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di Fabio Suvero
27 January 2024

Il fenomeno GTI

Volkswagen ha appena diffuso le foto della nuova Golf, inclusa la GTI, che nel corso di 48 anni è diventata una vera icona, un fenomeno di moda che vogliamo ripercorrere con questo articolo

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Una cosa è certa: il gruppo di tecnici e ingegneri che si incontravano clandestinamente, spesso fuori orario lavorativo, per ipotizzare una versione in chiave sportiva della neonata Golf non avrebbe mai neanche lontanamente immaginato un successo di tale portata. Per loro, convincere i vertici Volkswagen a prendere in considerazione la loro idea sarebbe già stato tanto. Invece la VW Golf GTI non solo ha visto la luce nel 1976, ma è ancora viva oggi e continua ad avere un nutrito gruppo di seguaci che la considerano sempre la hot hatch - così si definiscono ai giorni nostri questi modelli sportivi derivati dalla grande produzione di serie - migliore del mercato.

Da esercizio di tecnica a fenomeno di costume

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Questo è già tanto, anzi, tantissimo, ma non è tutto, perché da un esercizio puramente tecnico, quest’auto si è ben presto trasformata in un punto di riferimento, un’icona, addirittura uno stile di vita per alcune generazioni. Quando si parla di GTI, la prima cosa che viene in mente è la Golf, c’è poco da fare, anche se poi moltissimi altri costruttori hanno usato queste tre lettere per identificare i modelli sportivi della propria gamma; ma poco importa, la GTI è Golf, punto e basta. All’inizio veniva scelta per le sue prestazioni, all’epoca impensabili per un’auto del suo segmento, talvolta esaltate da aneddoti più o meno “romanzati”, come quello di Luca Cordero di Montezemolo al volante della sua Ferrari 348, beffeggiato nello scatto al semaforo da goliardici giovanotti romani a bordo appunto di una Golf GTI. Poi però divenne ben presto anche un fenomeno di moda, che coinvolgeva tutte le classi sociali, da chi la personalizzava con ruote larghe, parafanghi bombati e improbabili kit aerodinamici in vetroresina, a chi, all’opposto, eliminava le scritte GTI per passare inosservato, nella maggior parte dei casi lasciando però quell’inconfondibile profilo rosso sulla mascherina che tanti hanno cercato di imitare, ma nessuno ci è mai riuscito fino in fondo. Vogliamo poi parlare del tessuto scozzese dei sedili, oppure del pomello del cambio a forma di pallina da golf? E’ incredibile quanto alcuni dettagli apparentemente insignificanti siano divenuti i punti cardine di un’auto che si è evoluta profondamente in 8 generazioni, ma senza mai snaturare la sua vocazione di sportiva tuttofare, aggiungendo la versione a 5 porte, il cambio automatico a doppia frizione, il turbo e tutto quello che la tecnologia ha messo a disposizione per renderla sempre più potente e veloce, ma anche altrettanto fruibile, in modo da non attirare soltanto la clientela di “incalliti smanettoni” alla ricerca della compatta sportiva più estrema e prestazionale della classe.

Sarà l'ultima?

Il futuro della Golf è incerto, alcuni dicono che sarà sostituita da un modello della gamma elettrica ID., però una cosa è certa: per ora la GTI esiste ancora, ed è già qualcosa, anche se il cambio manuale non è più disponibile nell'edizione 8.5 appena presentata dalla Casa tedesca. In attesa di conoscere l'evoluzione della ID. GTI Concept presentata a settembre 2023 al Salone di Monaco, godiamoci una delle poche superstiti del settore, che è riuscita a sopravvivere senza ricorrere all'elettrificazione.

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