di Mirko Rovida - 09 aprile 2018

F1, magia di Vettel in Bahrein

Il tedesco della Ferrari fa bottino pieno a Sahkir grazie a un’impresa da leggenda. Sul podio le due Mercedes con Raikkonen costretto al ritiro dopo il pit-stop.

Caos al via, Red Bull fuori dai giochi

In Bahrein è andato in scena un GP entusiasmante e molto intenso caratterizzato da colpi di scena e tensione costante. Già allo start le emozioni non sono mancate, grazie all’ottimo spunto di Valtteri Bottas che è stato in grado di conquistare agilmente la seconda posizione al via mettendosi a sandwich tra le due Ferrari; causa un Raikkonen non troppo brillante nei primissimi metri della gara. Chi ha ottenuto la migliore partenza, però, è stato Max Verstappen, partito dalla quindicesima posizione dopo aver sbattuto durante le qualifiche del sabato. L’olandese della Red Bull in pochissime tornate è stato in grado di posizionarsi subito dietro agli scarichi della Freccia d’Argento di Lewis Hamilton, costretto a partire in mezzo al gruppo a causa della penalità inflitta per la sostituzione del cambio sulla propria Mercedes. Qui, forse per la troppa irruenza, il troppo agonismo o l’ancora acerba esperienza, Verstappen non ci ha pensato più di una volta e si è buttato senza remore all’attacco del campione del mondo.

L’attacco in curva 1 dell’olandese ai danni del britannico sembrava poter andare a buon fine, ma la presenza all’interno, inaspettata, della McLaren di Fernando Alonso ha poi costretto Verstappen ad allargare la propria traiettoria, mandandolo inevitabilmente contro Hamilton e causandogli una foratura alla gomma posteriore sinistra. Durante il giro di rientro con la gomma bucata, nello sfondo è poi apparso l’inferno per Red Bull: Daniel Ricciardo costretto a parcheggiare la propria RB14 a bordo pista per un guasto elettrico. Verstappen, dal canto suo, dopo aver sostituito la gomma forata, ha comunque dovuto abbandonare la propria vettura, troppo danneggiata per poter proseguire la corsa. Così, in pochissimi giri, i due torelli si son visti costretti a rientrare ai box in moto, accompagnati dagli steward a bordo pista, tra le facce disperate del muretto box della Red Bull.

Errore ai box Ferrari

Fino a metà gara sembrava che il duello tra Ferrari e Mercedes si sarebbe svolto su strategie completamente diverse: con le due Red Bull fuori dai giochi, la Rossa avrebbe presumibilmente provato a condurre la gara con l’aggressività della doppia sosta, mentre le Frecce d’Argento con la più conservativa strategia a una sosta. Tuttavia, un problema durante il secondo pit-stop della Ferrari ha poi stravolto le carte in tavola cambiando completamente le sorti della gara. Un’incomprensione tra i meccanici, un semaforo che diventa verde quando non avrebbe dovuto. Così la SF71-H di un incolpevole Kimi Raikkonen ha travolto il meccanico di Maranello Francesco Cigarini, fratturandogli tibia e perone dopo avergli costretto la gamba a una manovra innaturale sotto il peso della monoposto numero 7. L’accaduto ha imposto al pilota finlandese il ritiro immediato, causando agitazione nei box del Cavallino.

Vettel fa il miracolo

In questo contesto, Sebastian Vettel si è ritrovato a condurre la gara con gomma usata e la propria pit-lane temporaneamente inagibile. Da qui è forse iniziata a palesarsi nella mente degli strateghi della Ferrari la pazza idea di lasciare il tedesco in pista fino a fine a gara con gomma morbida e usurata; una strategia terribilmente disperata e che in passato aveva già fallito in più di un’occasione. L’ultimo stint di gara sì è dunque trasformato in un tour de force caratterizzato da livelli di tensione altissimi. Vettel sapeva che le proprie gomme stavano degradando più velocemente rispetto a quelle più dure delle Mercedes e che, molto probabilmente, non sarebbe riuscito ad arrivare al traguardo in quelle condizioni. Eppure, Sebastian si è dimostrato un mago nel conservare i propri pneumatici fino allo stremo, tenendo inoltre a bada negli ultimi giri la furiosa rimonta di Valtteri Bottas e andando a trionfare sotto la bandiera a scacchi; giocando col pedale del gas in trazione, in uscita di curva, e spingendo solo dove sapeva che la gomma non ne avrebbe risentito. Un capolavoro sportivo che probabilmente verrà ricordato a lungo all’interno del Circus.

Gasly quarto, la Power Unit Honda funziona

A sorpresa, non è stato però Sebastian Vettel il miglior pilota di giornata. Il pubblico sui social ha infatti votato, con molte ragioni, Pierre Gasly come migliore in pista domenica. Il pilota della Toro Rosso ha mostrato una performance impeccabile durante tutto l’arco del weekend, colmato con un preziosissimo quarto posto che cancella tutte le incertezze del team nate durante l’inverno. Non solo perché per la scuderia di Faenza il quarto posto vale come oro, ma anche per via della pioggia di critiche cadute nei confronti della Toro Rosso dopo il passaggio alle Power Unit Honda, che in questa occasione si sono dimostrate competitive e affidabili. Il team radio a fine gara del pilota francese suona infatti come un macigno pesantissimo tolto finalmente dalle scarpe: “now we can fight”. Una chiara citazione di Fernando Alonso durante lo scorso GP che stava a significare: ‘Finalmente senza i giapponesi possiamo competere, Renault è meglio di Honda’. Una rivincita per Gasly, per il team e, soprattutto, per i motoristi della Honda.

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