a cura di Redazione Automobilismo - 23 gennaio 2020

Autostrada A14: il viadotto Cerrano ha piloni spostati di 7 centimetri

Chiuso il transito ai mezzi pesanti con massa superiore a 35 quintali in entrambe le carreggiate per il mancato raggiungimento degli standard normativi minimi.

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La situazione della nostra rete autostradale si fa ogni giorno più disastrosa. Dopo il crollo del Ponte Morani di Genova, i numerosi problemi ai viadotti sulle autostrade A6 e A21 e i continui distacchi di materiale nelle gallerie di mezz’Italia, ecco giungerci in redazione un’altra notizia tutt’altro che confortante. Il viadotto Cerrano, che collega Pescara Nord e Pineto sull’autostrada A14 (Adriatica), verserebbe in condizioni così gravose da spingere Fabrizio Ciccone, il gip di Svellino, a imporre l’assoluto divieto di transito in entrambe le carreggiate ai mezzi pesanti con massa superiore a 35 quintali. Stando, infatti, alle ultime analisi strutturali sarebbe emerso come “le stampelle con cui è stato costruito il viadotto hanno subito spostamenti tali da rendere le superfici contrapposte, in corrispondenza della mezzeria, schiacciate l’una sull’altra, mentre in corrispondenza delle pile sono presenti degli spostamenti in profondità dell’ordine di sette centimetri”.

Un viadotto su cui era già stato dato esito negativo nel 2018 quando dopo alcuni controlli era emerso la preoccupante situazione di degrado in cui versava il ponte già all’epoca. Come se non bastasse sembra proprio che anche il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti avesse già espresso in un precedente comunicato inviato ad Aspi tutta la sua preoccupazione riguardo alla situazione del viadotto della A14. Preoccupazione dovuta al mancato rilascio dell’autorizzazione sismica al progetto di risanamento presentato da Autostrade per l’Italia. Ora però i dettagli che stanno uscendo fuori dall’ultima indagine sono ancora più preoccupanti e allarmanti. Al punto tale da spingere il gip di Svellino di sospendere la circolazione ai mezzi pesanti fino a quando “non sarà dimostrata l’ottemperanza al raggiungimento degli standard normativi“.

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