Mini John Cooper Works, le nostre prime impressioni

19 giugno 2015
Massimo Mambretti
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    Sfiora i 250 km/h ed è la Mini più prestazionale e potente della storia. Guidabilità esemplare, grande precisione e un assetto che privilegia il dinamismo. Insomma una sportiva coi fiocchi...

    Mini john cooper works, le nostre prime impressioni

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    Come tradizione impone anche nella famiglia della nuova generazione della Mini approda una versione firmata JCW, ovvero John Cooper Works. Questa volta, però, l’ultimo frutto delle fatiche dell’atelier high-performances del marchio inglese del gruppo Bmw è la Mini stradale più potente e pimpante della storia. Infatti, è una compatta ma ha numeri da grande, spesso anche superiori a quelli che vantano auto di taglia un po’ più grossa. Essendo un’estrapolazione dall’attuale generazione della Mini, poiché basata sull’architettura modulare destinata non solo a tutte le varianti della Mini ma anche ad alcune Bmw come già dimostrano l’Active e la Gran Tourer, la nuova JCW è equipaggiata anche con l’estrema evoluzione del motore turbo di 2 litri a iniezione diretta della famiglia di unità con struttura modulare che sta prendendo, anch’essa, sempre più piede nell’ambito del gruppo Bmw. Questo motore, come accennato, mette in campo numeri di rilievo: 231 Cv e 32,6 kgm di coppia a 1.250 giri che, in virtù dell’intreccio fra la cilindrata e il peso, generano una potenza specifica di 115,5 Cv/l e un rapporto peso/potenza di 7,2 Cv/kg.

     

    HIGH PERFORMANCE
    A questi valori s’aggiungono anche quelli relativi alle prestazioni, ovvero la velocità di 246 km/h che si avvicina a quella che molte auto di potenza e cilindrata maggiore hanno come limite sebbene a volte autolimitato, e se vogliamo anche la percorrenza media dichiarata: 14,9 km/l. Come constatato nella primapresa di contatto con la nuova Mini JCW è, tuttavia, una distanza destinata a ridimensionarsi parecchio se si adotta uno stile di guida consono all’indole esuberante della vettura.
     
     
    ABITO SPORTIVO
    La Mini più estrema di sempre tradisce esteticamente la sua personalità attraverso la personalizzazione della linea, dovuta principalmente a soluzioni destinate a ottimizzare il rendimento della meccanica e la profilatura aerodinamica. Con un’evidente, come è logico, caratterizzazione in chiave sportiva. Anche all’interno l’allestimento è sintonizzato con la pepata personalità di questa Mini. Nell’abitacolo, infatti, risaltano la selleria sportiva con poggiatesta integrati, profili di colore rosso che percorrono l’arredamento e la tappezzeria e, infine, pedaliera in acciaio. Il quadro è completato dalla presenza di serie del selettore del Driving Mode per i settaggi vettura, del LED Ring con tonalità specifiche attorno al display centrale e, infine, anche da un equipaggiamento completo. Istintiva da guidare nell’uso normale, la Mini JCW diventa divertente sui percorsi extra-urbani ricchi di curve, specie allentando la vigilanza dei sistemi di gestione del dinamismo e impostando la logica Sport del Mini Driving Mode, che setta la vettura agendo sia sulla risposta del motore e dell’eventuale cambio automatico a 6 marce sia su quella delle opzionali sospensioni a controllo elettronico.
     
    ESUBERANTE
    Con questa configurazione risaltano ancora più le pronte progressioni offerte dall’esuberante motore che si susseguono incisivamente accompagnate da un bel sound - che in rilascio si tramuta in esaltanti borbottii - grazie anche al supporto del carico di coppia e alla solerte attività del cambio automatico presente sulla vettura del test. Insomma, si percepisce immediatamente un sano comportamento votato al dinamismo. E’ frutto tanto della taratura dell’assetto, integrato sull’esemplare del test da cerchi opzionali da 18” sebbene equipaggiati con pneumatici poco premianti per il dinamismo, dai quali s’affacciano le pinze dell’impianto frenante della Brembo quanto della reattività del retrotreno, che può essere impiegata nella guida impegnata per ridimensionare la tendenza dell’avantreno ad allargare le traiettorie e propiziare l’agilità.
     
     
    Due gallery e i primi video...

     

    - GALLERY I 

    - GALLERY II (Pista) 

     

    VIDEO

     

     

     

     

    © RIPRODUZIONE RISERVATA
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