Brasile, Volkswagen sfida Fiat

"Vogliamo tornare ad essere i numeri uno qui. Per noi è sicuramente un obiettivo, ed è importante anche per motivare la squadra". Queste le parole di Martin Winterkorn al Salone di San Paolo...

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Fiat ha un legame strettissimo e di lunga durata con il Brasile. Nel 1973 fu lo stesso Giovanni Agnelli ad intuire le potenzialità del mercato sudamericano dando vita alla “Fiat Automoveis” a Betim. Fiat do Brasil in 36 anni ha prodotto oltre 12 milioni di veicoli e da tre anni ormai il Lingotto vende molto più in Brasile che in Italia. Ma il mercato brasiliano è ambito da molti altri costruttori, BMW e Toyota in testa, ma anche dalle cinesi Chery e Jac, e della giapponese Suzuki. Fiat ad oggi ha una quota di mercato di oltre il 24%, con quasi due punti di vantaggio sull’avversaria più vicina, la Volkswagen appunto.

 

«Vogliamo tornare ad essere i numeri uno qui. Per noi è sicuramente un obiettivo, ed è importante anche per motivare la squadra». Così Martin Winterkorn, numero uno del gruppo tedesco, ha risposto al Sole 24 Ore proprio in occasione del Salone dell'Auto di San Paolo del Brasile. I dati dei primi nove mesi del 2012 vedono il gruppo italiano in testa per vendite di auto con poco meno di 494mila unità contro le 482mila della rivale; Volkswagen, con la quale Fiat è impegnata in un testa a testa da parecchi anni, si consola con il primato della Gol nella classifica dei modelli più venduti «per il 26esimo anno consecutivo» e con il primo posto nella produzione (il colosso di Wolfsburg ha prodotto l'anno scorso 828mila veicoli, di cui una parte esportati nel resto del Sudamerica).

Fiat in Brasile

In Brasile, la domanda complessiva di automobili e veicoli commerciali leggeri si è attestata a 1.034.000 unità, in crescita del 16% rispetto ai livelli del terzo trimestre 2011. Per le sole autovetture, la crescita della domanda nel trimestre è stata pari al 25% rispetto all’analogo periodo del 2011. Il Gruppo ha confermato nel trimestre la propria leadership in Brasile con una performance superiore rispetto a quella già forte del mercato; la quota complessiva è salita al 24,3% in miglioramento di 2,3 punti percentuali rispetto al terzo trimestre 2011, dimostrando la propria capacità di reagire rapidamente all’incremento della domanda.

Sono proseguite anche nel terzo trimestre 2012 le buone performance dei prodotti di punta delGruppo, trainate dal continuo successo della Novo Uno e della Palio. Fiat ha ulteriormente consolidato la sua leadership nei segmenti A e B con una quota combinata del 31,2%.

Nel terzo trimestre 2012, il Gruppo ha poi consegnato in Brasile un totale di 243.000 automobili e veicoli commerciali leggeri, in crescita del 23% rispetto al terzo trimestre 2011. Ottime performance di vendita dei marchi Jeep e RAM, che hanno registrato, rispettivamente, aumenti del 91% e del 25% rispetto al terzo trimestre 2011.

Fiat in Brasile attualmente ha una gamma composta da 19 modelli per un totale di 270 versioni. Due di questi, la Freemont e la 500, arrivano dal Messico, mentre il pick up Strada viene esportato anche in Europa. I concessionari Fiat in Brasile sono 570 e ad agosto hanno per la prima volta venduto oltre centomila vetture in un solo mese.

 

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Modelli Fiat Salone di San Paolo Brasile 2012
Volkswagen Salone di San Paolo Brasile 2012
Modelli Volkswagen 2012 in Brasile
Modelli Fiat in Brasile 2012

 

Volkswagen in Brasile

 

La Volkswagen do Brasil è stata fondata nel 1953 e conta oggi circa 24.000 collaboratori. La filiale sudamericana della Volkswagen è la maggiore Casa automobilistica brasiliana. L’azienda ha quattro stabilimenti (tre per la produzione dei veicoli e uno per la costruzione di motori), da cui escono ogni giorno fino a 3.500 veicoli e 3.800 motori. Le fabbriche di veicoli, ad Anchieta e Taubaté, insieme allo stabilimento São Carlos per la costruzione dei motori si trovano nello stato di San Paolo; il terzo sito produttivo dei veicoli si trova invece nella città di Curitiba, nello stato federale di Paraná. Dalla fondazione della Volkswagen do Brasil gli stabilimenti dedicati hanno prodotto più di 20 milioni di auto.

