12 aprile 2016

Alfa Romeo 33 Q.V.

L’erede dell’Alfasud mantenne l’impronta di berlina sportiva da famiglia, di segmento basso ma ricca di qualità. Prestazioni e tenuta di strada trovarono ....

INTRO

La meccanica è di buon livello tecnico e può essere usata ancora a lungo. È casomai l’estetica a risentire degli anni trascorsi dal 1971, quando l’Alfasud è presentata al pubblico. Dall’esigenza di rinnovare la produzione di Pomigliano d’Arco prende avvio presso il Centro Stile Alfa Romeo il lavoro di Ermanno Cressoni, che sfocia nella nuova Alfa Romeo Alfa 33. Negli anni ’80 le sportive derivate da diffuse berline popolari, chiamate genericamente “GTI”, godono di molto favore. Alle sollecitazioni del mercato, che in quel settore attira non soltanto i giovani, l’Alfa Romeo ha risposto con l’Alfasud Quadrifoglio Verde  ed è logico che ne sia presentata l’erede. Che arriva alla fine del 1984, quando è svelata al pubblico la nuova Alfa 33 Quadrifoglio Verde, sottolineando, attraverso il mantenimento dello storico simbolo, una continuità d’intenti che pone le prestazioni e il piacere di guida al primo posto, senza rinunciare alla praticità d’uso e alla comodità che una berlina deve pur sempre assicurare.

La caratterizzazione sportiva che distingue la 33 Q.V. dalle normali sorelle da famiglia comincia dalle ruote in lega leggera ottenibili a richiesta (le stesse dell’Alfasud Ti Q.V.), prosegue nel frontale, dove spicca la nuova griglia radiatore con un solo profilo centrale e una fitta maglia come motivo di riempimento, per finire con l’apposita targhetta identificativa, la verniciatura nera dei montanti centrali e dei telai delle portiere attorno ai finestrini, il lava- tergilunotto montato di serie e i paraurti in tinta carrozzeria. All’interno i sedili anteriori, di foggia sportiva, hanno gli appoggiatesta a rete e tinte dedicate. Il volante, regolabile, ha la corona rivestita in pelle mentre altri utili accessori come lo schienale sdoppiato, il portellone che facilita l’accesso al vano bagagli, oltre a dotazioni di serie come il lava-tergilunotto, la chiusura centralizzata, gli alzacristalli elettrici anteriori e le plafoniere temporizzate, completano una finizione che non teme la concorrenza. Altri accessori ottenibili a richiesta sono i lavafari a spruzzo, il tettuccio apribile e il condizionatore d’aria.

Su strada la 33 Q.V. ripropone le apprezzate caratteristiche di guida delle Alfa Romeo a carburatori, fatte di accelerazioni rabbiose a cui si aggiunge il tipico rumore dell’aspirazione abbinato all’inconfondibile sonorità del motore boxer. Le doti del propulsore, che “prende i giri” con facilità, trovano riscontro nella notevole tenuta di strada della vettura, dove l’assetto, volutamente non esasperato né troppo rigido, rende facile e sicura la guida. Sincera La Q.V. rivela in anticipo l’avvicinarsi del limite e non sorprende mai con reazioni brusche, rivelando, anzi, un comportamento sempre prevedibile. Forse uno sterzo più pronto e po’ di sottosterzo in meno, in particolare in uscita di curva quando si accelera a fondo, non avrebbe guastato, anche se quest’ultimo aspetto contribuisce a rendere agevoli ai meno esperti le eventuali correzioni. 

16 VALVOLE

L’accoglienza del pubblico è molto buona, anche perché la carrozzeria a quattro porte concilia sportività e famiglia. Sarebbe perfetta se avesse qualche CV in più e una cilindrata maggio re per meglio confrontarsi con le rivali più agguerrite del segmento. Detto fatto, durante il 1986 la cubatura del quattro cilindri boxer aumenta da 1490 a 1712 cc, con il che la potenza cresce da 105 a 118 CVDIN che spingono la rinnovata Q.V. a sfiorare i 200 km/h, con una progressione vivace anche dai bassi regimi nei rapporti superiori e un’accelerazione entusiasmante. Il comportamento stradale resta di base quello della precedente 1.5, però il supplemento di potenza e coppia rende più facile al pilota la gestione del passaggio dal sottosterzo al sovrasterzo in fase di rilascio.

Sul piano estetico i cambiamenti seguono l’aggiornamento della gamma: i trasparenti degli indicatori di direzione sono bianchi, la griglia del radiatore è uguale alle altre versioni, rispetto alla precedente 1.5, scompare la filettatura grigia che percorre la fiancata all’altezza dei paraurti e, soprattutto, all’estremità del portellone è applicato uno spoiler in tinta. Nuovi sono anche i cerchi in lega leggera Anche all’interno ci sono numerose modifiche: la grafica del cruscotto, dove il tachimetro ha fondo scala a 240 km/h, il volante ridisegnato, la posizione degli interruttori dei servizi, i poggiatesta schiumati e la decorazione dei sedili in panno rosso e nero.

AGGIORNAMENTO
Da novembre 1986, però, l’Alfa Romeo non è più un costruttore indipendente perché entra nell’orbita Fiat. La casa torinese decide, tuttavia, di mantenere in produzione il motore boxer e nei primi mesi del 1990 aggiorna il modello. Con la seconda serie le versioni sportive della 33 diventano due: la “33 S 1.7 i.e. 16v Q.V.” e la “33 S 1.7 i.e. 16v Q.V. Permanent 4”, quest’ultima (a listino dal 1991) con un avanzato sistema di trazione integrale permanente.

