Ponte Morandi: corrosione e mancanza di manutenzione

Oltre alla evidente corrosione all’interno dei piloni, le indagini hanno portato alla luce la mancanza di ispezioni e controlli nei punti critici da oltre 25 anni.

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Il 14 agosto del 2018 il Ponte Morandi, il viadotto sul fiume Polcevera, è purtroppo crollato improvvisamente provocando la morte di 43 persone. La tragica vicenda è accaduta, almeno visivamente, per il cedimento dello strallo lato mare della pila nove ma cosa è successo veramente e cosa ha portato a un crollo così improvviso? La super perizia di quasi 500 pagine, richiesta dalla procura e dal gip di Genova, è arrivata alla conclusione che a portare al tragico evento è stato non solo la evidente corrosione all’interno dei piloni ma soprattutto la scarsa manutenzione e la mancanza di ispezioni e controlli nei punti critici che da oltre 25 anni non venivano eseguiti. Confermato, dunque, quanto era stato ipotizzato fin dai primi mesi: il viadotto ha ceduto di colpo a causa della corrosione avanzata dei cavi di uno strallo ma anche a causa della completa mancanza di controllo sui tiranti corrosi a partire dall’anno 1993.

“Pur conoscendo i rischi di degrado il monitoraggio non è stato adeguato” Queste le parole della perizia che sottolinea come il pericolo e la problematica della corrosione dei tiranti era ben nota fin dal lontano 1967, anno di inaugurazione del ponte. “Autostrade per l’Italia, in quanto gestore, avrebbe dovuto avere una conoscenza adeguata di come l’opera era stata costruita, valutando la rispondenza con i documenti progettuali, cosa che avrebbe permesso di individuare il grave difetto costruttivo nell’ultimo tratto del tirante, in corrispondenza della sommità dell’antenna, consentendo di prevedere e tenere sotto controllo il processo di degrado”. “Dal 1993 non sono stati eseguiti interventi che potessero arrestare il processo di degrado in atto e/o di riparazione dei difetti presenti nelle estremità dei tiranti che, sulla sommità del Sud-lato Genova della pila 9, erano particolarmente gravi”.


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