Epoca, Lancia Artena Ministeriale

30 aprile 2016
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    Forse non è il momento migliore per parlare di Lancia. O forse sì. L'elegante berlina 4 cilindri vantava sospensioni anteriori a ruote indipendenti e l’unione del motore al telaio tramite lame, due brevetti Lancia. Questo esemplare fa parte ....

    Epoca, lancia artena ministeriale

    Forse non è il momento migliore per parlare di Lancia. O forse sì. Facile cavalcare le emozioni suscitate dalle  dichiarazioni di Sergio Marchionne riferite a quel che rimane del nobile marchio torinese. “La Lancia non è più quella di un tempo”, ha detto l’amministratore delegato di Fiat Group, aggiungendo che “Non tornerà quella che era una volta, oggi ha un appeal limitato”. Affermazioni che non fanno una piega, sacrosante verità. Ma che peccato essere arrivati a questo punto.

    Che peccato aver bruciato tutto quello che di buono, e ottimo, fu fatto fin dal 1906: le innovazioni tecniche, lo stile, le vittorie sportive in tutto il mondo. E allora proviamo a goderci un piccolo, piccolissimo spicchio di storia lancista con un modello che sembra quasi voler sottolineare la gravità del momento. Un’Artena IV serie Ministeriale del 1940, in severa livrea nera, che si può annoverare tra le cosiddette “grandi berline Lancia” che dagli anni Venti ai Sessanta hanno deliziato i palati più fini dei cultori dell’auto. La Artena arriva in un momento decisamente impegnativo per l’azienda fondata da Vincenzo Lancia.

    1931
    È il 1931, in produzione ci sono ancora la mitica Lambda (arrivata all’ultimo anno di vita dopo una brillante carriera fatta di oltre 13.000 esemplari costruiti dal 1922), la Dilambda (che andrà avanti fino al 1935) e la Astura, nata parallelamente alla Artena ma di categoria superiore. È un anno di transizione, come lo è stato il 1930: la produzione è in calo rispetto alle 2.659 vetture del 1929 ma è pronta per la rimonta che avviene a partire dal 1932 con 3.076 nuovi esemplari che escono dalle officine di Borgo San Paolo. La maggior parte di questi sono proprio del modello Artena, che oggi si definirebbe “modello d’ingresso” alla gamma Lancia. Le consegne della Artena iniziano il 20 dicembre del 1931 con i primi 300 esemplari dotati di telaio tipo 228 e carrozzeria berlina.

     

     

    LAME
    L’impostazione generale dell’Artena non si discosta molto da quella della Dilambda. La differenza principale sta nel motore, che sul nuovo modello è a 4 cilindri di 1.924 cc anziché V8 di 3.956 cc come sulla più imponente Dilambda. Il 4 cilindri Artena del tipo 84 ha una potenza di 52 CV e si presenta nella tipica architettura Lancia a “V stretto”: in questo caso di soli 17°. L’abbinamento del motore al telaio avviene secondo il brevetto Lancia che prevede l’utilizzo di due molle a lame montate sui due lati del motore e fissate ai loro estremi sui longheroni. Grazie a questa soluzione, le vibrazioni del motore sono attutite e non trasmesse al telaio né alla carrozzeria.

     

    Ancora riguardo al telaio, l’Artena -così come la Dilambda- è provvista di lubrificazione centralizzata mediante un’apposita levetta. Le carrozzerie di serie dell’Artena I e II serie (1931-1934) sono ancora piuttosto squadrate e sono disponibili in due varianti: a 4 o 6 luci, rispettivamente a 4 e 6 posti. Dopo 3.800 esemplari costruiti, nel 1934 viene introdotta l’Artena III serie identificabile dai telai del tipo 228A e 228C, che differiscono tra loro soltanto nella misura del passo che, sul primo, è di 3.140 mm e, sul secondo, di 2.990 mm. Della III serie si producono poco più di 1000 esemplari in tre anni. Il canto del cigno di questo modello Lancia avviene negli anni della seconda guerra mondiale. Per rispondere alle esigenze del governo, che richiede automobili tipo limousine o ministeriali da destinare all’esercito e alle autorità, l’azienda torinese allestisce per l’Artena due nuovi telai che compongono la IV e ultima serie del modello.  

     

    TELAIO 1005
    Con le sigle di telaio 341 e 441, nel 1940 nascono le Artena Ministeriale (o Limousine Militare) e Ambulanza: 316 esemplari per la prima (tutti costruiti nel 1940) e 189 per la seconda (prodotti fino al 1942). Difficile stabilire quante di queste siano ancora in circolazione: di certo non molte. Quella che abbiamo scovato noi è a dir poco particolare. È un’Artena Ministeriale con numero di telaio 1005 e motore numero 0001. È del 1940 (con prima immatricolazione del 27 aprile) quindi si tratta del quinto esemplare costruito, venduto al noto industriale e benefattore di Legnano (MI) Carlo Rodolfo Mocchetti. È una vettura completamente originale, conserva ancora le sue prime targhe e viene utilizzata regolarmente dall’attuale proprietario, Luigi Defendi.

     

     

     

    Scheda tecnica

     

    LANCIA ARTENA (1931-1940) Motore: anteriore longitudinale, 4 cilindri a V di 17°, 1924 cc, alesaggio e corsa 82,55x90 mm, valvole in testa con aste e bilancieri, rapporto di compressione 5,35:1, carburatore invertito Zenith 32 DVI, potenza 55 CV a 4.000 giri Trasmissione: trazione posteriore, frizione monodisco a secco, cambio a 4 rapporti, ruote 15x45 Corpo vettura: telaio a crociera, sospensioni anteriori a ruote indipendenti (brevetto Lancia del 17/12/1921), sospensioni posteriori a balestre semiellittiche, sterzo a vite e settore Dimensioni (in mm) e peso: passo 2.990 (telaio 228), 2.950 (telaio 228C), 3.140 (telaio 228A), 3.180 (telai 341 e 441); carreggiata ant. 1.374 (telaio 228), 1.400 (telai 228A, 228C, 341 e 441); carreggiata post. 1.396 (telaio 228), 1.400 (telai 228A e 228C), 1.420 (telai 341 e 441); lunghezza 4.360 (telaio 228), 4.370 (telaio 228C), 4.600 (telaio 228A), 5.070 (telaio 341), 4.970 (telaio 441)

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