a cura di Redazione Automobilismo - 03 maggio 2019

Filtro antiparticolato: presto anche i freni potrebbero averne uno

L'azienda tedesca Mann+Hummel starebbe sperimentando un avanzato sistema per assorbire le polveri nocive generate dell'impianto frenante durante la frenata.
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Come tutti già ben sapete le polveri sottili o particolato sono quelle particelle particolarmente nocive per la salute umana perché, a causa delle loro ridottissime dimensioni, possono facilmente raggiungere gli alveoli polmonari quando vengono inalate. Quello però che forse non sapete è che le polveri sottili o particolato non vengono generate solamente durante la combustione all'interno di un motore endotermico ma anche durante la frenata cioè dallo sfregamento tra pastiglia e disco del sistema di frenatura classico che ogni auto possiede, tanto benzina o diesel quanto elettrica. Fino a oggi però questa emissione non è mai stata considerata durante le fasi di omologazione e per questo le Case automobilistiche non se ne erano mai preoccupate. Ora però, in vista di una mobilità sempre più pulita e sostenibile e in previsione di normative sempre più severe e stringenti, il settore automotive si sta rimboccando le maniche per cercare di contenere se non abbattere del tutto anche questa fonte di emissioni nocive. Giusto per darvi un dato, secondo gli ultimi studi, nella sola Germania ogni anno vengono immesse nell'aria 10.000 tonnellate di polveri degli impianti frenanti dei veicoli sulle strade.
Ecco che un'azienda tedesca, la Mann+Hummel, starebbe sviluppando e testando un sistema antinquinamento dedicato alle polveri sottili emesse dall'impianto frenante, un vero e proprio filtro che assorbe le particelle nocive (particolato) emesse nelle frenate. Il sistema, denominato Brake Dust Particle Filter, potrebbe raggiungere il mercato nel 2021 e viene già collaudato da alcune case automobilistiche come la Volkswagen che, secondo alcune foto giunteci in redazione, lo starebbe collaudando su una Golf GTD. Il Brake Dust Particle Filter, che nasce per contenere le emissioni assorbendo direttamente sulla pinza freno le polveri dannose, è un sistema abbastanza semplice, leggero (solo 500 grammi) e installato come una sorta di estensione della pinza stessa. Nello specifico, infatti, è alloggiato dentro una calotta simile per forma e dimensioni alla campana dei freni a disco, che nella versione per auto è montata all’estremità superiore del disco e in quella per furgoni alla sinistra. Tale posizionamento, secondo la Mann+Hummel, sarebbe la soluzione migliore per assorbire il particolato vicino alla “fonte”, senza che i suoi fumi vengano dispersi nell’ambiente. All'interno della calotta vi sarebbe una piccola rete in metallo, che fa da sostegno a un materiale filtrante in grado di assorbire il particolato e stoccarlo in piccole pieghe, simili a sacchetti. Tale filtro antiparticolato avrebbe una durata in linea con le pastiglie dei freni, andrebbe sostituito ad ogni cambio di pastiglie e permetterebbe di bloccare l'80% delle polveri. E' stato, infine, già testato anche per le vetture ibride ed elettriche e avrebbe già superato svariati test, compresi quelli in condizioni di pioggia e neve. Non se ne conoscono per il momento i costi di questo innovativo filtro.
La tedesca Mann+Hummel non sarebbe però l'unica ad aver progettato un sistema simile. Anche l'azienda francese Tallamo starebbe, infatti, sperimentando un sistema simile, denominato Tamic. Questo più complesso sistema, già in fase di test sui bus di Parigi, sarebbe composto da una rinnovata campana in cui sono alloggiate le pinze dei freni e un condotto nel quale finisce il particolato prodotto durante la frenata, che viene risucchiato da una piccola turbina, montata all’interno di un involucro vicino ai duomi delle sospensioni, che lo aspira per farlo finire in un serbatoio apposito, senza che si disperda nell’ambiente.
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