a cura di Redazione Automobilismo - 09 settembre 2019

Auto elettriche: quanto si recupera con la frenata rigenerativa?

La frenata rigenerativa può portare a un incremento dell’autonomia totale anche del 30%, ma attenti perché questo incremento viene già conteggiato dalle Case automobilistiche nel valore di autonomia complessiva offerta.

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Come avviene con le normali auto con motore endotermico, anche con le auto elettriche lo stile di guida è un fattore fortemente determinante sull’autonomia totale. Fattore che, sulle vetture a batteria, si fa ancora più cruciale visto la rete di ricarica poco estesa e tempi di ricarica non proprio veloci alle colonnine fast charge. Se a questo si aggiunge che valori estremi di temperatura (sia alte che basse) ed eccessivo utilizzo dei sistemi interni alla vettura (clima, luci, radio, riscaldamento, ecc) non fanno altro che ridurre ulteriormente le basse autonomie dichiarate dalle Case e che, questo dato dichiarato, è abbastanza lontano dai dati riscontate per strada, è comprensibile come salga ulteriormente l’ansia da chilometraggio.

Non vi sono però solo aspetti negati perché sulle auto elettriche esiste un sistema molto utile che sulle auto a combustione non trova uguale applicazione. Stiamo parlando della frenata rigenerativa, una tecnologia che permette nelle decelerazioni e nelle frenate di re immagazzinare parte dell'energia consumata per muoversi che altrimenti andrebbe persa in attriti e in calore prodotto da freni per rallentare la vettura. Per farlo il motore elettrico inverte il suo funzionamento trasformandosi da motore a alternatore/generatore elettrico così da recuperare parte dell’energia cinetica per trasformarla in energia elettrica e di conseguenza immagazzinarla all’interno del pacco batterie. Questo recupero è molto importante in condizioni ideali permette di recuperare fino a un terzo della capacità massima della batteria.

Questo importante sistema permette anche un notevole risparmio a livello di usura del classico impianto frenante. Si perché, se da un lato permette di recuperare energia elettrica così da ricaricare il pacco batteria, dall’altro funge come un vero e proprio freno motore e per questo, sia durante i semplici rilasci del pedale del gas che durante le frenate leggere, il sistema lascia che sia il motore elettrico a rallentare la vettura, togliendo questo compito al classico impianto frenante che in questo modo può percorre più chilometri prima di necessitare di essere sostituito.

Ricordiamo fin da subito che la frenata rigenerativa da sola non basta per poter aumentare in modo considerevole l’autonomia chilometrica delle auto a batteria. E’ sicuramente necessario un stile di guida più ecologico e finalizzato al contenimento dei consumi. Inoltre, la stessa frenata rigenerativa presuppone che il conducente modifichi leggermente il suo stile di guida in modo da sfrutta quanto più possibile gli effetti benefici di questa utile funzione. Vanno quindi valutate con maggiore attenzione le condizioni della strada e del traffico.

Nonostante le Case automobilistiche assicurino che con la frenata rigenerativa si possa arrivare a un recupero anche de 30%, non va però dimenticato che questa autonomia in surplus viene già conteggiata dai costruttori nell’autonomia chilometrica totale che la propria vettura è in grado di offrire. Questo però ci fa capire il perché l’autonomia dichiarata sia poco conforme all’autonomia reale perché non in tutte le condizioni stradali si riesce a sfruttare il sistema di frenata rigenerativa. Senza questo sistema pur adottando una guida accorta è praticamente impossibile raggiungere l’autonomia dichiarata dai costruttori.

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