Triumph TR2, passione quotidiana

La Triumph TR2 è la macchina preferita da Silvano e Alberto, padre e figlio che la usano spesso e volentieri, in gara ma non soltanto: da quando l’hanno acquistata ci hanno fatto almeno 25mila k...

1/16

La Triumph TR2 è la macchina preferita da Silvano e Alberto, padre e figlio che la usano spesso e volentieri, in gara ma non soltanto: da quando l’hanno acquistata ci hanno fatto almeno 25mila km Testo e foto di Tommaso Ferrari con e senza crono Silvano e Alberto hanno acquistato la loro Triumph TR2 stimolati dal partecipare alle gare di Regolarità.

Con la spider inglese hanno trovato la compagna ideale, anche per frequenti gite senza cronometro. Ci troviamo sul bellissimo lungolago di Desenzano del Garda, il sole splende e la verniciatura nera della TR2 scintilla come appena lucidata, però c’è un problema: non riusciamo ad avere un secondo libero per fotografarla.

Con questa giornata e uno sfondo così suggestivo la TR2 spicca in mezzo alla piazza attirando decine di persone che le scattano una foto ricordo, vogliono farsi fotografare accanto a lei o ammirarne le linee e i particolari dettagli.

Non possiamo biasimarle, e dopo una quindicina di minuti di pose e complimenti troviamo il quattrocentesimo di secondo che ci serviva per immortalare la piccola roadster inglese.

Coincidenza vuole che oggi sia anche il giorno di punzonatura della 1000 Miglia, motivo in più per destare interesse con una “classica” piena di adesivi della Freccia Rossa e di altre competizioni. I più attenti noteranno che il numero 85 sulla fiancata sinistra è riferito non “alla corsa più bella del mondo” bensì al GP Nuvolari 2020.

I proprietari - Silvano e Alberto Zaglio, padre e figlio - non sono quelle persone che tengono la loro auto in garage a prendere polvere senza mai usarla, anzi, la usano spesso e volentieri nei fine settimana estivi e ogni anno disputano una o due gare importanti, dove il 4 cilindri 2.0 della spider inglese non viene risparmiato.

Dopotutto l’hanno acquistata proprio per questo. Molto apprezzata dai gentleman driver, la TR2 nasce nel 1953 come evoluzione (notevole) della TR1/20TS, un prototipo di sportiva a due posti, accessibile e divertente, che però necessita di parecchio lavoro di affinamento.

La TR2 risolve praticamente tutte le pecche della TR1: è più bella, più spaziosa, comoda e con un motore più brioso. Il quattro cilindri in linea da due litri e 90 Cv deriva dalla più umile Vanguard, che a sua volta condivide diverse parti col propulsore dei trattori Ferguson, eppure sulla TR2 ne risulta un sound pieno e sportivo, i 950 kg di peso diventano agili e la potenza specifica non elevata significa in cambio affidabilità e buona coppia.

1/16

L’idea della Triumph di produrre una spider sportiva ed economica piace, tanto più che con l’overdrive la TR2 supera i 170 km/h e la linea ha dettagli intriganti come la griglia anteriore incassata, l’assenza di maniglie (le porte si aprono tirando una cordicella all’interno del vano porta) e un look che ricorda vagamente la stupenda Jaguar XK120.

La TR2 di Silvano e Alberto inoltre è una delle ormai rare “Long Door”, ovvero quella versione dove le porte si allungano fino in fondo al telaio anziché fermarsi prima in modo meno elegante; l’accorciamento fu necessario, in seguito, perché spesso nell’aprirle la parte bassa urtava contro marciapiedi o muretti bassi, rovinandole.

Nel corso degli anni la TR2 ha avuto diversi successi assoluti e di categoria nelle corse, e oggi come allora la piccola Triumph sa difendersi nelle competizioni: “Io e mio padre - racconta Alberto - volevamo entrare nel mondo delle gare di Regolarità, e un amico ci consigliò caldamente l’acquisto di una TR.

La scelta cadde su questa TR2 del 1954 che abbiamo fatto arrivare direttamente dall’America”. Il mercato americano a suo tempo apprezzò subito le qualità della roadster inglese, in particolare chi viveva in California e voleva una cabrio fascinosa e sbarazzina, così molte furono prodotte con guida a sinistra.

Come si può notare dagli adesivi posti sul deflettore destro la Triumph di Silvano e Alberto fu prodotta nell’aprile del 1954 e immatricolata in USA a gennaio 1955. Nel 2010 la TR2 è arrivata in Italia dove padre e figlio la ricevono a Roma, anche se non nelle condizioni che speravano. La carrozzeria è diventata bicolore - rosso e bianco - ed è rovinata, gli interni sono da rifare e la meccanica da rivedere. Alberto e Silvano contattano uno specialista locale che dà inizio ad un restauro globale che dura ben due anni: tramite i registri inglesi della fabbrica si recuperano lo schema colori e l’allestimento originale che prevedono carrozzeria verniciata in nero, interni Blackberry, cerchi a raggi, assenza di riscaldamento e cambio a quattro marce senza overdrive.

