a cura di Redazione Automobilismo - 10 ottobre 2019

Alfa Romeo Giulia Veloce: Pura Emozione

Simbolo della rinascita del marchio di Arese, la Giulia eccelle per piacere di guida e confort. Prestazionale il propulsore a gasolio, anche se un pelo assetato e non male la qualità percepita a bordo. Qualche equipaggiamento hi-tech in più certo non guasterebbe. La prova di Automobilismo

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È il modello a cui è stato affidato il duro compito di far rinascere uno storico marchio come quello del Biscione ma è anche un vero e proprio concentrato di tecnologia meccanica a partire dalla piattaforma Giorgio, la stessa sulla quale è poi nata anche l'Alfa Romeo Stelvio, che per le sue caratteristiche dovrebbe essere definita "Patrimonio dell'Unesco". Un modello che ha fin da subito messo nel mirino le tedesche più blasonate, BMW Serie 3 in primis, per batterle sopratutto sul terreno dove erano più forti, l'handling e il piacere di guida, ed è innegabile che l'Alfa Romeo Giulia sia riuscita nell'impresa. Anche in questa super accessoriata versione turbo diesel da 210 Cv con cambio automatico e trazione integrale la Giulia Veloce non tradisce il suo Dna, nato direttamente dalla sportivissima Quadrifoglio, regalandoti piacevoli emozioni fin dalla prima curva. La bontà del progetto traspare ogni volta che ci si mette al volante di questa berlina che sembra sempre cucita perfettamente addosso al suo proprietario. Peccato solo per qualche piccola mancanza dal punto di vista qualitativo e tecnologico e per un prezzo, per un esemplare full come quello della prova, non proprio alla portata di tutti.

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Lunga 4,63 metri, larga 1,87 metri, alta 1,42 metri e con un passo di 2,82 metri, l'Alfa Romeo Giulia si caratterizza per una silhouette atletica, filante ed elegante che le dona una impor- tante presenza su strada. Basata su un lungo cofano motore, un abitacolo arretrato e possenti spalle, come tutte le altre Giulia del resto, l'allestimento Veloce TI (oggetto della nostra prova) si distingue per alcuni dettagli, come lo spoiler nero sotto lo scudetto Alfa nel frontale, il diffusore aerodinamico inserito nel paracolpi posteriore con doppio terminale di scarico, le minigonne laterali maggiorate con profilo in carbonio, gli specchietti retrovisori in carbonio, lo spoilerino posteriore in carbonio, i paraurti specifici e gli specifici cerchi in lega bruniti da 19” con misure differenziate. Negli interni, invece, traspare un abitacolo semplice ma tutto sommato ben realizzato. Il livello tecnologico non è ancora al pari delle tedesche più blasonate mentre la qualità percepita è cresciuta non poco rispetto al passato. Non aspettatevi quindi una miriade di schermi e lucine ma più che altro un ambiente dal profumo tipicamente sportivo che ai comodi e ben contenitivi sedili in pelle e Alcantara (regolabili e riscaldabili elettricamente) affianca una plancia lineare, materiali di gradevole qualità, numerosi dettagli in carbonio e un sistema di infotainment da 8,8 pollici comprensivo di navigatore e retrocamera dalla grafica però un po' datata e non a tutto schermo in alcune funzioni come succede una volta azionata la retromarcia.

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Ma è sotto pelle dove l'Alfa Romeo Giulia dà il meglio di se. All'interno del generoso vano motore trova posto un 2,2 litri 4 cilindri turbodiesel (JTDm Multijet II) da 210 CV a 3.750 giri e 470 Nm a 1.750 giri abbinato al cambio automatico ZF con convertitore di coppia e 8 rapporti e alla trazione integrale Alfa Q4, un particolare sistema che in condizioni normali di guida trasferisce la potenza esclusivamente alle ruote posteriori ma, non appena vi è uno slittamento o se ne presenta la necessità, trasferisce fino al 60% della coppia all’avantreno grazie a una scatola di rinvio dedicata con frizione multidisco in umido controllata elettronicamente. A completare il pacchetto vi sono un albero di trasmissione in fibra di carbonio (più leggero di ben 8 kg rispetto a quello in acciaio) e un differenziale autobloccante posteriore che trasferisce la coppia sulla ruota che ha maggiore grip. Sul fronte delle sospensioni troviamo all'anteriore un doppio braccio oscillante (quadrilatero alto) in alluminio con asse di sterzo semi virtuale mentre al posteriore un Multilink o Alfalink a quattro bracci e mezzo anche questo in alluminio, ammortizzatori adattivi a controllo elettronico e una ripartizione dei pesi del 50:50. Il quadro è poi completato da uno sterzo veloce, diretto e preciso, caratterizzato da un rapporto di sterzo di 1 a 11,8 con una scatola guida elettrica con motore coassiale montato davanti al propulsore in modo da abbassare ulteriormente il baricentro della vettura, e da un impianto frenante maggiorato con Integrated Brake System (IBS) che consiste in un sistema elettromeccanico (Brake by Wire) che combina il controllo di stabilità con il tradizionale servofreno e che è in grado di ripartire elettronicamente la frenata, restituendo una sensazione costante del pedale.

