a cura di Redazione Automobilismo - 07 maggio 2019

Vendendo meno diesel, sicuri che si ridurranno le emissioni nocive di PM e NOx?

Secondo numerosi studi di accreditati organismi indipendenti la totale rimozione delle motorizzazioni a gasolio, specie di quelle di ultimissima generazione, non porterà a una riduzione nelle emissioni nocive di polveri sottili e ossidi d'azoto. Il vero problema risiederebbe nell'anzianità generale del parco circolante.
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Non si fa altro che continuare a dire che, per migliorare le condizioni ambientali e climatiche del nostro pianeta, bisognerebbe istantaneamente abbandonare le auto con motori endotermici, partendo proprio da quelle alimentate a gasolio. Questo perché i motori a gasolio sarebbero considerati i maggiori responsabili di buona parte dell'inquinamento che attanaglia le nostre città e di conseguenza dei catastrofici cambiamenti climatici che stanno avvenendo sul nostro amato pianeta.

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Ma siamo davvero sicuri che bloccare la produzione e la vendita di auto con motori a gasolio, sopratutto di quelle di ultimissima generazione (Euro 6d-Temp), porterà a una sensibile diminuzione nelle emissioni nocive come le polveri sottili e gli ossidi di azoto? Secondo numerosi studi di accreditati organismi indipendenti non sarebbe proprio così anzi la totale rimozione delle motorizzazioni a gasolio, specie di quelle di ultimissima generazione, potrebbe portare persino a un innalzamento della emissioni di sostanze inquinanti. Gli stessi studi aggiungerebbero che la soluzione non andrebbe ricercata nella mobilità elettrica, almeno non in quella proposta dallo stato attuale delle cose, ma nel totale rinnovamento del parco circolante esistente in quanto troppo anziano. Se si analizzano per bene i dati si capisce subito come ad inquinare siano sopratutto le motorizzazioni più vecchie, tanto diesel quanto benzina, di cui il nostro parco circolante è pieno. La reale soluzione quindi dovrebbe prevedere forti incentivi al rinnovo del parco circolante ormai fin troppo vecchio e per nulla pulito ed efficiente.
In secondo luogo, a ben leggere la maggior parte di studi e ricerche di enti accreditati, si scopre come i diesel di ultima generazione siano in grado di emettere ormai praticamente pochissime emissioni nocive e inquinanti. Basta, infatti, leggere gli ultimi test RDE dell’ADAC o le analisi di Aeris Europe per vedere come i diesel di ultimissima generazione (Euro 6d-Temp) siano capaci di generare emissioni di NOx prossime allo zero. Discorso analogo per il particolato dove, secondo gli stessi studi, questi motori sarebbero ormai praticamente in grado di ridurlo quasi al minimo. Confrontando, infatti, il particolato di un modernissimo motore a gasolio con quello emesso dal riscaldamento delle abitazioni o dai processi industriali si ricava che il motore diesel è colpevole di solo il 4% del totale mentre abitazioni e industria del 46% e 44% rispettivamente.
Una fonte importante di particolato, che non va quindi trascurata, è sicuramente l'usura dei freni e quella degli pneumatici. Emissione però che colpisce tanto le auto a gasolio o a benzina che quelle elettriche che non risultano quindi nel loro utilizzo a emissioni zero. Queste polveri sottili, che normalmente si depositano sul manto stradale delle nostre città e che tutti noi purtroppo respiriamo, sono poi fortemente influenzate dal numero di giornate piovose che intercorrono in quel determinato periodo dell'anno. La pioggia o lo stesso lavaggio delle strade porta a una netta diminuzione di queste polveri sottili sospese nell'aria e quindi a una minore inalazione da parte dell'individuo umano. Secondo uno studio condotto da Dekra vi sarebbe, infatti, una relazione inversamente proporzionale tra il numero di giornate di lavaggio delle strade e il numero di giorni di allarme e sforamento dei valori di PM. A confermarlo vi sarebbero i dati registrati all'interno delle metropolitane dove, essendovi la impossibilità di lavare le strade o di sfruttare la pioggia, i livelli di particolato già elevati schizzerebbero a mille ogni volta che un treno si trovi a passare nei pressi dei sensori per la misurazione.
Non va, infine, dimenticato che, se raffrontato con il cugino a benzina, il motore a gasolio è ancor'oggi ilò propulsore più efficiente e per questo meno emettitore di anidride carbonica CO2. Certo non è una sostanza cancerogena o nociva ma è comunque inquinante e climalterante. Lo stop alle vendite di motori a gasolio non farebeb altro che innalzare ulteriormente il livello medio di emissioni di CO2, andando contro a quanto prefissato dalla stessa Europa che punta a una sua consistente riduzione entro il 2030, pena multe salatissime per tutti i costruttori del settore automotive che sforeranno dai severissimi limiti.
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