a cura di Redazione Automobilismo - 30 settembre 2019

Bosch sempre più concentrata sui carburanti sintetici

I prodotti da fonti rinnovabili sono ritenuti fondamentali da Bosch per contribuire alla riduzione di CO2 e per il raggiungimento degli obiettivi previsti dall’accordo di Parigi sul clima

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Prossimi obiettivi

Con l’accordo di Parigi la maggior parte dei player a livello internazionale si sono impegnati a raggiungere entro il 2050 una economia a impatto zero dal punto di vista della CO2. Questo obiettivo ha come primo traguardo la riduzione drastica delle emissioni di C02 entro i prossimi 30 anni. Per farlo però non basterà il passaggio a una mobilità totalmente elettrica, ma si dovrà fare affidamento anche su una mobilità elettrificata (mild-hybrid, full hybrid e hybrid plug-in) e su una mobilità ancora con motore endotermici ma con propulsori sempre più puliti ed efficienti capaci di sfruttare combustibili sempre più eco compatibili.

Come li ottengo?

In questo settore la Bosch ha pubblicato uno studio sui carburanti sintetici che potrebbero alimentare i veicoli endotermici di ultimissima generazione così da affiancarli alle moderne motorizzazioni a batteria. Stando alla multinazionale tedesca, al giorno d’oggi è già possibile realizzare carburanti sintetici (benzina, gasolio e cherosene totalmente sintetici) grazie a processi che sfruttano l’energia elettrica, generata da fonti rinnovabili (come il solare o l’eolico), per ricavare idrogeno dall’acqua a cui si aggiunge il carbonio e infine si combinano CO₂ e H₂. La Bosch a inoltre confermato che le infrastrutture attuali e i propulsori dei veicoli già in commercio possono utilizzare questi carburanti senza subire modifiche, consentendo loro una semplice e veloce diffusione.

Quali sono i limiti?

Ma allora cosa impedisce lo sviluppo e la diffusione di questi carburanti eco-friendly? Come spesso accade a incidere negativamente sono i costi dell’energia elettrica necessaria e quelli di produzione di questi carburanti sintetici. Le attuali previsioni parlano di un costo netto di 1,2 euro al litro nel 2030 e di circa 1 euro nel 2050, ma il prezzo dovrebbe tranquillamente scendere con l’aumentare della loro diffusione su scala mondiale. Questi carburanti sintetici, prodotti con il processo chimico Fischer-Tropsch a partire da miscele gassose di monossido di carbonio e idrogeno in presenza di catalizzatore, saranno oltremodo la soluzione ideale per il settore del trasporto nautico e di quello aeronautico, che troveranno sicuramente maggiore difficoltà ad abbracciare le nuove tecnologie e le nuove motorizzazioni a batteria.

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