a cura di Redazione Automobilismo - 07 febbraio 2019

Incidente stradale? La responsabilità potrebbe essere anche di chi non l'ha causato

Il comportamento imprudente della controparte va prevenuto, se no si è in parte colpevoli del sinistro stradale.
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Lo scorso 23 gennaio la Suprema Corte di Cassazione, in relazione a un provvedimento della Corte d’Appello di Napoli del giugno 2017, ha emesso una sentenza che farà a lungo parlare di se. Molti di voi, infatti, come anche colui che sta scrivendo in questo momento, potrebbero non trovarsi d'accordo ma purtroppo questo è quanto è stato stabilito.

Prevenire è meglio che curare

Secondo la Cassazione in caso di sinistro stradale, anche il conducente della vettura che non ha causato l’incidente, se non ha previsto e prevenuto il comportamento imprudente della controparte, può essere ritenuto in parte responsabile dell'incidente stradale. Insomma, la Cassazione ha sottolineato che sulla strada si è “responsabili anche del comportamento imprudente altrui, purché rientri nel limite della prevedibilità” e che “il conducente di un veicolo, nell’impegnare un crocevia, deve prefigurarsi anche l’eccessiva velocità da parte degli altri veicoli che possono sopraggiungere, onde porsi nelle condizioni di porvi rimedio, atteso che tale accadimento rientra nella normale prevedibilità”.

Comportamento prudente in primis

Con questa sentenza la Cassazione ha sottolineato l'importanza di tenere alla guida un comportamento prudente, evitando velocità eccessive e pericolose distrazioni. Un atteggiamento virtuoso, insomma, che va attuato da tutti i "player" del manto stradale, sia che si abbia la precedenza e il diritto di passaggio, sia che questo diritto ci sia negato. Andrebbe quindi con ogni mezzo scongiurato un possibile incidente, evitando magari proprio quelle condotte poco virtuose che potrebbero, invece, agevolarlo e valutando per quanto possibile comportamenti pericolosi degli altri automobilisti o motociclisti.

Bravi automobilisti

A meno di colpe certe dove la colpa può ricadere solo sul conducente che infrange le norme stradali, in tutti gli altri casi si parte dal principio del concorso di colpa con parte della colpa che ricade anche su chi rispettava il codice della strada. Per questo motivo la Cassazione consiglia di essere sempre responsabili per se stessi e per gli altri.

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