a cura di Redazione Automobilismo - 02 luglio 2018

Trump pronto a introdurre in Usa i dazi sulle auto europee

Una volta terminato lo studio necessario a introdurre la misura economica, i dazi doganali potrebbero generare 45 miliardi di dollari di costi all’anno in più per gli americani.
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    La stesura della misura definitiva è ormai quasi completata e la manovra economica sembrerebbe essere pronta a entrare in azione. A dichiararlo è stato lo stesso Presidente degli Stati Uniti Donald Trump che in un tweet ha annunciato al mondo che i dazi doganali sulle auto prodotte nei paesi dell’Unione Europea sono ormai prossimi a diventare realtà.

    Nel mirino l'industria tedesca

    La misura mirerebbe a colpire tutte le auto di produzione europea una volta che queste si troverebbero ad entrare negli Usa. L’entità dei nuovi dazi non è ancora stata definita ma ciò che è certo è che Trump mira a colpire l’industria automotive europea e nello specifico quella tedesca. Allo stato attuale delle cose, infatti, gli Stati Uniti applicano una tariffa doganale del 2,5% sulle auto e del 25% sui pick-up importati dall’Unione europea mentre la stessa Europa applica una tariffa del 10% sulle auto di produzione statunitense. Ecco perché Trump mirerebbe a riequilibrare le carte in tavola, portando molto probabilmente i dazi a una tariffa doganale del 25% indipendentemente dalla tipologia di automobile.

    Maggiori costi per gli americani

    Secondo uno studio della AAM (Alliance of automobile manufacturers), a spaventare di più non sarebbero tanto i maggiori dazi doganali iniziali ma più che latro l’aggravio che le famiglie americane si troverebbero a dover affrontare per l’acquisto di una nuova auto. Si è calcolato, infatti, che ogni veicolo verrebbe a costare all’incirca 5.800 dollari extra, generando in questo modo un aumento di circa 45 miliardi di dollari di costi all’anno in più per gli americani. Ma a risentirne non sarebbe soltanto il prezzo sul nuovo ma anche quello sui ricambi con una netta ripercussione sui costi di gestione e sulla manutenzione stessa di questi veicoli.

    Rischio disoccupazione

    Impennata dei prezzi che porterebbe inevitabilmente a un crollo nelle vendite di auto nuove, a una riduzione nell’approvvigionamento di ricambi e a un conseguente calo dell'occupazione, sia per le famiglie americane sia per quelle degli altri Paesi importatori. Tutti noi sappiamo che ogni costruttore ha giustamente delocalizzato la propria produzione in Paesi esteri e fa affidamento su aziende, fornitrici di componentistica, sparse un po' in tutto il mondo. La Stessa AAM (Alliance of automobile manufacturers) avrebbe stimato che l’introduzione di questi dazi doganali potrebbe portare in tre anni al licenziamento solo negli Stati Uniti di circa 195.000 posti di lavoro.

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