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di Fabio Suvero
20 January 2024

Alfa Romeo Giulia 2.2 Diesel Q4 Tributo Italiano

Tributo Italiano è l’allestimento al top della gamma Alfa Romeo disponibile nelle tre tinte del tricolore italiano e caratterizzato da tetto nero e bodykit in tinta carrozzeria. Abbiamo guidato la Giulia 2.2 Diesel Q4

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La Giulia si arricchisce del nuovo allestimento Tributo Italiano, per la prima volta proposto per l’intera gamma Alfa Romeo e, nel caso di Giulia, sia per la versione con motore 2.2 Diesel da 160 CV, sia nella declinazione da 210 CV e con la trazione integrale Q4. Al vertice c’è invece la versione turbo a benzina da 280 CV

Cerchi da 19 pollici

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Come anticipato, la versione Tributo Italiano è disponibile in 3 colori: rosso e bianco Alfa e verde Montreal, sempre in abbinamento con il tetto nero e il bodykit in tinta con il colore della carrozzeria. I gusci degli specchietti retrovisori sono poi nobilitati dalla bandierina tricolore, mentre la griglia frontale è colorata in nero i cerchi in lega da 19 pollici lasciano in bella mostra le pinze dei freni Brembo rosse.

Appoggiatesta firmati

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Il primo dettaglio che si nota invece non appena si accede all’abitacolo della Tonale Tribuito Italiano sono i rivestimenti in pelle traforata dei sedili con accenni di rosso, oltre al logo di questa serie speciale ricamato sugli appoggiatesta. L’indole sportiva di questa versione è poi sottolineata dalle cuciture rosse di sedili, pannelli porta e plancia. L’ultimo elemento distintivo è invece costituito dal battitacco in alluminio.

Il Biscione colpisce ancora

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Il test si è svolto partendo da Milano per raggiungere Casa Zegna nel biellese lungo una tratta autostradale che ha messo in evidenza un comfort di marcia più che accettabile per una berlina dall’indole così sportiva. Viaggiando a 130 km/h l’ago del tachimetro si stabilizza appena sotto i 2.000 giri, con effetti benefici sia sul comfort acustico che sui consumi. Nonostante sia stato già aggiornato, il sistema multimediale è un po’ meno moderno e intuitivo rispetto a quanto proposto dalla più recente concorrenza, ma il look del quadro strumenti digitale che replica il look delle Alfa del passato ha un sapore unico per chi è legato alla storia del marchio del Biscione. Poi basta sfiorare lo sterzo per cambiare direzione, un aspetto sempre più difficile da riscontrare sulle ipertecnologiche auto dei giorni nostri, che stanno via via abbandonando il motore a gasolio a favore dell’elettrificazione. Invece il 2.2 Diesel ha sempre il suo perché, non solo per il fatto ché nessun motore è più efficiente di un turbodiesel di ultima generazione, ma anche per un’erogazione molto lineare che si spinge senza problemi sopra la soglia dei 4.000 giri. Assecondato da un cambio automatico che, utilizzato in manuale, risponde sempre molto bene alle richieste del guidatore, anche nella guida più impegnata. Dove la Giulia non ha eguali in termini di piacere di guida e coinvolgimento dopo aver selezionato il programma di guida Dynamic, sia per la prontezza di inserimento in traiettoria, sia per un equilibrio che invita a forzare il ritmo senza incorrere in rischi di reazioni difficili da gestire. Insomma, ci si diverte in sicurezza, in barba a tutti questi dispositivi elettronici che in futuro renderanno la guida sempre più noiosa.

Il listino

Giulia 2.2 Diesel 160 CV 58.850 euro

Giulia 2.2 Diesel 210 CV Q4 63.850 euro

Giulia 2.0 Turbo benzina 280 CV Q4 66.350 euro

Stelvio 2.2 Diesel 160 CV 64.950 euro

Stelvio 2.2 Diesel 210 CV Q4 69.950 euro

Stelvio 2.0 Turbo benzina 280 CV Q4 72.450 euro

Tonale 1.5 Hybrid 50.150 euro

Tonale 1.5 Plug-in Hybrid 60.700 euro

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