a cura di Redazione Automobilismo - 04 October 2018

Sistemi salvabimbi: ne abbiamo provati quattro e solo uno eccelle

Presto obbligatori i sistemi anti abbandono, ma le caratteristiche tecniche non sono note. Ne abbiamo provati quattro e solo uno eccelle.
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    La prossima estate nessun bambino verrà lasciato a bordo dell'auto parcheggiata da genitori stressati che hanno dimenticato di portare il figlio all'asilo o dai nonni. Lo aveva annunciato il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli con una diretta via Facebook e il provvedimento di modifica del Codice della strada è già stato approvato alla Camera ed è passato anche al Senato: è quindi legge. Il Disegno di legge prevede che diventi obbligatorio dotare l'auto dove viaggiano bimbi sotto i quattro anni di "apposito dispositivo di allarme volto a prevenire l’abbandono del bambino". Inoltre, per facilitare l'acquisto di questi dispositivi il Ministero ha previsto anche delle agevolazioni fiscali e ha destinato 80.000 euro l'anno per i prossimi tre anni a campagne informative. Le caratteristiche tecniche dei dispositivi verranno chiarite da un decreto del Ministero "da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge". La legge sarà poi applicabile 120 giorni dopo l'emanazione del decreto e comunque dal 1° luglio 2019.

    Dal bracciale-promemoria alla connessione bluetooth

    In attesa che le caratteristiche tecniche vengano chiaramente identificate, possiamo fare riferimento a quanto detto dal Ministro, che ipotizzava sensori collegati allo smartphone dei genitori o alla chiave dell'auto. Noi abbiamo comunque deciso di provare quanto offre oggi il mercato per cercare di limitare il fenomeno, che nel nostro Paese costa circa una piccola vita l'anno, ma molti di più sono i casi in cui i bambini vengono salvati all'ultimo momento dai passanti. Negli Stati Uniti, la statistica tenuta dall'associazione no-profit noheatstroke.org, parla di una media di 37 decessi l'anno negli ultimi dieci anni. Noi abbiamo messo alla prova quattro dispositivi differenti tra loro: andiamo da una semplice fascia in gomma da tenere al polso come promemoria fino al seggiolino di marca con sensore integrato collegato via bluetooth al telefono dei genitori. In mezzo due dispositivi da posizionare sui seggiolini, uno collegato allo smartphone uno, invece, indipendente. In base ai nostri test ciascun dispositivo ha dalla propria parte dei vantaggi, ma nessuno è completamente esente da difetti. Per l'acquisto conviene forse aspettare che la norma definisca le caratteristiche dei dispositivi approvati.

    Troppo pochi utilizzano il seggiolini

    Un dettaglio non secondario - soprattutto considerati i fondi destinati alle campagne informative - è che al di là dei sensori, in Italia i seggiolini sono utilizzati troppo poco. Una ricerca del 2016 di Istituto Superiore di Sanità e Ministero dei Trasporti evidenzia come solamente il 40% dei genitori leghi sempre i bambini, anche per i tragitti brevi. Nello specifico, nel nord Italia i "sistemi di ritenuta" sono utilizzati dal 61,8% dei genitori, percentuale che scende al 42,2 al centro e, addirittura, al 23,8 al sud. Dal 2001 al 2015 il numero generale di decessi sulle strade è molto diminuito, è invece significativo l'incremento percentuale delle vittime da 0 a 4 anni sul totale dei bambini fino a 9 anni: erano il 19,3% nel 2001, sono salite al 42,5% nel 2015 ed erano poco meno del 40% nel 2017. Quindi ben vengano i sistemi di allerta, ma la campagna informativa (e le multe) dovrebbero riguardare l'uso dei seggiolini in generale.

    Thomas e Mattia, Tester d'eccezione

    Per i test di questi dispositivi si sono "offerti" Mattia, figlio della nostra collega di Motociclismo Sara Vasco (il biondo con la camicia di jeans), e Thomas il bimbo di Marco Gualdani di Motociclismo Fuoristrada (il biondo con la maglia bianca). Un grazie anche a sua moglie Gianna, che ha testato i dispositivi.

