AUDI GRANDSPHERE CONCEPT, LUXURY GREEN

La concept full electric Grandsphere anticipa design, tecnologia e interni della berlina di lusso di nuova generazione della Casa di Ingolstadt. Lunga oltre cinque metri e mezzo, ha un abitacolo ...

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La concept full electric Grandsphere anticipa design, tecnologia e interni della berlina di lusso di nuova generazione della Casa di Ingolstadt. Lunga oltre cinque metri e mezzo, ha un abitacolo ricco di monitor touch screen e sedili anteriori che si configurano come le poltrone di una lussuosa lounge. Chissà se è vero che la Grandsphere, ovvero la spettacolare concept svelata al Salone di Monaco anticipa la prossima A8? E’ la domanda che si fanno tutti.

La risposta di Audi non smentisce, ma non conferma. Del resto le misure sono eloquenti: lunga 5 metri e 35 centimetri, supera di cinque centimetri la versione a passo lungo dell’attuale modello top di gamma del brand di Ingolstadt. A favorirlo è l’architettura della macchina, priva del propulsore termico ed equipaggiata con due motori elettrici, uno per asse, dagli ingombri assai più contenuti. La piattaforma è la Ppe, il corrispettivo elettrico del pianale a motore longitudinale del motore a combustione.

Con un montante anteriore spostato in avanti, invece, si intuisce subito che il protagonista è l’interno, dove spazio, minimalismo, modularità e digitalizzazione definiscono le specificità della vettura. Quando si sale a bordo della Grandsphere si nota subito quel che non c’è. Non solo non ci sono pulsanti fisici, ma non c’è il volante che in realtà è nascosto e fuoriesce quando l’auto non è in modalità self-driving e non ci sono neppure gli schermi.

C’è solamente una plancia avvolgente ricoperta di pannelli di legno che si estendono senza soluzione di continuità nelle portiere. I sedili, poi, possono arretrare e reclinarsi quasi come le poltrone di una business class in stile aeronautico, mentre posteriormente la soluzione scelta è il divanetto per due persone. Guida autonoma di livello 4 Una concept come questa, non poteva che andare a braccetto con la guida autonoma.

Infatti, se decidete di guidare l’auto voi stessi, il volante esce. Se invece si delega all’auto, l’intera configurazione cambia: volante e strumentazione integrata scompaiono, liberando spazio e i sedili possono assumere posizioni da relax assoluto. Il livello di guida autonoma, infatti, è il quattro, che non obbliga più il guidatore a tenere le mani sul volante e gestire le operazioni della vettura. Il tempo riguadagnato può essere impiegato per lavorare, o vedersi un film, ma se non ci sono schermi, dove li possiamo vedere?

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In realtà i display ci sono, ma si tratta di proiezioni sulla superficie del parabrezza. In funzione della modalità di guida, manuale oppure automatizzata, queste proiezioni occuperanno l’intera larghezza della plancia oppure saranno parzializzate e differenziate nei contenuti o per chi guida o per il passeggero. Sul rivestimento interno della portiera lato guida, una rotellina permette di selezionare e regolare varie funzioni di bordo tra cui la climatizzazione.

Sotto questo corpo vettura c’è l’architettura elettrica Ppe, che prevede un pacco batterie nel pavimento che sulla concept ha una capacità di 120 kWh con un’autonomia fino a 750 km e un motore elettrico per asse, visto che un’Audi non rinuncia mai alla trazione quattro, per una potenza complessiva di 720 cavalli e una coppia di 960 Nm. La rete di ricarica è da 800 volt, che consente l’impiego delle colonnine ultrarapide fino a 270 kW.

Secondo l’Audi la Grandsphere, se fosse un’auto reale sulle strade, potrebbe recuperare 300 km con appena dieci minuti di ricarica, mentre in meno di 25 passerebbe dal 5 all’80 per cento di carica. Nonostante lo stesso costruttore tedesco dichiari che il focus della Grandsphere non è rappresentato dalle prestazioni, ma dal confort e dall’esperienza di bordo, i progettisti non sono scesi a compromessi sulla dinamica di guida.

Le sospensioni pneumatiche multilink prevedono all’avantreno uno schema a cinque bracci e la gestione dell’assetto, ispirata a quella dell’ammiraglia sportiva S8 includendo poi l’ammortizzazione attiva secondo una logica che si avvale degli input della navigazione e dei dati raccolti dai sensori e dalla telecamera frontale. Le ruote posteriori sterzanti, infine, garantiscono alla concept agilità nonostante la notevole stazza. Insomma, le prove tecniche di A8 sono ufficiosamente incominciate.

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