La carrozzeria torna a splendere, la tappezzeria è rifatta completamente e la meccanica viene revisionata e migliorata, tanto che ora il quattro cilindri si accende immediatamente, ha un minimo regolarissimo e non perde mai un colpo; volendo questa TR2 si potrebbe usare quotidianamente.

I due proprietari non l’adoperano con tale frequenza, ma poco ci manca: oltre a sfruttarla per bene in estate, Silvano e Alberto hanno disputato con essa quattro Gran Premi Nuvolari, due Mille Miglia, tre Coppe Mazzotti, 2 volte il Trofeo Foresti e altrettante Città di Lumezzane: “Contando tutte le gare che abbiamo fatto e le volte che la usiamo in estate, la nostra TR2 avrà percorso almeno 25.000 chilometri dal termine del restauro, e quasi tutti in maniera piuttosto spigliata” ci racconta Silvano. Sulle fiancate oggi compare ancora la bandierina svedese del navigatore di Silvano, dato che all’ultimo Nuvolari Alberto non ha potuto partecipare cedendo il posto ad un amico del padre, anche se tutte le altre gare sono state svolte insieme creando delle bellissime memorie.

Padre e figlio non hanno dubbi riguardo al loro ricordo più bello: “Certamente la 1000 Miglia del 2015. È stata la nostra prima partecipazione alla Freccia Rossa, eravamo insieme e l’abbiamo completata agilmente. Non siamo molto interessati al risultato né esperti di Regolarità, però ci ha fatto piacere concludere nei dintorni del 60° posto, e soprattutto la TR2 è andata benissimo senza mai avere un problema e ricevendo una splendida accoglienza da parte del pubblico. Senza dubbio sono stati dei giorni entusiasmanti”.

1/18

Nonostante la “Long Door” ormai abbia ben 66 anni, è piacevole da guidare senza essere troppo impegnativa, ha un ottimo cambio a corsa corta, un abitacolo comodo e un motore sufficientemente potente da spingere con brio la scocca della Triumph: “Ci piace davvero tanto da guidare - continua Alberto - specialmente perché la TR2 è affidabile, sembra più moderna rispetto alla sua epoca e con 90 Cv su un peso contenuto ci permette di recuperare terreno quando magari commettiamo un errore in gara perdendo tempo. Siamo contenti di averla acquistata per le gare, non ci ha mai delusi e tra gli interni comodi e la guida spigliata è sempre di grande soddisfazione”.

Dopo l’anno decisamente complicato dal punto di vista delle competizioni Alberto e Silvano vogliono recuperare : “Visto quest’anno magro sotto il profilo delle gare, abbiamo in mente diverse competizioni a cui partecipare l’anno prossimo. Oltre agli appuntamenti classici che abbiamo già fatto e vissuto, vorremmo provare anche qualcosa di invernale, come la Coppa d’Oro delle Dolomiti al nord, e viceversa spostarci a sud per la Targa Florio o il Raid dell’Etna e i loro bellissimi paesaggi”. Siamo certi che la TR2 di Silvano e Alberto se la caverà egregiamente a entrambi gli estremi dell’Italia, dove continuerà a riscuotere successo tra il pubblico e ad essere circondata da appassionati che vogliono immortalare quell’affascinante sagoma inglese. album dei ricordi

Qualche adesivo sulle fiancate e i nomi dei piloti tradisce l’abitudine alle gare di questa Triumph, molto bella nel colore nero con interno rosso. In alto, due foto dall’album dei ricordi delle partecipazioni al Gran Premio Nuvolari (a sinistra) e alla Mille Miglia. punzoni L’abitacolo della TR2 è del tutto originale, fatta salva la piastra di supporto dei cronometri davanti al sedile del passeggero. E poi sotto il piantone del volante c’è la raccolta dei punzoni delle tante gare a cui ha partecipato. era bianco-rossa

La TR2 è stata acquistata in USA e quando è arrivata in Italia necessitava di un rifacimento totale di carrozzeria e interni di una bella revisione della meccanica. La carrozzeria era di colore bianco-rosso (sopra). bella spinta Qui sotto, a sinistra il certificato con i dati di costruzione dell’auto e il libretto della TR2 quando si trovava in Colorado. In basso, il tradizionale quattro cilindri di 2 litri da 90 Cv. Non una potenza esorbitante in rapporto alla cubatura, ma se ben tenuto a punto questo motore a corsa lunga offre buone doti di erogazione e una spinta più che decorosa risultando ideale per andare a spasso.

Le ultime news video

© RIPRODUZIONE RISERVATA