FCA conferma la richiesta di aiuti statali per 6,3 miliardi

Per uscire dalla crisi innescata dal Coronavirus Fiat Chrysler Automobiles ha avviato i colloqui per ottenere le garanzie statali su un maxi-prestito bancario a sostegno della filiera italiana.

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FCA (Fiat Chrysler Automobiles) del Gruppo Exor con sede legale ad Amsterdam e domicilio fiscale a Londra ha avviato i colloqui per chiedere al Governo garanzie su prestiti per circa 6,5 miliardi di euro per far fronte e superare la crisi scatenata dal Covid-19. Aiuti statali, insomma, che arriverebbero attraverso un plafond gestito da SACE, la società per azioni del gruppo italiano Cassa Depositi e Prestiti. FCA avrebbe però in mente un progetto di più ampio respiro volto a sostenere, in prima battuta, la gran parte dell'automotive italiano attraverso un finanziamento non dissimile dai contratti di filiera attualmente in vigore.

Scendendo nel dettaglio e sempre a detta del colosso italo americano, il progetto mirerebbe ad aprire una linea di credito a tre anni per un ammontare massimo di 6,3 miliardi di euro, un finanziamento utile per le attività italiane del gruppo FCA e a sostegno sostegno della filiera dell’automotive in Italia, composta da circa 10.000 piccole e medie imprese. Per questo motivo la stessa FCA avrebbe già aperto i colloqui in primis con i ministeri dell'Economia e dello Sviluppo Economico e in seconda istanza con Intesa Sanpaolo così da ottenere da SACE, la società per azioni del gruppo italiano Cassa Depositi e Prestiti, la garanzia statale stabilita dal Decreto Liquidità. La linea di credito servirebbe in definitiva per erogare aiuti economici al solo scopo di supportare la gestione operativa dei pagamenti alla filiera italiana dei fornitori, sostenendone i livelli di liquidità e garantendo al contempo la ripartenza delle produzioni e gli investimenti negli impianti italiani.

L'automotive è un settore chiave dell’industria italiana: genera da solo circa il 6,2% del Pil e impiega il 7% dei lavoratori dell’intera manifattura. Inoltre, rappresenta uno dei punti di forza dell'Italia, è uno dei maggiori bacini di competenza specializzata a livello industriale e commerciale in Europa ed è la fonte dei maggiori investimenti in ricerca e innovazione in Italia. Il credito si inserirebbe nell’ampio programma di FCA per una ripresa in sicurezza delle attività in Italia e farebbe seguito a un periodo senza precedenti, in cui le azioni tempestive messe in atto per mettere al sicuro dipendenti, famiglie e comunità durante l’emergenza da Covid-19, hanno comportato il totale blocco della produzione e delle attività di vendita di FCA in Italia, con un drastico e inevitabile impatto sul breve e medio termine dell’intero ecosistema automobilistico.

FCA ha poi sottolineato come la richiesta sia stata avanzata dalla FCA Italy, che ha sede a Torino e paga le tasse in Italia. I sindacati dal canto loro temono per il futuro dei lavoratori e per questo premono perché il governo e le imprese trovino quanto prima le giuste soluzioni per risollevarsi da questa crisi senza precedenti. Conte, infine, ha affermato che il colosso italo-americano potrà beneficiare della garanzia statale perché risponde alle prescrizioni del decreto.

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