TESLA Model S Plaid, salto in alto

Con la Model S Plaid, nuova punta di diamante della gamma, il brand californiano di auto solo a batteria punta ad offrire prestazioni a livello di supercar, ma alla portata anche ...

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La nuova punta di diamante della gamma di Palo Alto la Model S, l’ammiraglia indiscussa del brand arriverà sul mercato entro la fine di quest’anno, ma può essere già prenotata con un deposito di 1.000 dollari e prezzi compresi tra 139.900 e 156.490 dollari pari a 119.505 e 133.685 euro.

Per il momento nel configuratore la Tesla la Model S Plaid ha un aspetto identico rispetto alle versioni meno potenti, ma viste le prestazioni non è da escludere che una volta sul mercato la berlina possa disporre di soluzioni aerodinamiche specifiche.

I clienti che riserveranno un esemplare possono già scegliere tra cinque diversi colori, gli stessi previsti anche per le altre vetture della gamma: Pearl White incluso nel prezzo, Red Multi-Coat (2.500 dollari) e le tre tinte da 1.500 dollari Solid Black, Midnight Silver Metallic e Deep blue Metallic.

Anche per quanto riguarda gli interni il configuratore non mostra modifiche di sostanza, ma non è da escludere che la Tesla possa introdurre dei sedili più contenitivi pensati per la guida in pista. Le finiture disponibili saranno tre, due delle quali con inserti di fibra di carbonio per la plancia e il tunnel centrale.

Di serie sono previsti dei rivestimenti di ecopelle nera, ma con 1.500 dollari (1.281 euro) in più si possono ordinare sedili e fianchetti delle portiere bianchi. Alla stessa cifra è disponibile anche l’Oak Wood Décor con inserti di legno d’acero e selleria color beige.

Come sulle altre Model S l’Autopilot sarà incluso nel prezzo, ma per avere la Full Self-Driving Capability con funzione Summon, riconoscimento dei semafori e degli stop, cambio corsia automatico e sistema Navigate on Autopilot, bisognerà aggiungere 8.000 dollari (6.834 euro).

Riguardo al volante, decisamente insolito c’è da sottolineare la totale assenza di comandi, come ad esempio quelli degli indicatori di direzione e degli abbaglianti, integrati nei pulsanti force touch integrati in una rotella per effettuare lo scroll tra le diverse funzioni. L’assenza delle astine ai lati del volante fa venir meno anche il selettore usato in precedenza per attivare le diverse modalità di guida.

Funzione che, secondo quanto riportato dagli esperti, Tesla ha reso completamente automatica demandando la scelta ai sensori che fanno parte della funzionalità dell’Autopilot. Quando ad esempio l’auto rileva un ostacolo di fronte, come il muro del garage, passerà in automatico alla retromarcia non appena il guidatore premerà il pedale del freno. A pochi giorni dalla presentazione della nuova versione sportiva della berlina, la Plaid, il numero uno del brand californiano Elon Musk ha comunicato, invece, che la variante con maggiore autonomia non è necessaria e che pertanto è stata cancellata dai programmi della Casa.

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“La Plaid+ è cancellata. Non ce n’è bisogno, perché la Plaid è già abbastanza”, si è letto nel tweet dell’imprenditore sudafricano. A seguito dell’annuncio di Musk, molti clienti che avevano versato una caparra per la berlina ad alte prestazioni hanno iniziato a chiedersi, su Twitter e su altri social, cosa sarebbe accaduto al proprio ordine. È probabile che Tesla possa proporre l’acquisto di una Plaid, magari con uno sconto riservato e, nel caso il cliente non accettasse, possa restituire i soldi già versati come accade per chi decide di non finalizzare l’acquisto di un modello prenotato prima del lancio commerciale.

