Coronavirus: in macchina come mantengo i finestrini?

Finestrini aperti o finestrini chiusi? Uno studio della Brown University ha analizzato tutti gli scenari possibili con due passeggeri seduti in diagonale.

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Per ora la Legge regolamenta solamente il numero massimo di passeggeri a bordo, l’utilizzo o meno delle mascherine, la disposizione di questi passeggeri all’interno della macchina e i rapporti di parentela che devono avere. Norme dettate dalla volontà di voler ridurre quanto possibile il rischio di contagio all’interno di un ambiente, l’abitacolo di un’automobile, che può essere definito come un ambiente chiuso e all’interno del quale spesso ci si passa molto tempo. Tolte le normali regole di igiene e di protezione personale, vi siete mai chiesti quale sia la migliore condizione dal punto di vista dei finestrini da attuare in auto? Meglio tenerli aperti o chiusi? Meglio far fare un solo ricambio di aria o lasciare un ricambio continuo? A rispondere a queste domande ci ha pensato uno studio della Brown University che ha analizzato tutti gli scenari possibili con due passeggeri seduti in diagonale.

Lo studio ha preso in esame particolarmente l’effetto aerosol che si viene a creare all’interno dell’abitacolo, specialmente quando si creano quelle piccole goccioline di saliva (droplets) che a volte nemmeno la mascherina è in grado di fermare. Grazie a un complesso modello basato su simulazioni fluidodinamiche computazionali i ricercatori della Brown University hanno studiato a fondo i movimenti delle goccioline di saliva e i suoi flussi a seconda che i finestrini della vettura siano aperti o chiusi. Precisiamo fin da subito che la simulazione è avvenuta a bordo di una vettura che per dimensioni e geometrie può essere paragonata facilmente a una Toyota Prius. I passeggeri a bordo poi erano solo due e disposti in diagonale tra i sedili anteriori e quelli posteriori. Valutando numerosi scenari si è scoperto come tenendo aperti i finestrini opposti a ciascun occupante si può creare un flusso che riduce drasticamente la raccolta vapori nell’abitacolo di un’auto. Un risultato simile ma meno efficace potrebbe essere ottenuto anche aprendo parzialmente i finestrini anche se il flusso d’aria generato non potrebbe essere sufficiente a ridurre al minimo il rischio di contagio. Insomma l’analisi dei flussi d’aria all’interno di un veicolo suggerisce che non tutte le combinazioni sono efficaci a garantire un buon ricambio d’aria. E che i finestrini da tenere aperti non sono quelli che crediamo.

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