    Sistemi salvabimbi: ne abbiamo provati quattro e solo uno eccelle

    Schiaffo - TE LO REGALANO I COMUNI - www.progettoschiaffo.it (7 euro)

    Lo "Schiaffo" è quando ti piazzi al braccio questa banda in metallo ricoperta di gomma, idea mutuata dalle fasce catarinfrangenti che utilizzano i ciclisti per fermare i pantaloni e migliorare la propria visibilità. Il funzionamento è elementare: come nelle foto la fascia deve stare legata alle cinture del seggiolino, quando si piazza il bimbo a bordo bisogna mettersela al polso. A destinazione si tira giù il bimbo e si rimette la fascia alla cintura del seggiolino. Quindi "schiaffo" deve restare sempre a bordo. Se ci si rende conto di averlo addosso, vuol dire che il bimbo è ancora in auto. In seconda battuta, un passante o un collega potrebbe segnalare la presenza della fascia, salvando il bimbo. I comuni lombardi di Arluno e Corbetta lo regalano ai neogenitori. Potenzialmente funziona sempre, ma soltanto se ci si ricorda di metterlo. E col caldo non è troppo confortevole da avere al braccio.

    Pregi: costo irrisorio, semplicità d'uso. Difetti: scomodo in estate, non sarà a norma.

    Remmy - SENZA CONNESSIONE SARÀ A NORMA? - www.remmy.it (70 euro)

    Remmy è un dispositivo dotato di sensore di pressione che si alimenta attraverso la presa 12V dell'auto. Allo spegnimento del motore invia segnali acustici finché non si preme un pulsante per silenziarlo. Inoltre segnala anche se il bimbo riesce a slacciarsi le cinture e cerca di scendere dal seggiolino. Nei nostri test abbiamo notato come il "reminder" acustico che parte allo spegnimento dell'auto possa svegliare il piccolo (e a volte è una seccatura). Per non avere cavi volanti nell'abitacolo, infatti, avevamo collegato la spina alla presa posteriore: ma in questo modo il tasto per silenziare il dispositivo non è raggiungibile dal posto guida. Inoltre, il nostro Remmy ha avuto un problema: durante una delle prove il cavetto del sensore di pressione si è sfilato. Infine, se il futuro regolamento del Ministero dei Trasporti richiederà una connessione, come preannunciato dal ministro Toninelli, questo dispositivo non sarà a norma.

    Pregi: per chi è privo di smartphone, segnala se il bimbo si slaccia. Difetti: impegnala presa 12V, cavi nell'abitacolo.

    Tippy - IL PIÙ PRATICO - www.tippyonboard.com (59,90 euro)

    Tippy è un dispositivo connesso con batteria non sostituibile: in pratica è un semplice cuscino da aggiungere al seggiolino. Si scarica la app, si compilano i campi richiesti in pochi minuti e si connette rapidamente agli smartphone sia Android che Apple avvicinando il telefono al cuscino e premendo su quest'ultimo. Il dispositivo funziona attraverso il sistema bluetooth: il sensore di peso percepisce il bimbo e il bluetooth lo smartphone della mamma. Qualora la mamma esca dal raggio Bluetooth senza aver tolto il bimbo dal suo seggiolino, il telefono lo segnala illuminandosi e vibrando. Se dopo un minuto il sensore rileva ancora il peso, partono gli SMS d'allarme ai numeri preimpostati. Il messaggio contiene anche la posizione dell'auto, per permettere ai soccorritori di individuarla il più in fretta possibile. Secondo le nostre "tester", Tippy è il dispositivo più pratico tra quelli provati.

    Pregi: ok per tutti gli smartphone, niente cavi nell'abitacolo. Difetti: manda molte notifiche sullo stato del sistema.

    Chicco Oasys 0+ Up BebèCare - NON PARLA CON L'IPHONE - www.chicco.it (149 euro)

    Seggiolino con sensore integrato senza batteria: in teoria la palma di dispositivo più pratico spettava all'Oasys, almeno così ragionavamo in redazione, finché non ci siamo accorti che una delle due nostre tester volontarie non avrebbe potuto testare: sì, perché il sistema BebèCare (sviluppato con Samsung) è al momento precluso a tutti i telefoni con la Mela. Una bella limitazione. Chi invece dispone di smartphone Android scarica la app, compila, fotografa un codice sul seggiolino mentre preme sulla seduta ed è connesso. Il funzionamento, anche qui basato sul Bluetooth è semplice: lo smartphone connesso esce dal "campo" del Bluetooth e il telefono vibra e segnala che ci si è scordati il bimbo. Poi partono gli SMS ai numeri preimpostati con la geolocalizzazione dell'auto. Il dispositivo in nostro possesso era il Chicco Oasys 0+ Up (149 euro), omologato secondo la normativa ECE R44/04 per il trasporto in auto di bambini dalla nascita fino a 13 kg, ma esiste anche la versione Chicco Oasys i-Size (249 euro), omologato secondo la normativa i-Size (ECE R129) per il trasporto in auto di bambini con un'altezza compresa tra 40 e 78 cm (max 13 kg).

    Pregi: versatilità, invia sms con posizione. Difetti: disponibile solo per Android.

    di Alberto Motti - Gianluca Bucci

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