 

22 modelli diversi

 

Attualmente, l’offerta della Volkswagen do Brasil comprende 22 diversi modelli, venduti principalmente in Sudamerica e in parte esportati. Lo scorso anno, la filiale sudamericana della Volkswagen ha prodotto 828.400 veicoli. I modelli prodotti dalla Volkswagen do Brasil comprendono, oltre alla Gol – campionessa di vendite in Brasile dal 1987 – la Voyage (ovvero la versione berlina della Gol), la Fox, la SpaceFox, la Space Cross e la CrossFox, la Polo e la Polo Sedan (berlina), e una Golf progettata specificamente per il mercato sudamericano sulla base della Golf IV. Dall’Europa vengono importati soprattutto modelli di classe media, media superiore e superiore: ad esempio la Passat CC (versione precedente al cambio di modello della Volkswagen CC), la Passat Variant, nonché le fuoristrada Tiguan e Touareg. Dallo stabilimento Volkswagen in Messico, invece, arrivano in Brasile la nuova Jetta e Jetta Variant (sulla base della Golf Variant VI).

 

Quattro stabilimenti 

·      Anchieta. Lo stabilimento Anchieta a São Bernardo do Campo, a meno di 30 chilometri da San Paolo, è il maggiore stabilimento di produzione Volkswagen in Brasile, oltre che sede del quartier generale e del reparto Sviluppo della Volkswagen do Brasil. Il primo stabilimento Volkswagen costruito oltre i confini della Germania è nato nel 1957 e, come quello tedesco di Wolfsburg, è stato oggetto di modernizzazione continua. Già nel 1970 a São Bernardo do Campo venne prodotto il milionesimo veicolo Volkswagen. Anchieta si estende su un’area di 1.000.000 m2: l’equivalente della superficie di 140 campi da calcio! Qui 14.800 addetti producono le gamme Gol, Polo, Polo Sedan Saveiro e T2 Kombi.

·      Taubaté. Costruito nel 1976, lo stabilimento di Taubaté occupa un’area di 288.000 m2 a circa 150 chilometri da San Paolo. Qui i circa 4.900 collaboratori costruiscono la Gol e la Voyage.

·      São Carlos. Lo stabilimento per la produzione di motori di São Carlos (preso in gestione nell’ottobre 1996) ha una superficie di 50.000 m2 e si trova all’interno del Paese, a 240 chilometri di distanza da San Paolo. Circa 800 collaboratori vi producono l’intera gamma dei motori benzina, Diesel e a etanolo necessari per i modelli brasiliani.

·      Curitiba. Nello stato di Paraná, più precisamente a São José dos Pinhais, a ca. 420 chilometri da San Paolo, si trova il quarto più recente stabilimento della Volkswagen do Brasil (inaugurato a gennaio 1999). Qui, nello stabilimento di Curitiba (300.000 m2), circa 3.500 collaboratori Volkswagen si dedicano alla produzione di Fox, CrossFox, SpaceFox e di una versione della Golf brasiliana.

 

Nuovi investimenti in arrivo...

 

«Investiremo 3,4 miliardi di euro di qui al 2016 per rinnovare la gamma di prodotti e ampliare la capacità produttiva» dice Winterkorn, che non risparmia una battuta: «non so se i concorrenti saranno in grado o meno di continuare a investire ai nostri ritmi». Volkswagen prevede che il mercato brasiliano possa crescere (veicoli commerciali compresi) fino a 5 milioni di unità entro il 2018, rispetto ai 3,5 milioni previsti per quest'anno. Fiat risponde con un piano di investimenti da 10 miliardi di reais entro il 2014 (circa 3,8 miliardi di euro al cambio odierno) che vede tra l'altro la costruzione di una nuova fabbrica a Pernambuco e l'ampliamento della capacità di quella storica di Betim, portando la capacità produttiva del Lingotto nel Paese a 1 milione di vetture.

Ad Agosto, Fiat è stato il primo costruttore in Brasile ad offrire il tetto apribile di propria produzione nel segmento B-sedan sui modelli Novo Palio e Grand Siena. Il Governo brasiliano ha lanciato recentemente il programma “Inovar Auto Program” per favorire, nel lungo periodo, lo sviluppo dell’industria automobilistica nazionale attraverso l’incentivazione di investimenti in ricerca e sviluppo e per l’ingegnerizzazione di prodotti orientati all’efficienza energetica nonché alla produzione nel paese. Il Gruppo è ben posizionato per partecipare attivamente e trarre pieno beneficio dal programma che si svilupperà nel periodo tra il 2013 e il 2017.

Il Brasile come sesta potenza economica mondiale, ma...

Sia per superficie, sia per la sua popolazione, il Brasile è il quinto stato più grande del mondo, preceduto per popolazione soltanto da Cina (1), India (2), Stati Uniti (3) e Indonesia (4). In questo Paese vivono circa 195 milioni di persone. Già oggi, con un prodotto interno lordo (PIL) di 2.500 miliardi di dollari (2011 / fonte: Ministero degli Esteri, Germania) il Brasile è la sesta potenza economica mondiale.

Per il 2012, in Brasile è prevista una crescita economica dal 3 al 3,5%. “Nonostante la crisi finanziaria ed economica internazionale”, afferma il Ministero degli Esteri, “il commercio con l’estero del Brasile è cresciuto del 27,5% rispetto all’anno precedente, attestandosi a 482,9 miliardi di dollari nel 2011”.

