Supera di 0,3 km/h il limite dei 110 e viene multato dall’autovelox

E’ successo in Provincia di Brescia dove la postazione fissa per il rilevamento degli eccessi di velocità è stata molto più che rigorosa e fiscale.

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Stando alle informazioni circolanti in rete un malcapitato automobilista sarebbe stato multato da un velox fisso nei pressi di Brescia per aver superato di soli 0,3 km/h il limite massimo dei 110 km/h in vigore in quel tratto di strada. Ma cerchiamo di capire meglio cosa sia realmente successo. L’automobilista viaggiava sulla tangenziale sud di Brescia, un tratto di strada in cui vige un limite massimo di velocità di 110 km/h. Su quella strada la polizia provinciale di Brescia ha installato una postazione fissa (autovelox) per il rilevamento delle infrazioni al codice della strada.

Come tutti ben sappiamo gli autovelox devono essere non solo omologati ma anche periodicamente revisionati e ritarati per essere sicuri che non prendano abbagli in merito alle velocità tenute dai veicoli in transito. E’ anche ben noto che lo stesso codice della strada preveda una tolleranza di un 5% rispetto al limite di velocità massima così da contemplare al suo interno possibili errori o imprecisioni di misurazione. Stando però alle ricostruzioni riportate in rete sembra proprio che l’automobilista stesse viaggiando a una velocità di 110,295 km/h, valore rilevato dallo strumento, mentre sul verbale gli agenti avrebbero verbalizzato 110,300 km/h, approssimando per eccesso. Se a questo aggiungiamo che il velox fisso, utilizzato sul quel tratto di strada, non sarebbe stato omologato ma semplicemente approvato, capite bene come la sanzione inizi a diventare un po’ “farlocca” e possa essere impugnata per fare ricorso.

Si perché il malcapitato automobilista per quei soli 0,295 km/h in più, o 0,3 km/h in più stando a quanto riportato sul verbale, è stato multato come prescritto dalla legge e dal codice della strada. Capite bene però che una tale pignoleria soprattutto con uno strumento non omologato e quindi magari non tarato a dovere risulta un po’ eccessivo, facendo anche cadere il 5% di tolleranza che la legge concede all’automobilista che sopperire appunto a possibili errori di misurazione del proprio tachimetro o dello stesso autovelox. Il malcapitato automobilista, stupefatto della vicenda, ha però preferito pagare la contravvenzione in misura ridotta entro i 5 giorni dal ricevimento e non affrontare l’ardua sfida della contestazione che non sempre si conclude con un esito positivo per colui che contesta il verbale.

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