Nuova Audi RS 3 Sportback, back in sport

5 febbraio 2016
Fabio Suvero
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    Torna la versione più "cattiva" della A3 Sportback, con nuovi contenuti, prestazioni migliori e tanta efficacia in più in curva. Perfetta su strada, in pista paga un sensibile sottosterzo....

    LOOK

    Pensi al cinque cilindri e vieni automaticamente proiettato nel mondo Audi, alle auto che hanno fatto la storia della Casa degli Anelli, quelle più performanti, come la prima quattro che negli anni ’80 ha rivoluzionato il Mondiale Rally. Oggi questo frazionamento è riservato a pochissimi modelli, quelli più iconici, come appunto la RS3 ritratta in queste pagine. E’ un motore dal sound inconfondibile, con un’erogazione old style che lo rende meno “piatto” e impersonale dei turbo dell’ultima generazione e capace di infiammare i sensi come pochi. Razionalmente la differenza di circa 8.000 euro tra S3 ed RS3 non è del tutto giustificata, ma approcciando a vetture di questa tipologia è spesso e volentieri il cuore a prendere il sopravvento sulla ragione.

    CERCHI DA 19"
    Non passa certo inosservata, i parafanghi anteriori bombati rimarcano la grinta di una versione destinata a un numero ristretto di intenditori, che apprezzeranno anche le gigantesche prese d’aria frontali, oltre alle due “bocche di fuoco” posteriori da cui quali fuoriesce un gustosissimo mix di borbottii e scoppiettii. Colpiscono poi gli pneumatici 255/30- 19 anteriori, più larghi dei 235/35-19 posteriori, un vezzo incluso nei cerchi in alluminio color titanio torniti a specchio (845 euro) per contenere il sottosterzo nella guida al limite.

    Dentro le differenze con la S3 sono poche, ma nel caso dell’esemplare in prova non si possono certo trascurare i sedili sportivi con poggiatesta integrati (530 euro), che oltre a trattenere molto bene il corpo in curva, si fanno apprezzare per il rivestimento in pelle nappa con design a losanghe. In ottica sportiva una doverosa citazione va riservata al tasto Drive Select sulla consolle per selezionare i vari programmi di guida, tra i quali spicca il settaggio Individual che consente di personalizzare vari paramentri come, per esempio, risposta del motore ai comandi del gas, taratura del servosterzo e sound del motore.

    TECNICA

    Il 5 cilindri turbo è certamente il fulcro intorno a cui ruota la RS3, anche se ci sono numerose altre soluzioni tecniche a nobilitare la meccanica di questo modello. Sono tecnologie già applicate su altre vetture di Casa Audi, ma nel caso specifico perfezionate in funzione delle prestazioni, come il cambio a doppia frizione che impiega un diverso riempimento di olio delle frizioni per rendere gli innesti più bruschi, oppure il nuovo software della frizione a lamelle che modifica più rapidamente la ripartizione della coppia tra i due assi.

    La carreggiata anteriore è stata allargata fino a 1.559 mm, i supporti oscillanti in alluminio dell’avantreno sono stati riprogettati, mentre il servosterzo varia automaticamente il rapporto di demoltiplicazione in funzione dell’angolo di sterzata. Degno di nota anche l’impianto frenante maggiorato, con i dischi anteriori a forma di margherita per ridurre delle masse non sospese dal diametro di ben 370 mm e posteriori da 310 mm.

    SU STRADA

    Un turbo vecchia maniera, vuoto in basso e che ti dà il classico calcio nel fondoschiena dopo i 3.500 giri sarà anche un handicap nella guida di tutti i giorni, ma quando sposti la leva del cambio a doppia frizione in manuale e ti godi un bello “sparo” al semaforo la soddisfazione è totale. Non sono molte le auto così coinvolgenti in accelerazione, dove anche il rauco rombo che fuoriesce dall’impianto di scarico sportivo (optional) recita un ruolo primario. Pur regalando sensazioni così intense in accelerazione, la RS3 resta sempre un’Audi a tutti gli effetti, nel senso che l’immediatezza con cui mette a proprio agio e la compostezza dell’assetto anche nei più bruschi trasferimenti di carico smussano un po’ gli acuti di una vettura che sulla carta si preannuncia così estrema.

    Rispetto al modello precedente il salto in avanti è comunque percepibile, soprattutto per la diversa gestione della trazione che fa prevalere la coppia al retrotreno nella guida più spigliata. Su strada resta quindi meno sottosterzante, tende a chiudere un pochino di muso, ma non certo al punto da creare apprensione per chi non è avvezzo a potenze di questo calibro. 

    IN PISTA

    Buona parte della storia agonistica Audi è legata al motore 5 cilindri, che ora viene riproposto con cilindrata di 2.5 litri e ben 367 Cv. Cattivo nell’erogazione, soprattutto passati i 3.500 giri, vanta un’ottima coppia di 465 Nm. C’è solo da tener presente un discreto turbolag che lo differenzia dai moderni motori turbo, sicuramente più lineari e meno scorbutici. Tra le curve del Circuito Tazio Nuvolari noto subito una differente taratura del sistema Haldex, che ora può arrivare a trasferire anche il 100% della coppia all’asse posteriore. In inserimento è sempre presente un sensibile sottosterzo, ma percepisco con chiarezza il lavoro del torque vectoring, che frena la ruota posteriore interna per aiutare l’auto a voltare.

    Appena posso, affondo il pedale del gas ed avverto la coppia che converge sulle ruote anteriori ma in una frazione di secondo, viene ripartita anche alle posteriori generando una eccellente trazione ed un feeling di guida più appagante che in passato. La taratura dell’assetto è un compromesso tra confort e sportività in pista, è “morbido” ma copia bene i cordoli, non scomponendo mai il corpo vettura, anche se rilevo una certa rumorosità degli ammortizzatori anteriori. L’ottimo cambio doppia frizione S Tronic nella modalità manuale è più incisivo di quello dell’Audi S3 o della VW Golf R: i passaggi di marcia sono più secchi e accompagnati da fantastici scoppi allo scarico.

    Lo sterzo è abbastanza preciso e diretto, capisco sempre cosa fanno le ruote anteriori, la servoassistenza varia in base la programma di guida selezionato. Mi convince anche l’impianto frenante, costante nella performance, con un buon bite iniziale, un notevole passo avanti rispetto al vecchio modello; soltanto dopo numerosi giri riscontro un lieve allungamento della corsa del pedale. Pur rimanendo un’auto polivalente, la RS3 sfodera all’occorrenza prestazioni veramente entusiasmanti, non disdegnando neppure qualche track day.

     

     

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