a cura di Redazione Automobilismo - 27 aprile 2019

Batterie auto elettriche: qual è la loro vita media?

Indipendentemente dalla tipologia di batteria, ricaricarle oltre l'80% e sfruttare sempre la ricarica veloce non può che portare a una precoce usura e a una riduzione della loro efficienza.
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E' inutile negarlo, sebbene per molti l'auto elettrica possa sembrare la reale e unica soluzione all'inquinamento ambientale che attanaglia le nostre città, questa tipologia di mobilità non è attualmente pronta a poter pienamente sostituire la convenzionale mobilità con motori endotermici. Ribadiamo che non lo è attualmente ma lo potrà essere in futuro una volta risolti i maggiori problemi che ancora oggi affliggono questa nuova tecnologia come la metodologia di produzione dell'energia, la presenza di sufficienti stazioni di ricarica, le tempistiche di ricarica, l'autonomia offerta dalle batterie, i costi di produzione e di acquisto di queste auto, lo smaltimento delle batterie e non meno importante la loro durata di vita media.

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Ed è proprio questo aspetto che oggi vogliamo andare ad approfondire in primis perché varia da tipologia di batteria a tipologia di batteria, in seconda istanza perché è molto influenzato dalla metodologia con la quale ricarichiamo la batteria e dal numero di cicli di carica e scarica e in terza istanza perché è ormai di dominio pubblico che le batterie per auto ibride o elettriche una volta che hanno raggiunto un livello di efficienza inferiore al 80% non possano più essere utilizzate per autotrazione - non siano praticamente più in grado di movimentare con sufficiente efficienza una vettura - ma debbano essere sostituite con batterie nuove. Precisiamo fin da subito che già allo stato attuale delle cose queste batterie vengono però utilizzate per una seconda o persino terza vita come accumulatori di energia nei grossi centri di storage e che una volta giunti a fine vita anche in questo campo vengono debitamente smaltite e i materiali contenuti al loro interni correttamente riciclati.
Ma torniamo a noi e al discorso della durata media di un pacco batteria. Ad oggi, le batterie al Nichel-metallo idruro (Ni-MH) che si trovano ad esempio sulle Toyota Prius prodotte fino al 2016 sono garantite per 5 anni o 100.000 km. In media, invece, le più moderne batterie agli ioni di litio, installate sulla maggior parte dei modelli più recenti, sono garantire per una tempistica di 8 anni ma ogni costruttore da un chilometraggio differente che può variare da un minimo di 100.000 km fino a un massimo di 300.000 km. Valori sicuramente molto importanti perché in fatto di età iniziano ad essere praticamente simili alla durata di vita media di una vettura (8 anni) mentre dal punto di vista dei chilometri forse 100.000 km potrebbero essere un pò pochi mentre 300.000 km potrebbero essere già un buon risultato.
Un aspetto però da non sottovalutare è quanto questa vita media può essere influenzata dal nostro modo di utilizzo della vettura, dal numero di cicli di carica e scarica, dal metodo con il quale ricarichiamo la batteria e dall'utilizzo o meno della ricarica rapida. Essendo, infatti, batterie simili se non uguali a quelle utilizzate sui cellulari, si presentano esattamente tutti i fenomeni a cui siamo da sempre abituati. Queste batterie hanno normalmente un degrado iniziale lento e costante ma superata una certa soglia o tempistica il loro degrado inizia a essere molto più veloce e scostante. Detto questo anche eccessivi cicli di carica e scarica o l'eccessivo e continuo utilizzo della ricarica veloce portano a un precoce degrado della batteria e della sua efficienza. Allo stesso modo l'aspettare sempre che si scarichi del tutto e il ricaricarla sempre al 100% porta a una più precoce usura. Insomma i costruttori consiglierebbero di limitare l’uso della ricarica rapida, di non scaricare completamente la batteria e di ricaricare solo fino all’80%, per preservare la batteria il più a lungo possibile.
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