ottimali. A “pittare” là davanti ci hanno pensato le Ferrari e le Red Bull, ed è significativo constatare come la strategia molto aggressiva della Rossa sia stata possibile semplicemente perché i tecnici di Maranello abbiano ritenuto possibile superare le Frecce d’Argento in pista nel finale di gara. Una netta dimostrazione di forza considerate le situazioni analoghe delle passate stagioni. Al rientro ai box della SC, Bottas si è trovato leader della corsa, davanti a Vettel, Hamilton, Raikkonen e le due Red Bull, rispettivamente.

    Vettel vince di forza

    Valtteri Bottas ha lottato con tutte le sue forze per difendere la prima posizione ma ha dovuto arrendersi all’estro di Sebastian Vettel, che con una manovra memorabile è andato a conquistarsi la prima posizione del GP infiammando i box del Cavallino. Il sorpasso ai danni del finlandese è valso al tedesco la vittoria della corsa ma, più che i 7 punti guadagnati salendo sul gradino più alto del podio, è importante sottolineare il valore psicologico che il sorpasso ha nella lotta tra Ferrari e Mercedes. Per il secondo Gran Premio di fila la Ferrari è stata in grado di sorpassare una Freccia d’Argento in pista dimostrando un passo gara impressionante, anche a Silverstone, dove la Mercedes sulla carta avrebbe dovuto essere la vettura da battere. Non è un caso, infatti, il crollo prestazionale di Bottas che lo ha relegato in quarta posizione alla bandiera a scacchi; la Mercedes in Inghilterra ha dato tutto e nonostante ciò ha perso altri punti nella classifica del mondiale costruttori.

    Sprofondo Red Bull

    I grandi assenti del weekend sono stati sicuramente i due Red Bull. Non che a Silverstone fossero attesi sul gradino più alto del podio, ma sia Ricciardo che Verstappen hanno sicuramente deluso a causa di una RB14 non all’altezza della concorrenza. Il distacco in qualifica con la vetta (Ricciardo a oltre un secondo da Hamilton) è rappresentativo di ciò che la Red Bull non è riuscita a fare in Gran Bretagna. Max Verstappen ci ha sicuramente messo del suo, lottando con Kimi Raikkonen durante la prima metà della gara e sfoggiando per l’ennesima volta il suo indubbio talento. Ma la sciocchezza che lo ha costretto all’uscita di pista a fine gara è presumibilmente riconducibile alla voglia di strafare dell’olandese unita agli evidenti limiti imposti dalla monoposto che guida. Per le due Red Bull solo un quinto e un sesto posto a fine gara, ma la delusione a Milton Keynes è pensare che più di questo non si sarebbe potuto fare in nessun altro modo.

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