di Mirko Rovida - 01 ottobre 2018

F1, le Mercedes conquistano la Russia

A Sochi le due Frecce d’Argento monopolizzano la scena conquistando una solida doppietta tra giri veloci e ordini di scuderia. La Ferrari non sbaglia niente ma non convince.
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    Mercedes vola mentre la Ferrari arranca

    A Sochi ci si aspettava una Ferrari pronta a far male sin da subito. Eppure, per tutto l’arco del weekend le Rosse non sono mai sembrate in grado di poter rovinare la festa alla Mercedes. A partire dalla qualifica, dove le due Frecce d’Argento hanno dimostrato di avere almeno mezzo secondo in più delle Ferrari, le due monoposto di Maranello son sembrate più vicine in termini di prestazione pura alle Red Bull (poi penalizzate per varie sostituzioni di componenti meccaniche) piuttosto che alle Mercedes. Le cose in gara sono andate meglio, ma si è comunque sempre avuta la sensazione che, nonostante tutto, Sebastian Vettel e la sua Ferrari non sarebbero mai potuti andare oltre a un terzo posto. Già dopo la partenza, infatti, quando gli attacchi del tedesco ai danni del leader del Campionato non sono andati a buon fine, è parso che questo weekend la Ferrari avesse un vero e proprio deficit prestazionale. Ora resta solo da capire se la SF71-H abbia raggiunto il suo limite o se, invece, la Rossa abbia semplicemente toppato l’approccio al tracciato russo.

    Vettel supera Hamilton ai box

    In gara Vettel è comunque stato molto abile nel rimanere incollato agli scarichi del rivale per tutta la durata della corsa. Dato che il passo di entrambe le vetture si è poi dimostrato molto simile, l’unico modo per il tedesco di sopravanzare Hamilton sarebbe stato quello ti tentare un attacco ai box; e così è stato. La strategia della Ferrari questa domenica è stata impeccabile e ha consentito a Sebastian Vettel di superare Hamilton ai box grazie ad un undercut eseguito alla perfezione. Purtroppo per il ferrarista, la differenza di prestazione sul dritto tra le due monoposto si è fatta subito sentire e ad Hamilton è bastato un solo giro per riuscire a riconquistare il secondo posto grazie a un sorpasso deciso e incalzante, che ha distrutto tutte le speranze di rimonta nella mente dei ferraristi. Anche se non ci sono state conferme ufficiali, si dice che la facilità con cui Lewis abbia superato Seb nel dritto sia stata in parte dovuta a un problema nel sistema di ricarica delle batterie della Ferrari, tuttavia, la fatica della Rossa nel dritto in questo GP è stata una costante che ha caratterizzato tutto l’arco del weekend.

    L’ordine di scuderia della Mercedes aizza le polemiche

    Se la corsa fosse terminata dopo il sorpasso di Hamilton ai danni di Vettel, nel dopo gara si sarebbe parlato di come l’inglese avesse dimostrato per l’ennesima volta una forza e una tenacia eccezionale, probabilmente da titolo. Eppure, al giro venticinque, il muretto box Mercedes ha chiesto esplicitamente a Valtteri Bottas, che in quel momento conduceva il GP, di lasciar passare Hamilton per evitare che un presunto fenomeno di blister formatosi sulle gomme posteriori dell’inglese potesse compromettere la doppietta della Frecce d’Argento. Il finlandese non ha preso bene la scelta dei vertici Mercedes, ma da grande uomo squadra ha accettato l’ordine di scuderia per il bene del team, lasciando passare il compagno con una mossa plateale che ha suscitato imbarazzo nei confronti del team di Brackley. Opinabile, inoltre, anche la scelta del team di congelare le posizioni fino alla bandiera a scacchi. Sarebbe stato molto più corretto e usuale se poco prima del traguardo Hamilton avesse restituito la posizione al compagno – cosa che Bottas si aspettava – ma così non è stato. A causa di ciò, l’atmosfera percepita nel post gara, durante la cerimonia del podio, nella conferenza stampa e addirittura sui social network ha evidenziato come la situazione abbia creato imbarazzo e vergogna all’interno dei box Mercedes. L’ordine di scuderia messo in atto dalla Stella è stato impeccabile da un punto di vista prettamente strategico, una mossa lecita e assolutamente intelligente che accresce le loro possibilità circa la vittoria dei due campionati del mondo. Tuttavia, il modo, e soprattutto la situazione in cui è avvenuto il tutto, hanno sicuramente inflitto una batosta alla morale e alla sportività della Formula 1, facendo riemergere fantasmi del passato come la controversia di Austria 2002, di cui si è quasi emulata la dinamica sul podio.

    Campionato sempre più deciso

    5 gare al termine della stagione, 50 punti di distacco tra l’attuale leader della classifica Lewis Hamilton e il principale rivale Sebastian Vettel. Con la vittoria dell’inglese in Russia, il ferrarista ha perso la possibilità di poter decidere, indipendentemente dagli altri, le sorti del Campionato. Da qui in poi, dunque, tutto dipenderà esclusivamente dai risultati ottenuti da Hamilton. A Vettel servirà un miracolo, ma l’intenzione nei box della Cavallino sembra proprio essere quella di arrendersi soltanto quando la matematica escluderà i propri piloti da ogni sogno iridato. La speranza della Ferrari rimane accesa, ma è ormai affievolita come mai prima d’ora.

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