Honda, la nuova dimensione dell’ibrido

11 giugno 2017
a cura di Redazione Automobilismo
Honda, la nuova dimensione dell’ibrido
Honda evolve la tecnologia ibrida così che il motore elettrico e il propulsore termico lavorino sempre alla velocità e nel range ottimali. Un sistema presto di serie.

Carbon free e collision free

Honda, la nuova dimensione dell’ibrido
Una fase dei test Honda per lo sviluppo della guida autonoma

Honda guarda al futuro e immagina un orizzonte carbon free, vale a dire privo di emissioni, e collision free, ovvero senza incidenti. Una realtà caratterizzata dalla propulsione elettrica e dalla guida autonoma. Secondo il costruttore nipponico, i primi modelli in grado di viaggiare senza l’apporto del conducente dovrebbero debuttare nel 2020 con un sistema di guida autonoma di livello tre, quindi con un coinvolgimento ancora determinante dell’essere umano, per poi evolvere entro il 2025 nel livello 4, con il guidatore che diventerà un vigile spettatore.

Prima la Ioniq, ora la Clarity

Secondo la Casa del Sol Levante, entro il 2030 il 65% dei veicoli sarà alimentato a batteria. Con buona pace del gasolio, destinato a uscire progressivamente di scena. Il futuro, per la Honda, sarà pertanto dominato dalla tecnologia elettrica, fuel cell (a idrogeno) e ibrida, meglio se in configurazione plug-in. Proprio per questo la berlina Clarity è disponibile in tutte le configurazioni citate. Una novità assoluta? In realtà no, dato che Hyundai, con la Ioniq, è stata la prima a realizzare un modello unico declinato in più versioni sostenibili. Più precisamente nelle varianti ibrida, ibrida plug-in ed elettrica. Ora Honda si spinge oltre, “tralasciando” lo step ibrido base, considerato poco avveniristico, in favore della soluzione a idrogeno. La Clarity è così proposta con un powertrain ibrido plug-in, quindi dotato di batterie ricaricabili mediante una presa di corrente, elettrico e alimentato mediante fuel cell.

Il meglio dei due mondi

La tecnologia ibrida può migliorare. Secondo la Honda è infatti possibile combinare il meglio del mondo elettrico e di quello tradizionale. Come? Prevedendo che sino a 60/70 km/h sia il solo propulsore a zero emissioni a trasmettere il moto alle ruote, con l’unità termica chiamata esclusivamente a mantenere la carica delle batterie. Una soluzione analoga ai modelli elettrici ad autonomia estesa. Oltre tale andatura, il quattro cilindri 2.0 benzina a ciclo Atkinson interviene direttamente. Grazie a questa strategia, tanto il motore a combustione quanto quello ad accumulatori si trovano a operare sempre nelle condizioni ideali in funzione delle rispettive caratteristiche e della massima efficienza energetica. In aggiunta, così facendo è possibile rinunciare al cambio, sostituito da una riduzione a rapporto fisso. Il nuovo powertrain ibrido, in grado di erogare 184 Cv e accreditato di consumi particolarmente contenuti, verrà presto adottato da alcuni modelli di serie della Casa nipponica.

Honda, la nuova dimensione dell’ibrido
Honda Clarity Plug-in
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