La scelta di cancellare i piani di lancio della Plaid+ sarebbe legata alla già notevolissima autonomia promessa dalla Plaid, pari 628 km circa. A detta di Musk, gli utilizzatori non necessiterebbero di batterie ancor più capienti visto che le percorrenze garantite sono già più che sufficienti. “Quello che stiamo vedendo è che una volta che si dispone di un’autonomia superiore a 400 miglia (pari a 644 km), avere più autonomia non ha molta importanza. Essenzialmente non ci sono viaggi sopra le 400 miglia in cui chi guida non ha bisogno di fermarsi per bagno, cibo, caffè, eccetera…”.

Nei piani della Casa, la Plaid+ avrebbe dovuto proporre una percorrenza record di 520 miglia (837 km) con una singola carica grazie alle nuove batterie 4680, a fronte di un prezzo superiore di 30 mila dollari (24.655 euro) rispetto alla Plaid: 119.990 (98.613 euro) contro 149.990 dollari (123.269 euro). I ritardi nella produzione della nuova generazione di accumulatori potrebbero anche aver contribuito alla cancellazione di Plaid+: inizialmente prevista per quest’anno, la nuova sportiva era stata rimandata al 2022, quando la Model S avrà sulle spalle dieci anni di carriera. Secondo Musk, la Tesla Model S Plaid sarebbe “l’auto di produzione più veloce mai costruita”, ma questa affermazione è da prendere con le pinze.

Se da un lato le prestazioni della berlina californiana sono indubbiamente destinate a diventare un nuovo punto di riferimento per l’intera industria automobilistica, dall’altro non è certo che la Plaid possa detenere lo scettro di auto più veloce al mondo. In fatto di punta velocistica gli attuali record sono ben superiori ai 320 km/h dell’elettrica, mentre nell’accelerazione le rivali si contano sulle dita di una mano.

La Tesla ha dichiarato una potenza massima di 1.020 Cv per la Model S Plaid e uno 0-60 mph (0-96 km/h) coperto “in meno di due secondi”, per dirla alla Musk. Sul sito della Casa americana, tuttavia, viene specificato che la manovra viene completata in 1,99 secondi, sottraendo però il tempo del rollout, ovvero uno scarto legato al mondo del drag racing. In pratica il rollout è la differenza di tempo tra l’accelerazione vera e propria e il tempo misurato: una volta affondato il pedale sull’acceleratore gli pneumatici non riescono a mettere a terra tutta la potenza, iniziando a pattinare sul fondo fino a quando non trovano un’aderenza adeguata per fornire trazione alla vettura.

Il cronometro, quindi, non viene fatto partire “da fermo”, cioè appena le ruote iniziano a girare, ma quando l’auto si è già mossa di un piede (circa 30 cm), eliminando così parte del ritardo dovuto al pattinamento iniziale: in genere la differenza dovuta al rollout è quantificabile in un paio di decimi di secondo. Ciò significa che nei diversi rilevamenti del costruttore i tempi sono stati calcolati secondo questa procedura, largamente diffusa negli Stati Uniti e legale quando pubblicamente dichiarata, come nel caso della Tesla.

Di conseguenza, in accelerazione, la Model S Plaid potrebbe non essere l’auto più veloce al mondo visto che la Rimac ha dichiarato 1,9 secondi per lo 0-100 km/h di Nevera. Un risultato però il ceo di Tesla l’ha ottenuto non certo dal punto di vista dell’inquinamento, ma da quello più sorprendente delle performance ottenute da una berlina lunga oltre 5 metri, in grado di trasportare 5 o 7 persone e i loro bagagli e firmata da un costruttore sul mercato da dieci anni e senza esperienza in vetture sportive. Eppure la Plaid è in grado di far leggere il numero della targa a eccellenze del settore: Ferrari, Porsche e McLaren. Mandando ben due messaggi.

Uno, le elettriche hanno scavalcato in un decennio le rivali col propulsore termico che ha sulle spalle oltre 100 anni. Due, la Tesla è in grado di rivaleggiare con i brand del motorsport. I 100 km/h si ottengono in meno di 2,1 secondi, la velocità è di 320 km/h e con un pieno si fanno 850 km. Tocca ora alla concorrenza colmare il divario rispetto a Tesla.

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