IMPRESSIONI: Nissan GT-R ...Banzai!

29 agosto 2016
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    Dopo foto e dati tecnici ufficiali, è finalmente arrivato il momento di toccare con mano la versione 2016 della Nissan GT-R, icona sportiva del marchio giapponese. Ecco come va su strada e....( listino / video)

    LOOK

    La dichiarazione d' intenti è molto,  molto impegnativa. La Casa madre promette più cavalli, più coppia, maggiore fluidità e silenziosità di funzionamento del cambio, maggiore deportanza in seguito all’adozione di dettagli di carrozzeria e specifiche aerodinamiche derivanti direttamente dall’esperienza della Nismo. Inoltre, nuovi cerchi e rinnovati interni, il tutto nell’ottica di un generale affinamento del proprio prodotto di vertice, vero punto di riferimento per molti appassionati di super sportive.

    Per l’occasione, siamo arrivati all’aeroporto di Dusseldorf, dove ci attendevano alcune fiammanti GT-R con il nuovo navigatore con schermo touch screen da 8 pollici già impostato: destinazione finale, il circuito belga di Spa-Francorchamps, a circa 200 km di distanza. L’impatto visivo del nuovo frontale appare convincente: pur mantenendo inalterato il family feeling della GT-R, la linea risulta più moderna e contribuisce a snellire le dimensioni sempre piuttosto imponenti della vettura. Al posteriore si nota una più spiccata somiglianza con la Nismo, ma restano i 4 – enormi – scarichi.



    Gli interni rappresentano un indiscutibile salto di qualità: molto bello il nuovo volante, soprattutto nella razza inferiore. Apprezzabile l’eliminazione di buona parte dei pulsanti che, nelle precedenti versioni, invadevano letteralmente la plancia (i tasti sono scesi da 27 a 11), oggi sostituiti da una più moderna rotella in stile teutonico. Ben regolabile il sedile e piuttosto agevole l’individuazione della corretta posizione di guida.

    Di pregevole fattura il rivestimento in pelle dei sedili, capaci di un ottimo contenimento del corpo. Usciamo dall’aeroporto e siamo già sull’autobahn, dove, approfittando di alcuni tratti “no limits”, proviamo qualche lancio in velocità, senza però mai poter neppure lontanamente avvicinare il limite dichiarato dalla Casa, a causa del traffico: i 250 km/h, però, si raggiungono decisamente in fretta e il rapido crescere della velocità risulta ben assecondato da uno sterzo che si fa via via più pesante e preciso.

    All’aumentare del traffico, si apprezzano soprattutto la grande coppia disponibile e l’ottimo cambio, sempre rapido (sia in gestione automatica, sia in manuale) e mai brusco, anche nelle accelerazioni in prossimità del led rosso che segnala l’approssimarsi dell’intervento del limitatore. I 570 cavalli dichiarati paiono esserci tutti, anche se, proprio in virtù dell’erogazione del V6 biturbo da 3,8 litri, la GT-R – anche in questa sua ultima versione – pare andare più piano di quanto in realtà non vada: non avverti mai il cosiddetto calcio nel fondoschiena, ma quando schiacci a fondo il pedale destro, anche con una marcia alta, la spinta contro il sedile si fa sentire comunque vigorosa.

    Abbandonata l’autostrada, iniziamo a percorrere strade secondarie in mezzo alla campagna, dapprima piuttosto ampie e poi sempre più strette, dove – pur se disturbati da una pioggia che inizia a cadere con insistenza – riusciamo ad apprezzare l’assetto della vettura, rigido ma composto anche in “normal”, con una sostanziale assenza di rollio e una complessiva facilità di guida, a dispetto di dimensioni e peso sempre ragguardevoli.

    Lo sterzo è sempre piuttosto preciso e comunicativo e il funzionamento del complesso motore/cambio impeccabile. Come in tutte le precedenti versioni, il pezzo forte della GTR è però la trazione, vale a dire la straordinaria capacità di scaricare a terra i cv, senza pattinamenti o improvvisi e non voluti serpeggiamenti del retrotreno. Anche nelle svolte da fermo, con l’asfalto bagnato, l’auto si proietta sempre in avanti con una rapidità e una sicurezza sorprendenti.


     



    VIDEO GT-R :

     

     

     




     

    IN PISTA

    Arrivati a destinazione, lo storico tracciato di Spa ci accoglie con uno dei suoi tratti più caratteristici: la pioggia battente delle Ardenne. Non il modo migliore, probabilmente, per approcciare per la prima volta un circuito tanto glorioso quanto difficile, fatto di vertiginose curve in salita e in discesa. Purtroppo abbiamo a disposizione solo due turni da 3 giri ciascuno, per un totale di 6.

    Troppo pochi per prendere una sia pur minima confidenza col circuito, ma comunque sufficienti, anche grazie alle poche ma precise indicazioni dell’istruttore seduto al nostro fianco (un giovane pilota di rally cresciuto letteralmente a pochi km dall’impianto), per apprezzare l' ottima motricità e la potenza dell’impianto frenante e la sua gestibilità, in condizioni di asfalto così difficili, e, una volta di più, la complessiva facilità di guida di questo “mostro” giapponese.

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