Cambia anche il nome che da “Alfa Romeo Alfa 33” diviene più semplicemente “Alfa Romeo 33”. Entrambe montano il boxer 1.7 a iniezione, con nuove teste a quattro valvole per cilindro, distribuzione bialbero e punterie idrauliche. La potenza sale a 137 CV-DIN (132 per la versione catalizzata detta “Europa”) e le prestazioni ora sono allineate a quelle delle concorrenti più sportive di due litri. L’accelerazione è bruciante, la velocità sale a 208 km/h, 202 per la Permanent 4. Le quatto valvole per cilindro hanno richiesto alcuni interventi volti a risolvere un inconveniente tipico di questi motori, come l’afflusso di una parte di gas di scarico verso l’aspirazione causata dall’incrocio nei tempi di apertura e chiusura delle valvole.

BOXER 16V
Nel boxer 16v l’apertura delle valvole di aspirazione di ciascun cilindro avviene in modo differenziato attraverso una farfalla indipendente in ciascun condotto, tecnica sofisticata. Ma non ci si ferma qui: la fasatura delle camme di comando è studiata in modo da sfasare leggermente (di 7°) l’apertura delle valvole omologhe di ciascun cilindro, così da aumentare la velocità di afflusso e la turbolenza dell’aria ed evitare lo smagrimento della miscela a basso numero di giri. Iniezione e accensione sono Bosch Motronic ML 4.1, con starter automatico e cut-off in rilascio; gli iniettori sono disassati rispetto all’asse del condotto, in modo che il getto di benzina sia orientato verso la valvola di aspirazione che presenta l’anticipo inferiore rispetto al punto morto superiore. Qualche modifica coinvolge le sospensioni: al posteriore i bracci longitudinali superiori sono ora davanti al ponte, mentre davanti sono modificati i punti di attacco degli ammortizzatori, per migliorare la precisione di guida. Lo sterzo è servoassistito, più diretto e con minori reazioni in accelerazione. I freni sono a disco autoventilanti anteriori e tamburi posteriori, a richiesta l’impianto a quattro dischi con ABS, di serie sulla Permanent 4.

4x4

L’estetica è quella della seconda serie, ispirata all’ammiraglia 164. Il frontale è inclinato all’indietro, con la calandra a trapezio rovesciato e al centro lo scudetto stilizzato. Il cofano motore ha un rilievo centrale a punta che termina sullo scudetto, il paraurti è in tinta vettura codari uniti da una fascia rossa catarifrangente e lo spoiler è di diverso disegno, come pure i cerchi in lega leggera. L’interno sottolinea, attraverso i sedili Recaro anteriori, la vocazione sportiva e le prestazioni di cui è capace la rinnovata 33. Altre novità sono visibili nei pannelli porta, che hanno braccioli di diversa forma, nel volante rivestito in pelle e in altre modifiche minori.

PERMANENTE
 Se la Q.V. 16v a trazione anteriore è l’evoluzione in chiave motoristica del precedente modello, la Permanent 4, con la trazione integrale permanente, è un concentrato di tecnologia. Sperimentata la trazione posteriore inseribile con la “33 1.5 4x4”, l’Alfa Romeo propone ora, in risposta ad analoghe iniziative della concorrenza, una berlina sportiva media di elevate prestazioni su cui la trazione permanente sulle quattro ruote significa soprattutto sicurezza. La ripartizione di potenza e coppia tra l’asse anteriore e quello posteriore avviene automaticamente nel momento in cui le ruote anteriori iniziano a perdere aderenza. Il controllo passa attraverso un giunto centrale di tipo viscoso.

La trasmissione prevede inoltre un giunto elettromagnetico per disinserire in frenata la trazione integrale e ripristinarla istantan fascia superiore nera. Al posteriore ci sono nuovi gruppi ottici secon- neamente quando si rilascia il pedale del freno, cosa utile a prevenire il bloccaggio simultaneo di tutte le ruote e a rendere compatibile la trazione totale con l’ABS. È inevitabile che, nei confronti della sorella a trazione anteriore, la 33 integrale presenti un lieve aumento di consumo e un sensibile calo di prestazioni, dovuti al peso superiore e alla efficienza inferiore della trazione totale. In compenso, la “33 Q.V. Permanent 4” (dal 1993 la sigla “Permanent 4” è sostituita da “Q4”) è meno sensibile al tirorilascio, più stabile in curva e offre ottima trazione su terreni bagnati o viscidi; in generale, il comportamento stradale è neutro e la guida più precisa della corrispondente versione a due ruote motrici. Qualche critica si può fare al cambio, un po’ duro da azionare e non esente da impuntamenti.

Un piccolo scotto si paga per l’inferiore capacità del bagagliaio dovuta all’ingombro del differenziale posteriore. Per tutto il resto valgono le considerazioni comuni alla gamma rinnovata della 33, economia nel consumo di carburante compresa. Malgrado la potenza elevata, entrambe le Q.V. sono sobrie. In queste due ultime versioni il modello Alfa Romeo 33 raggiunge l’apice per prestazioni e prestigio. La raffinata base meccanica resta al passo con i tempi anche negli anni ’90, tanto che nel 1994 la 146, che prenderà il posto della 33, ne manterrà il motore boxer. 

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