Renault Sport, a bordo con noi sulla nuova R.S. 01

21 ottobre 2015
Eugenio Mosca
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    In pista a Jerez, con asfalto sia asciutto che bagnato, abbiamo provato la vettura più estrema per quanto riguarda i monomarca in pista: la Renault R.S. 01. Un autentico prototipo da 550 cv con scocca in composito, freni in carbonio e carico aerodinamico ...(video on board)

    INTRO

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    In pista a Jerez, con asfalto sia asciutto che bagnato, abbiamo provato la vettura più estrema per quanto riguarda i monomarca in pista: la Renault RS01. Un autentico prototipo da 550 cv con scocca in composito, freni in carbonio e carico aerodinamico a livello delle monoposto più evolute. In attesa di trasmettervi le nostre impressioni al volante, sul prossimo numero di Automobilismo, ecco le principali caratteristiche e i video on-board

    MOTORSPORT
    Il motorsport fa da sempre parte del DNA Renault. E non solo con la F. 1, dove la Casa della Losanga vanta una lunga storia e dopo gli ultimi titoli mondiali conquistati con la Red Bull si appresta a rientrare con una propria squadra, ma spaziando a 360 gradi nelle categorie propedeutiche, dalla Velocità ai Rally. Dalle monoposto, di F. Renault 2.0 e World Series 3.5, alle vetture a ruote coperte, con Clio RS Cup, Clio RT3 e RS01. Scontrandosi con altri marchi, come avviene nei rally, oppure con l’organizzazione di validissimi monomarca nazionali e internazionali, spesso palestra e punto di partenza per i futuri campioni ma soprattutto terreno di sfida per gentleman driver trasformatisi negli anni forti specialisti, dove la Casa francese vanta una lunga tradizione.

    La R.S. 01 sulla Nürburgring Nordschleife 

     

    ESTREMA
    Nella lunga storia di quasi mezzo secolo riservata ai monomarca per vetture a ruote coperte, i primi risalgono a metà Anni Sessanta con le Renault 8 Gordini, la Regie non ha mancato di inserire vetture piuttosto particolari ed estreme, in alcuni casi versioni spinte dei modelli di serie come le R5 Maxi Turbo e le RS21 mentre nel caso della Spyder e della Megane Trophy si trattava di prototipi, con l’intento di dare vita a una categoria che potesse mettere a confronto gli affezionatissimi gentleman dal piede molto pesante con piloti già titolati. L’ultima, in ordine di apparizione, di queste special car da monomarca è la RS01, un autentico prototipo capace di inserirsi a livello prestazionale tra le attuali vetture GT3 e DTM.

     

    Qui la RS01 spiegata in breve da Francesco Fontana Giusti, Direttore Comunicazione Renault Italia:

     

     

     

    Intervista, in inglese,  a Jean Pascal Dauce , a capo di Renault Sport Technologies :

     

     

    TECNICA

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    Basta il primo colpo d’occhio per percepire tutta la grinta che esprimono le linee della RS01, che si rifanno nella parte anteriore e centrale a quelle della Concept Car DeZir presentata nel 2010 al Salone di Parigi, mentre le fiancate e la parte posteriore sono modificate per ottimizzare il passaggio dei flussi d’aria e fare lavorare al meglio il generoso estrattore la voluminosa ala posteriore regolabile. Forme che nonostante l’estremizzazione racing mantengono una discreta eleganza, tanto da far rimpiangere il fatto che non vi sia una versione stradale di questa vettura nata esclusivamente per calcare le piste. Infatti, sotto quell’abito dal look elegante e grintoso si cela un vero concentrato di tecnologia da corsa, che fanno rientrare la RS01 nel “segmento” dei prototipi.

     

     

     

    SCOCCA
    A partire dalla scocca, in materiale composito con gabbia di sicurezza in tubi imbullonata, che rispetta i parametri di omologazione delle LMP1, che consente di limitare il peso totale entro i 1.120 kg a tutto vantaggio della guidabilità. Le sospensioni sono a schema push rod anteriore e posteriore, con ammortizzatori Ohlins regolabili in estensione e compressione. L’impianto frenante, con ABS racing regolabile su 11 posizioni e ripartizione della forza frenante sui due assi (verificabile sul display digitale), può contare su poderosi dischi auto ventilati in carbonio da 380 mm accoppiati a pinze a sei pompanti. L’aerodinamica, studiata con il sistema CFD in collaborazione con Dallara garantisce un carico aerodinamico di 1.200 kg a 270 km/h che possono arrivare a 1.700 kg alla velocità massima di 300 km/h raggiungibile dalla RS01, praticamente valori simili alle monoposto World Series 3.5.

     

     

     


    MOTORE V6
    Sotto il cofano pulsa il V6 3.8 biturbo della Nissan GT-R che nella configurazione studiata dalla Nismo per la RS01, con rivisto l’impianto di raffreddamento e di lubrificazione a carter secco, eroga una potenza massima di 550 cv a 6.800 giri/min con una coppia di 630 Nm a 5.000 giri/min. Il cambio è un Sadev sequenziale a 7 rapporti, con comando al volante, e differenziale autobloccante meccanico gestito elettronicamente mentre la frizione ZF funziona automaticamente con la funzione antistallo a rilascio in partenza. Dato che la vettura è indirizzata ai gentleman driver, questi per adattarsi le caratteristiche di erogazione della potenza al proprio stile di guida o alle condizioni della pista, possono regolare sia la risposta dell’acceleratore (4 posizioni) sia il traction control (6 posizioni) agendo sugli appositi manettini posti sul volante. 

     

     

    IN PISTA

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    Dato l’interesse e il potenziale della vettura, anche per consentire ai team di ammortizzare il costo della vettura (circa 300.000 euro) facendola correre in altri campionati, Renault Sport si è mossa verso promoter privati (tipo GT Open, VdeV, Kraventic che organizza 24 Ore in Dubai, Barcellona, Paul Ricard, mentre non è percorribile la strada Fia non essendo la RS01 di derivazione stradale) per ottenere una sorta di omologazione in GT3 attraverso il “balance of performance”, in modo tale che sia equiparata alle altre vetture concorrenti nella categoria (tra cui Porsche 911, Lamborghini Huracàn, Audi R8, Ferrari 458, McLaren). Per questo sarà necessario fare un passo indietro montando freni in acciaio e limitando aerodinamica e potenza, attraverso un kit che Renault Sport ha già in parte studiato e che consentirà ai team di adattare rapidamente, e con costi che dovrebbero aggirarsi sui 10.000 euro, la vettura alle due configurazioni.

     

     

    E il nostro test a Jerez non poteva essere più completo, perché dopo aver effettuato lo stint mattutino (4 passaggi più i giri di uscita e rientro) per quello del pomeriggio Giove Pluvio ha pensato bene di scatenarsi sul circuito andaluso consentendoci di saggiare la RS01 anche con pista bagnata, montando pneumatici Michelin “rain” e adattando le regolazioni. Possiamo anticiparvi che la “Belva” della Losanga ci ha meravigliato, sia in termini di performance sia per il feeling che trasmette al pilota fin dai primi metri e anche con le condizioni di pista più critiche. Insomma, un cavallo di razza. Per saperne di più non vi resta che attendere il prossimo numero di Automobilismo (dicembre), nel frattempo potete gustarvi con il video on-board un giro della pista di Jerez con asfalto asciutto e un altro in condizioni di pista bagnata, potendone apprezzare le differenze.   

     

    On board:

     

     

     

    On board, giro sul bagnato:

     

     

     

    © RIPRODUZIONE RISERVATA
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