Un’analisi precisa del mercato dell’auto brasiliano è stata effettuata lo scorso anno dalla società di consulenza strategica Roland Berger. Ecco un estratto dello studio, che consente di dare uno sguardo in profondità al mercato dell’auto brasiliano: In passato maggior debitore a livello mondiale e a rischio insolvenza nel 2002, il Brasile è ormai da tempo uno dei motori trainanti dell’economia globale, insieme a Russia, India e Cina (BRIC).

I giacimenti di petrolio e gas di recente scoperta fanno del Paese un importante fornitore di energia a livello internazionale. Il Brasile dispone di oltre un quarto della superficie agricola mondiale utilizzata, è il secondo maggior produttore mondiale di bio-carburanti e ne è il maggiore esportatore. Da qui proviene sia la metà della produzione globale di cereali grezzi sia delle esportazioni mondiali di carne bovina. Nel 2014 in Brasile avrà luogo il Campionato Mondiale di calcio e due anni dopo il Paese ospiterà i Giochi Olimpici.

Successivamente, si aggiudicherà con ogni probabilità il quinto posto nella classifica delle maggiori potenze economiche mondiali, superando Francia e Gran Bretagna. La nazione brilla così di una nuova luce, come “Paese del futuro”. I brasiliani hanno superato quasi indenni la crisi finanziaria mondiale. Stimolata, prima della crisi, dall’abbondante disponibilità di liquidità a livello mondiale, dagli elevati prezzi delle materie prime e dalla potente crescita globale, l’economia del Paese continua, anche successivamente, a crescere a un ritmo inarrestabile, con tassi di crescita annuali del 5% circa nel periodo dal 2003 al 2008 e raggiungendo addirittura il 7,5% nel 2010.

L’auto è un simbolo dell’ascesa sociale: le richieste in termini di design e di visibilità delle dotazioni aumentano. Ad approfittare del crescente potere d’acquisto sono affermati marchi di prestigio, così come costruttori di nuovi modernissimi modelli o fornitori innovativi che provvedono al miglioramento dei veicoli. Per le Case automobilistiche cinesi e indiane il Brasile rappresenta il banco di prova delle loro campagne globali; entro la fine del decennio potrebbero infatti conquistare una quota di mercato superiore al 10%.

Secondo i calcoli di Roland Berger Strategy Consultants, in Brasile già soltanto le vendite di autovetture potrebbero raddoppiare dal 2010 al 2020, raggiungendo i 6,6 milioni di unità; la produzione potrebbe crescere da 3,6 milioni di auto (2010) a 5,5 milioni. Già nel 2015 il Brasile potrebbe diventare il terzo maggiore mercato di autovetture dopo Cina e Stati Uniti, scalzando così il Giappone. Anche per quanto riguarda i veicoli commerciali, entro il 2018 si prevede una crescita annua dell’8%. È soprattutto il comportamento degli automobilisti brasiliani al momento dell’acquisto dell’auto a modificare in modo deciso la struttura dell’offerta.

Dopo essere stato per decenni un mercato al quale venivano destinate – rispetto ai Paesi altamente industrializzati – tecnologie automobilistiche obsolete, orientate piuttosto alle necessità di una nazione in via di sviluppo, con il crescente benessere il Brasile vede aumentare le richieste di veicoli prodotti dalle maggiori Case automobilistiche. In passato, l’ultima versione dei modelli più venduti in tutto il mondo arrivava sul mercato brasiliano in media dopo cinque anni, oggi invece dopo un massimo di due anni. Questo cambiamento è più evidente nel segmento Premium. Prima, nel 2006, le Case automobilistiche di lusso riuscivano a vendere in Brasile appena 150.000 veicoli, provenienti soprattutto da Europa, Giappone e Corea. Nel 2010 erano già quasi 670.000.

Nel 2014 potrebbero essere circa un milione – un volume che, secondo le stime di Roland Berger, costringerà i costruttori a ripensare (nuovamente) la produzione locale. In Brasile, gli automobilisti stanno diventando molto esigenti anche per i veicoli del segmento inferiore, un mercato importante perché 6 automobili immatricolate su 10 sono di piccole e medie dimensioni. Per molto tempo si sono accontentati di tecnologie obsolete, finché il design si presentava in certa misura innovativo. Questi tempi sono finiti. Le auto devono continuare a essere convenienti, ma anche aggiornate.

Di conseguenza, diventa fondamentale introdurre auto più moderne in America Latina, per rimediare alla mancanza di nuovi veicoli attraenti e al passo con i tempi. Il 61% dei circa 24 milioni di veicoli ha meno di 10 anni (quasi la stessa percentuale degli Stati Uniti). Per il bilancio delle emissioni di CO2 non si tratta assolutamente di un fatto negativo, poiché, nella potenza sudamericana, più della metà del carburante viene ricavato dalla canna da zucchero, con un impatto ambientale quasi uguale a zero. I veicoli elettrici, nonostante l’elevata quota di energia ad emissioni zero disponibile – ricavata soprattutto da centrali idroelettriche ed eoliche – non giocano un ruolo di grande importanza. A farlo è piuttosto la forte lobby dei produttori di etanolo. Secondo stime di Roland Berger, nel 2020 in Brasile circoleranno circa 42 milioni di veicoli, pari a una crescita media annua del 5% circa...

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