a cura di Redazione Automobilismo - 10 giugno 2019

Torque Vectoring: benedetto sia il differenziale

Una precisa e corretta distribuzione della coppia tra la ruota interna e quella esterna di uno stesso asse garantisce una migliora stabilità, una superiore agilità e un più efficace inserimento della vettura in curva.

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Sempre più spesso si sente parlare di differenziale con funzione Torque Vectoring, ma vi siete mai chiesti nello specifico di che cosa si stia parlando? Si tratta, essenzialmente, di un sistema che distribuisce la coppia motrice tra le ruote del medesimo asse, così da compensare i fenomeni di sottosterzo o sovrasterzo, rendendo al contempo più rapida la fase d’inserimento in curva. Per ottenere questo risultato il sistema può sfruttare il semplice impianto frenante, frenando la ruota interna alla curva solitamente più soggetta a un possibile slittamento, oppure può avvalersi di avanzati differenziali autobloccanti a slittamento limitato gestiti elettronicamente.

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Volendo entrare maggiormente nel dettaglio questi differenziali integrano al proprio interno dei pacchi frizione a comando elettromeccanico che vanno ad agire direttamente ognuna su un semiasse. Frenando quindi uno dei due semiassi tramite il pacco frizione ad esso collegato – solitamente viene frenato il semiasse che sta girando in modo eccessivamente veloce rispetto all’altro – si è in grado di distribuire in maniera completamente variabile la coppia tra le due ruote motrici, di trasferire una parte della coppia sulla ruota che sta girando più lentamente (solitamente quella esterna alla curva perché in teoria più carica e con più aderenza) o ancora di inviare l’intero quantitativo anche a soltanto una delle due ruote, così da garantire un’ottima trazione, un facile inserimento e una rapida uscita di curva e accentuare la svolta della vettura, riducendo al contempo il fenomeno del sottosterzo in ingresso curva.

Inizialmente destinati alle sole vetture a trazione integrali, ora questi differenziali vengono usati anche per le vetture a trazione anteriore o posteriore così da controllare a proprio piacimento non solo le forze longitudinali di trazione ma anche quelle laterali di aderenza e di conseguenza i momenti di imbardata che si possono innescare sulla vettura. Per tenere sotto controllo alcuni fenomeni indesiderati come il sovrasterzo o il sottosterzo o per accentuare e agevolare l’effetto sterzante della vettura in ingresso curva, questi differenziali con funzione torque vectoring agiscono direttamente sul quantitativo di coppia trasmesso e spartiscono nel migliore dei modi la coppia tra le due ruote di uno stesso asse. In questo modo garantiscono anche un migliore livello di trazione persino nelle condizioni climatiche avverse o proibitive perché non appena una ruota inizia a scivolare il differenziale è in grado di spostare la coppia verso la ruota che non sta scivolando così da incrementare la trazione e accentuare la stabilità del veicolo.

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Nell’ultimo periodo però è nato un altro particolare sistema con tecnologia torque vectoring. Si tratta nello specifico di un sistema che sfrutta le potenzialità dei moderni motori elettrici. Installando, infatti, due motori elettrici sullo stesso asse al posto del comune differenziale – soluzione attualmente adottata dalla Honda NSX e dalla Ferrari SF90 Stradale - si riesce ad ottenere un preciso controllo della coppia sulla singola ruota sia in accelerazione che in decelerazione così da stabilizzare il veicolo, ridurre il sottosterzo in ingresso curva, migliorare la trazione in qualsiasi condizione e incrementare il momento di imbardata della vettura che sfocia quindi in una più facile e veloce azione sterzante. Giusto per fare un esempio il sistema è in grado di creare una coppia negativa (frenante) per rallentare la singola ruota interna, usando la frenata rigenerativa del motore elettrico, e come contropartita di innescare una coppia positiva sulla singola ruota esterna, generando in questo modo un vero e proprio momento di imbardata attorno all’asse verticale della vettura che aiuterà la stessa a inserirsi più facilmente e a curvare con maggiore agilità.

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