a cura di Redazione Automobilismo - 05 aprile 2019

Trackday: meglio freni in acciaio o carboceramici

Per il Costruttore di Stoccarda i carboceramici, pur sicuramente più prestazionali, non sempre si rivelano la scelta migliore, sopratutto dal punto di vista economico.
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Un pò come nell'eterno dilemma benzina o diesel, anche nella scelta della tipologia di impianto frenante a noi più congeniale andrebbero valutate le nostre reali necessità, l'effettivo utilizzo che si fa della propria auto e, perché no, anche l'aspetto economico tanto all'acquisto quanto in fase di manutenzione. A dirlo è nientemeno che Paul Watson, responsabile tecnico di Porsche Australia, che, durante la presentazione della nuova 911 (992), ha dichiarato come spesso i freni in acciaio risultino la soluzione migliore anche dei carboceramici, sopratutto se il cliente fa spesso itrackday.

Occhio ai costi

E si, non stiamo parlando di motorsport o di gare ma di quei clienti che ogni tanto portano la propria Porsche in pista e che poi la utilizzano anche per i comuni spostamenti quotidiani. Ecco, pur rimanendo i migliori dal punto di vista prestazionale - hanno coefficiente d’attrito maggiore, peso enormemente inferiore, resistenza eterna al fading - i carboceramici hanno purtroppo un rapporto costo/prestazioni non favorevole rispetto ai freni in acciaio. Costano tanto all'acquisto e fanno sentire la loro presenza anche in fase di manutenzione ordinaria e straordinaria.

Questione di durata

Paul Watson ha poi sottolineato come già all’epoca della 996 i clienti che sceglievano l'impianto carboceramico, sistema garantito da Porsche per circa 300.000 km, si ritrovavano dopo qualche "pistata" cioè dopo circa 10.000 km a dover sostituire come minimo gli anteriori. Ricordiamo che l'intero impianto, naturalmente optional, aveva un costo di circa 11.000 euro. La motivazione era presto detta: il calore generato da frenate intense, come quelle che si effettuano durante i trackday, causerebbe il degrado delle fibre che compongono il disco e quindi una usura precoce dell'impianto.

A decidere è il portafoglio

I carboceramici, quindi, specie se sfruttati nei trackday e se non ben raffreddati, non sarebbero poi così economici per l'acquirente finale e, nonostante risultino più prestazionali, più leggeri, privi di fuliggine e più longevi nell'utilizzo quotidiano, spesso non sarebbero da preferire a un buon impianto in acciaio, specie se ad alto prestazioni come quello Porsche, che avrebbe sicuramente un miglior rapporto costo/prestazioni.

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