Driving in the rain, in pista con la CG10

22 novembre 2014
Eugenio Mosca
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    Abbiamo provato sulla pista, bagnata, di San Martino del Lago la GC10.1 spinta dal V6 3.5 Nissan da 320 cv. Nonostante le condizioni critiche dell’asfalto la vettura, dalle inequivocabili caratteristiche corsaiole, ci ha trasmesso un buon feeling e consentito di divertirci

    Driving in the rain, in pista con la cg10

    Motore V6 di 3.5 litri da 320 cv montato in posizione posteriore centrale per 850 kg, che equivale a un rapporto peso-potenza piuttosto interessante di 2,65 kg per ogni cv, telaio tubolare rivestito con una carrozzeria in resina che richiama le sembianze della VW Scirocco, ala regolabile al posteriore, sospensioni a doppi triangoli sovrapposti con ammortizzatori Ohlins regolabili a tre vie, freni a disco Brembo autoventilanti da 310 mm con pinze a quattro pistoncini, cambio Sadev a 6 rapporti con paddle al volante. Caratteristiche che tracciano indubbiamente l’identikit di una vera automobile da corsa: la GC10.1, realizzata da Gomez Competition. Una tipologia di automobili che già corre con successo in nazioni come Belgio, Spagna e Francia, prendendo parte a competizioni endurance tra cui alcune 24 Ore. Per la prossima stagione Mario Gatto e il figlio Manuele, entrambi appassionati e piloti, puntano a organizzare anche in Italia una serie articolata su 6-7 eventi, ognuno con due gare, con una formula piuttosto interessante sia a livello di logistica, con le vetture “monogestite” direttamente dal Costruttore, sia come costi: si ipotizza un budget di circa 50.000 o 60.000 euro, a seconda della vettura perché vi sarà anche una versione più potente spinta dal V8 Chevrolet da 540 cv, compresa l’assicurazione (info: promosportasd1@gmail.com).

     

    Piede di velluto

    Abbiamo potuto provare la versione V6 sul tracciato di San Martino del Lago, purtroppo in una giornata avversata dalle condizioni meteo che rendevano particolarmente infido l’asfalto. Tanto che non siamo riusciti a salire sulla versione spinta dal V8 date le frequenti uscite di pista dei piloti intervenuti per prendere contatto con la vettura perché interessati a correrci, che hanno messo presto out una delle due vetture disponibili mentre l’altra era spesso ferma per essere rimessa in condizioni di girare. Il posto di guida basso, come su una vettura Sport, ci fa sentire come un tutt’uno con la vettura lasciando comunque una buona visuale. Allo stesso tempo, la generosa sezione dei tubi della gabbia di sicurezza ci trasmette una piacevole sensazione di sicurezza. Aiutandoci con un “guscio” in poliuretano e con la regolazione del volante in altezza troviamo una discreta posizione di guida, anche se con lo spessore del sedile aggiuntivo siamo un po’ alti rispetto all’asse della pedaliera racing, peraltro ottima come disposizione dei pedali. La partenza è agevolata dalla frizione facilmente modulabile, che non useremo più fino al rientro ai box, e appena iniziamo a spingere un po’ il cambio si mostra rapido nei passaggi di marcia sia in salita che in scalata. Il motore V6 Nissan ha un’erogazione fluida ed è facilmente gestibile anche nelle condizioni critiche della pista, a differenza del V8 Chevrolet che causa la notevole spinta della coppia ha messo in difficoltà la maggior parte dei piloti che hanno girato con quella versione. Anche l’assetto, nonostante le condizioni decisamente critiche del fondo, ci ha trasmesso un buon feeling, così come la frenata perfettamente modulabile, a patto di non voler esagerare con l’aggressività. Insomma, date le condizioni in cui abbiamo svolto la prova il giudizio è certamente positivo, peccato aver potuto sfruttare solo una minima parte di un potenziale che sembra davvero notevole. Per saperne di più vi rimandiamo al prossimo numero di Automobilismo, intanto potete gustarvi il filmato on-board. 

     

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