- 30 October 2013

Auto green: un gancio traino per l’economia

Vari aspetti della nuova industria automobilistica che fabbrica veicoli elettrici oltre a servizi e infrastrutture a essi collegati fanno riflettere su come questo tipo di produzione possa rappresentare una nuova spinta per l’economia, partendo dal concetto di innovazione. Alcuni spunti arrivano dal Salone Citytech di Milano....

Auto green: un gancio traino per l’economia

PRODUTTIVITÀ ALTERNATIVA Non la penso green. Neanche un po’. Continuano a piacermi i cari e vecchi motori termici della tradizione, che fanno sentire la loro voce, quando si innestano e si scalano le marce. Però, dopo aver partecipato al convegno Citytech organizzato dal Comune di Milano in collaborazione con la società ClickUtility on earth, negli spazi de La Fabbrica del Vapore, e dedicato alla mobilità sostenibile, mi sono reso conto che il fenomeno delle vetture ecologiche sta crescendo sempre di più. Non solo per quel che riguarda il prodotto finito, l’auto di serie che si può acquistare nei concessionari, ma anche dal punto di vista della filiera produttiva.

 

CAR SHARING Dietro alle auto “verdi” si muovono trainate numerose aziende, che spaziano dalla progettazione di tecnologie e infrastrutture dedicate, in particolare per l’elettrico, allo sviluppo dei software, fino alla gestione dei servizi. Di quest’ultima categoria fanno parte le società che offrono il car sharing, un settore dell’auto in fase di crescita, soprattutto in Lombardia e nel suo Capoluogo. Le soluzioni disponibili sono varie e articolate in più chiavi d’offerta, con costi diversi, strutturati in base al minutaggio, oppure alle ore di utilizzo. Anche i veicoli scelti da questi speciali noleggiatori a breve termine sono di tutte le tipologie: si posso scegliere per dimensioni e per alimentazione. Sono disponibili soprattutto utilitarie, quelle più richieste, ma anche auto di dimensioni maggiori. Si possono avere vetture elettriche, oppure con motori a scoppio.

 

GRANDE SUCCESSO La formula di maggior successo, nel campo del car sharing, sino a oggi è stata quella promossa dal Marchio Car2Go, che ha portato a Milano 600 Smart, noleggiabili per il numero di minuti che si desiderano. Tutto molto semplice. Si parte da una registrazione su internet. Si riceve una scheda (un badge) delle dimensioni di quella telefonica che si appoggia alla carta di credito per il pagamento. Si prende la Smart, che si può anche prenotare, in un posto qualsiasi della città e la si lascia dove si vuole. Car2Go ha fatto breccia nel cuore dei milanesi. Soprattutto dei giovani che hanno trovato in quelle Smart etichettate “Bella lì Milano”, uno dei motivi pubblicitari in evidenza sulla carrozzeria delle vetture, qualcosa di modaiolo. E, si sa, i meneghini sono sensibili al fattore moda.

 

PUBBLICO E PRIVATO Abbiamo il Car2Go e anche il servizio e-vai gestito dalla società Sems (Servizi Mobilità Sostenibile), che fa parte del Gruppo Ferrovie Nord Milano ed è completamente a controllo pubblico, come GuidaMi, il car sharing ideato dall’Atm, l’Azienda dei trasporti pubblici milanese. L’iniziativa del Citytech parte da ClickUtility on earth, specializzata nella promozione di tutto ciò che è ecosostenibile (dalla mobilità all’alimentazione) e capitanata da una donna, ferma sostenitrice dell’ecologia, che ne è amministratore delegato: Barbara Covilli. L’abbiamo intervistata e vi raccontiamo la sua storia sul prossimo numero di Automobilismo, dove potrete leggere anche le nostre prove dei due servizi di car sharing citati.

 

IL PARADOSSO DELLA MOBILITÀ In tutto questo c’è una sorta di paradosso. Se il centro città si sta svuotando dalle auto dei privati per effetto dell’Area C, voluta dall’Assessore alla Mobilità del Comune di Milano Pierfrancesco Maran, che ce l’ha a morte con gli automobilisti e li combatte in tutti i modi, ritenendoli degli spreconi a causa del fatto che utilizzano in modo superfluo il mezzo di proprietà, per contro la città si sta riempiendo di auto del car sharing e in qualche modo si assiste a un ritorno alla mobilità. È pure vero che circolano auto che sono di tutti. Però sono un bel po’. E, per giunta, in questa faccenda c’è qualcuno che ci guadagna. Non sarà mica una forma di tassazione più attenuata o mascherata? Attenzione, perché dietro il balzello è sempre dietro l’angolo.

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