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Una volta a bordo la prima cosa che salta all'occhio è la perfetta posizione di guida, offerta da una seduta davvero bassa e da un volante quasi verticale. Condizione che in un lampo ci si può cucire ancora meglio addosso, grazie alle numerose regolazioni elettriche dei sedili sportivi, ma che viene leggermente rovinata dai montanti anteriori a mio parere un filo ingombranti. L'interno, come dicevamo, è sportivo e poco vistoso ma si conferma accogliente e confortevole mentre lo spazio a bordo non manca ma è meglio non andare oltre i quattro passeggeri perché al posteriore il tunnel centrale risulta un po’ invadente a causa della presenza dell’albero di trasmissione. La capacità del bagagliaio, infine, fa registrare un valore di circa 480 litri, un dato allineato alle concorrenti dello stesso segmento, ma è caratterizzato da una bocca d'ingresso leggermente stretta e bassa. Una volta in marcia, invece, bastano davvero pochi chilometri per accorgersi dell'ottimo lavoro di insonorizzazione interna all’abitacolo, che lascia trapelare qualche fruscio o rumore di rotolamento solamente alle velocità più elevate, e di taratura delle sospensioni che, pur azzerando quasi totalmente rollio e beccheggio, non risultano mai affaticanti o fastidiose, nonostante il generoso cerchio in lega e la spalla ribassata dello pneumatico. In qualsiasi modalità voi siate (Dynamic, Normal o Advanced Efficiency) la Giulia Veloce saprà regalarvi, con le dovute differenze tra le modalità, una tenuta di strada impeccabile, sicure e precisa, accompagnata da un comfort di guida di elevato livello.

Ad ogni azione dello sterzo l'inserimento in curva si fa fulmineo e il posteriore segue fedele quanto dettato dalle ruote anteriori. Lo sterzo poi è preciso, chirurgico, diretto e per nulla filtrato, sai sempre dove stai andando a mettere le ruote. L'assetto mantiene dal canto suo incollata al terreno la berlina del Biscione, azzerando per quanto possibile i movimenti di una cassa dal peso non del tutto trascurabile (1.700 kg). Pur portandola al limite non si scompone e assicura sempre un elevato livello di sicurezza. Vi basterà, infatti, lasciarvi andare su una tortuosa di montagna e la Giulia saprà trasmettervi delle sensazioni di guida davvero niente male. La berlina del Biscione sfodera, insomma, un handling davvero vincente fatto di percorrenze di curva veloci e precise, cambi di direzione fulminei, grande tenuta di strada e quasi completa assenza di rollio e beccheggio. Peccato solo per l'impossibilità di togliere completamente i controlli o per lo meno di inserire una modalità meno invasiva. Si perché, se da un lato si sono dimostrati davvero efficaci, dall'altro smorzano un po' quel sorriso a 32 denti che la Giulia è in grado di regalarvi. E, fidatevi, non serve andare forte per provare queste emozioni ma basta anche una passeggiata a velocità da codice.
Parlando di motori, il propulsore a gasolio mi ha convinto per il range di funzionamento e per l’allungo, un po’ meno per la eccessiva linearità e per la mancanza di sensazione di spinta. Con questo non voglio assolutamente dire che il 2,2 litri turbodiesel non abbia abbastanza potenza e coppia, è risultato, infatti, sempre pronto ed è estremamente elastico ma meno emozionale di quanto mi aspettassi soprattutto rispetto all’intera dinamica della vettura.

Il cambio automatico ZF dal canto suo è sempre una piacevole conferma grazie a cambiate fulminee e ben filtrate, ad una logica di funzionamento impeccabile e alla possibilità, in modalità manuale, di mantenere la marcia a limitatore senza il passaggio in automatico al rapporto successivo. Corsaiole e pratiche poi le lunghe leve di alluminio solidali al piantone dello sterzo che, facile da afferrare anche in curva, consentono pure di scalare più marce semplicemente tenendo tirata quella di sinistra. La trazione integrale poi completa una dinamica di guida senza paragoni, incrementando ulteriormente il livello di sicurezza e la già ottima trazione. Soprattutto sui fondi viscidi o nelle situazioni al limite si percepisce subito come la trazione redistribuisca la coppia verso l'anteriore, tirandoci dentro la curva o fuori da una sensazione scomoda. Accettabile, infine, la percorrenza rilevata nella prova con 15,2 km/litro di media, visto il livello di potenza e il peso della vettura. Insomma, brava Giulia! Sei stata capace di farmi rivivere quelle buone sensazioni che da troppo tempo mancavano in Casa Alfa Romeo.

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PERCHÈ CI PIACE

La Giulia è chirurgica, divertente e appagante ma non per questo impegnativa o affaticante. Il motore risponde e spinge pur senza penalizzare troppo i consumi. Lo sterzo è una vera opera d'arte, il cambio automatico
è rapido e dolce negli innesti e le sospensioni restituiscono una seduta sempre confortevole.

PERCHÈ CI NON PIACE

Qualche pecca rispetto alle migliori tedesche ancora permane, sopratutto a livello qualitativo, tecnologico e di infotainment. Elevato il diametro di svolta a causa della trazione integrale, leggermente filtrato
il feeling al pedale del freno e un prezzo senza dubbio importante.

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