PROVA: Lexus RX 450h F Sport, a muso duro

28 agosto 2016
Fabio Suvero
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    La sport utility più lussuosa della gamma Lexus si rinnova nel look, soprattutto del muso, che riprende il family feeling di modelli più recenti Confermata la propulsione ibrida: a fronte di una potenza complessiva di 313 Cv, assicura consumi interessanti, soprattutto in città...

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    Dalla NX 300 riprende il muso e altri dettagli estetici, ma la Sport utility più lussuosa della Casa giapponese associa ai 2 motori elettrici un nobile V6 di 3,5 litri e 262 Cv. Nonostante la somma dei 3 propulsori porti a 313 Cv complessivi, la RX 450h punta più sul confort di marcia che non sulle prestazioni, con i maggiori vantaggi rispetto alla versione precedente concentrati su consumi e cambio.

    Le batterie alloggiate sotto il piano di carico limitano sensibilmente la capacità del vano bagagli, ma l'abitabilità resta sempre tale da collocare la 450h a livello delle rivali più accoglienti. Così come la dotazione di serie praticamente full optional rende appetibile una vettura che, di primo acchito, potrebbe apparire troppo costosa.

     

    INTERNI
    La prima sensazione che si percepisce appena seduti al posto di guida è quella semplicità mista a razionalità che caratterizza da sempre gran parte della produzione giapponese, ma la 450h aggiunge una serie di contenuti che sottolineano la tecnologia implementata nell’ultima generazione RX.

    Prima di tutto non lascia certo indifferente il monitor in stile tablet collocato sopra la consolle, ma anche il touch pad dietro la leva del cambio ha un non so che di tecnologico. Peccato che sia fin troppo sensibile, ma consente di muoversi rapidamente nel ricchissimo menù di un sistema multimediale completissimo e dalla grafica più moderna rispetto alla NX.

    Come nel caso della sorella minore, il quadro strumenti assume poi diverse configurazioni in funzione del programma di guida selezionato attraverso la manopola sul tunnel: normalmente lo strumento a sinistra del tachimetro indica quanto la guida sia efficiente ed ecologica, mentre selezionando il programma di guida Sport apppare un più tradizionale contagiri.

    Come da tradizione Toyota/Lexus, l’andamento dei flussi di potenza tra motore elettrico o termico e ruote oppure batteria si può invece visualizzare sia attraverso il piccolo monitor nel quadro strumenti sia tramite quello centrale, mentre l’attivazione della modalità totalmente elettrica è affidata a un classico pulsante a fianco alla manopola per scegliere i vari programmi di guida. Se lo spazio è generoso ma non sensazionale davanti, dietro i cm abbondano in ogni direzione, con il pavimento piatto che favorisce la sistemazione dell’occupante della parte centrale del divano.

    TECNICA

    Il sistema ibrido della RX si compone di 3 motori: quello termico, che è un V6 a iniezione diretta di benzina di 3,5 litri e 262 Cv, che si somma a due propulsori elettrici, uno in supporto al termico e l’altro collegato al differenziale posteriore, pronto a intervenire per massimizzare la trazione. Rispetto al modello precendente sono state adottate una nuova pompa idraulica per il raffreddamento del sistema ibrido, un più efficace scambiatore di calore e un diverso sistema di gestione della trazione posteriore, che la attiva solo quando serve, sfruttandola per ricaricare le batterie durante la frenata rigenerativa.

    Debutta poi il generatore acustico per un sound più gradevole nella guida sportiva, mentre il servosterzo è stato ritarato per un migliore feelin, amplificato anche dalle sospensioni adattive e dall’inedito stabilizzatore attivo delle sospensioni per neutralizzare il rollio. Oltre che sul Pre-Crash System, che stima la possibilità di collisione tra la vettura e un ostacolo precaricando il sistema, la sicurezza può contare su cruise control attivo, fari abbaglianti automatici, avvisatore di cambio involontario di corsia e monitoraggio degli angoli ciechi.

    SU STRADA

    Nell’era del turbodiesel fa sempre un certo effetto partire al semaforo nel silenzio più assoluto, così come si apprezza l’attivazione dolce e progressiva di un V6 a benzina che gira regolare come un orologio e sale di giri rapidamente grazie alla spinta supplementare assicurata dalla propulsione elettrica. Il generatore artificiale diffonde poi un sound molto gradevole, associato alla regolarità di funzionamento tipica del 6 cilindri che rende ancora più gradevoli le progressioni.

    Nel programma Sport le accelerazioni non deluderanno poi gli amanti degli scatti al semaforo, mentre in ripresa, seppure un po’ più attenuata rispetto al passato, permane quella sensazione di slittamento tipica delle trasmissioni utilizzate da Toyota e Lexus nei suoi modelli ibridi.

    Che consumano pochissimo in città e nei tracciati extraurbani, anche nel caso di una sport utility che pesa più di 2.200 kg, mentre nella marcia autostradale l’apporto pressoché nullo della propulsione elettrica si riflette in una percorrenza di 11,5 km/ litro, interessante per una sport utility a benzina di 3,5 litri, ma peggiore rispetto a quella di una corrispondente turbodiesel.

    In compenso, il confort di marcia della RX non teme il confronto con le ammiraglie più lussuose grazie al perfetto isolamento acustico dell’abitacolo, ma anche l’assorbimento delle sospensioni sullo sconnesso non è certo da meno. La taratura morbida delle sospensioni penalizza però la guida sui tracciati più tortuosi, dove la considerevole massa amplifica i fenomeni di sottosterzo.

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