Autovelox Milano: è strage in viale Fulvio Testi

25 July 2018
a cura di Redazione Automobilismo
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    Una vera e propria carneficina di contravvenzioni ma ben 3.000 di queste sono irregolari.

    Non si placano le proteste e il ricorso al Giudice di Pace per la miriade di contravvenzioni emanate dai nuovi impianti installati in viale Fulvio Testi a Milano. Installati sui pali della luce 10 e 11 di tra piazzale Istria e viale Ca’ Granda e attivati nello scorso dicembre, i nuovi autovelox milanesi avrebbero, infatti, già prodotto una massa di 70 mila verbali, molti dei quali nelle prime settimane di installazione. Se però nelle prime settimane la motivazione di questa carneficina era stata imputata alla cattiva e insufficiente segnalazione delle nuove telecamere, oltre all’improvvisa riduzione del limite da 70 a 50 km/h, ora a spingere sempre più malcapitati a ricorrere a un legale o al Giudice di Pace per esporre ricorso sarebbe il sospetto fondato di numerose irregolarità in questi sistemi di rilevazione.

    Le due apparecchiature farebbero, infatti, parte di un lotto acquistato dal Comune e tarato in circuito e non sul posto. Questa dimenticanza potrebbe portare a una lettura errata della velocità dei veicoli. Inoltre, gli autovelox sarebbero stati installati su lampioni alti più di dieci metri, mentre sul capitolato d’acquisto della giunta meneghina si legge che si sarebbero dovuti posare su pali dedicati, alti al massimo 4-5 metri, con un diametro di 6 cm. Anche questa diversità comporterebbe una errata o falsata misurazione perché i pali, essendo troppo alti, potrebbero oscillare anche solo a causa di una leggera folata di vento, innescando una lettura erronea. Infine, alcuni di questi autovelox sarebbero stati segnalati con una cartellonistica arancione, non idonea alla segnalazione di apparecchiature fisse come quelle installate in viale Fulvio Testi.

    Autovelox Milano: è strage in viale Fulvio Testi

    Per tutti questi motivi Globoconsumatori e come loro altre associazioni di categoria e studi legali starebbero assistendo una miriade di malcapitati intenti a presentare ricorso per essersi trovati la buca delle lettere completamente sommersa da verbali del Comune di Milano. Ricordiamo, infatti, che in questi casi è presentare ricorso direttamente al Giudice di Pace e se la contravvenzione non supera i 1.000 euro non è necessario avvalersi di un legale. Certo è che un’associazione di categoria o uno studio legale potrebbe rendervi la vita più facile. Un’ultima via per fare ricorso potrebbe essere quella di rivolgersi direttamente al Prefetto inviando una raccomandata con il ricorso firmato. Il Prefetto a quel punto avrebbe al massimo 360 giorni per rispondervi, in caso contrario il ricorso è automaticamente accettato, per silenzio assenso, e le multe decadono.

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