Renault Zoe Life, la nostra prova

19 agosto 2014
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    E’ la prima auto elettrica dal look molto accattivante, ma anche una compatta che si apprezza tanto in città quanto sui tracciati extraurbani e addirittura in autostrada. L’autonomia reale non va molto oltre i 130 km e, al prezzo di acquisto superiore ...

    INTERNI

    Molti ipotizzano che il futuro dell’automobile sia elettrico, e Renault lo ha ribadito commercializzando ben 4 veicoli a zero emissioni: la mini car Twizy, il veicolo commerciale Kangoo, la berlina Fluence e la recentissima Zoe, una compatta basata sul pianale della Clio. Quest’ultima è senza dubbio la proposta più interessante della Casa francese, soprattutto per una polivalenza che la rende adatta tanto alla marcia urbana quanto a qualche breve escursione fuoriporta. Breve perché l’autonomia resta sempre uno dei talloni d’Achille di un veicolo che può procedere al massimo per 150 km prima di arrestarsi definitivamente.

    E proprio a questo punto sorgono i primi problemi: nel caso della Zoe è necessario installare una stazione di ricarica (wall box) nella propria abitazione, oppure servirsi delle rarissime colonnine di ricarica presenti solo nelle zone centrali di alcune grandi città. La ricarica completa attraverso una wall box attualmente in commercio richiede però da 6 a 9 ore, mentre con la nuova tecnologia delle colonnine a ricarica accelerata basterebbero circa 30 minuti per raggiungere l’80% della capacità, ma questo tipo di servizio è oggi ancora allo stato embrionale. Poi vengono i costi: la Zoe base parte da 21.600 euro, una cifra superiore di almeno 5.000 euro rispetto a un corrispettivo modello dotato di motore endotermico, a cui va aggiunto il canone di noleggio delle batterie che, per esempio, per un contratto della durata di 3 anni e una percorrenza annua massima di 12.500 km, corrisponde a 79 euro al mese. Insomma, una serie di disagi che non bilanciano certo il risparmio determinato dalla tassa di circolazione azzerata per i primi 5 anni (dal sesto anno in poi si paga il 75% in meno rispetto a una vettura tradizionale di pari potenza) e dal costo stimato in circa 5 euro per ogni ricarica completa delle batterie.

    Allo stato attuale, la Zoe rappresenta quindi più una scelta coraggiosa da parte di un costruttore che una strada percorribile da parte dell’utente finale, visto che, per renderla realmente praticabile, servirebbero cospicui incentivi all’acquisto da parte dello Stato e una diffusione più capillare sul territorio delle stazioni di ricarica. Un vero peccato, perché dal punto di vista tecnico, oltre che funzionale, la Zoe ha tutte le carte in regola per costituire una alternativa concreta alle classiche vetture con motore endotermico.

     

    INTERNI
    Lunga poco più di 4 metri, la Zoe offre spazio più che sufficiente sia nella parte anteriore sia in quella posteriore dell’abitacolo, aggiungendo inoltre un vano bagagli molto ampio, addirittura più capiente di 38 litri rispetto a quello della Clio da cui deriva. L’abitacolo si distingue poi per le tinte molto vivaci degli interni, dominati dai tessuti blu e dalla finiture bianche della plancia.

    Quest’ultima riprende un design simile a quello della Clio, anche se il quadro strumenti è interamente digitale e sfrutta la tecnologia Tft molto diffusa nel mondo dei computer e del’informatica, una realtà ripresa anche per quanto riguarda il monitor al centro della plancia, che assomiglia a un tablet pur essendo fisso. Oltre alle classiche visualizzazioni, offre alcune funzioni strettamente legate alla guida ecologica, come la schermata Driving eco che propone un’analisi a posteriore della guida, proponendo inoltre alcuni accorgimenti per massimizzare l’autonomia e fornendo una sorta di valutazione relativa allo stile di guida nell’ottica del rispetto dell’ambiente.

    Tra le varie opzioni offerte dal sistema multimediale, si segnala poi una connessione a internet che offre i servizi Tom Tom Live per ottimizzare il percorso da affrontare, la possibilità di ricevere informazioni sul traffico e le previsioni meteo, oltre alla classica navigazione satellitare, che si somma alle numerose applicazioni da scaricare, per esempio, per gestire e-mail, social network e giochi. La connettività con gli smartphone di ultima generazione consente inoltre di effettuare alcune operazioni a distanza, come, per esmpio, il preriscaldamento dell’abitacolo, la ricarica programmata delle batterie, o anche di visualizzare il livello di carica degli accumulatori e l’autonomia residua, oltre a localizzare le colonnine pubbliche per la ricarica più vicine.

     

    SU STRADA

    Si guida come una qualsiasi compatta la Zoe, nel senso che la presenza del motore elettrico si avverte solo per una silenziosità sconosciuta a qualsiasi altra auto convenzionale. In realtà anche l’immediata disponibilità di coppia è un aspetto da non sottovalutare e che consente partenze molto rapide al semaforo. Basi pensare che lo scatto da 0 a 50 km/h viene coperto in 3,56 secondi, mentre una compatta a benzina come la Peugeot 208 1.2, dalla potenza massima di 82 cavalli, è costretta e cedere il passo con 4,43 secondi. A primeggiare negli scatti brevi contribuisce anche la trasmissione continua del flusso di potenza, una caratteristica che si ripercuote positivamente anche sul confort di marcia. Ottimizzato poi dall’assenza di qualsiasi rumorosità meccanica, oltre che da sospensioni a proprio agio sullo sconnesso; anche il pavé urbano viene affrontato senza alcuna difficoltà.

    La taratura morbida delle sospensioni comporta inevitabilmente fenomeni di rollio non sempre perfettamente controllati sui tracciati misti, dove comunque la Zoe non sfigura affatto, dimostrandosi sempre sicura e facile da gestire. Il peso effettivo di circa 1.500 kg comporta invece una lieve inerzia nei passaggi di marcia, ma si tratta di una caratteristica che non compromette un quadro più che positivo, anche perché il terreno d’elezione della Zoe resta inequivocabilmente la città. Nonostante la presenza del sistema di recupero di energia in decelerazione, la frenata resta poi sempre costante e la gestione del pedale del freno non richiede particolari attenzioni, se non appena prima di arrestarsi completamente, quando la notevole potenza frenante obbliga ad alleggerire leggermente la pressione sul pedale per evitare di fermarsi prima del previsto.

    Nonostante la sua vocazione prevalentemente cittadina, la Zoe se la cava con onore anche in autostrada, nel senso che la velocità massima di 138,2 km/h consente di muoversi senza particolari disagi, pur se viaggiando a queste andature l’autonomia tende a calare rapidamente. Nell’impiego misto, realizzato all’80% in città e al 20% su un tracciato extraurbano, si percorrono senza particolari accortezze circa 130 km, ma dosando con accortezza l’acceleratore e sfruttando al massimo il recupero di energia in frenata, 150 km sono a portata di mano.

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