a cura di Redazione Automobilismo - 13 aprile 2018

Secondo la Corte d'Appello il Tutor va rimosso

Autostrade per l'Italia non rimuoverà ma sostituirà l'utile sistema che rileva la velocità media dei veicoli.

Il tanto utile ma altrettanto odiato sistema Tutor, il dispositivo utilizzato sulle autostrade italiane per rilevare la velocità madia degli automobilisti, sarebbe stato copiato. A decretarlo la Corte d'Appello di Roma che dopo l'ultima sentenza ne avrebbe decreto l'immediata rimozione e distruzione da tutta la rete autostradale del Bel Paese. Sempre secondo questa sentenza il Tutor attuale sarebbe di proprietà della Craft srl, azienda di Greve in Chianti (FI), che lo avrebbe inventato e brevettato e non di Autostrade per l'Italia che in questo modo ne avrebbe violato il brevetto riproducendolo e distribuendolo lungo la rete italiana.

Naturalmente la risposta di Autostrade per l'Italia non si è fatta attendere e tramite i suoi legali ha fatto sapere che impugnerà presso la Corte di Cassazione la recente decisione della Corte d’Appello di Roma, poiché ad Autostrade per l'Italia sono state riconosciute fondate le ragioni da quattro precedenti sentenze di merito in tutti i gradi di giudizio, e che non rimuoverà definitivamente il sistema Tutor ma semplicemente si impegnerà a sostituirlo immediatamente con un nuovo sistema, diverso da quello attuale.

Una decisione presa alla luce degli evidenti risultati positivi raggiunti con l'utilizzo di questo importante sistema di rilevazione (-70% il numero di morti sulla rete autostradale). Per fare questo però l'azienda italiana sarà costretta a versare nelle casse Craft srl 500 euro al giorno per ogni giorno in cui terrà attivo il sistema attuale cioè fino alla completa sostituzione degli apparati con un altro sistema di rilevazione della velocità media.

Infine la Corte d’Appello di Roma ha riconosciuto che Autostrade per l'Italia non avrebbe ricavato alcun profitto personale dall'utilizzo del sistema Tutor e tantomeno la Craft srl non avrebbe subito alcun danno economico da questa violazione del brevetto. Ecco perché la recente sentenza non ha stabilito alcun indennizzo a beneficio della Craft per il torto subito.

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