a cura di Redazione Automobilismo - 29 gennaio 2020

Smog: lavando le strade il PM10 scende del 60%

Il lavaggio del manto stradale produrrebbe effetti nettamente più proficui rispetto al bloccare la totalità delle motorizzazioni a gasolio. I dati parlano di una riduzione del 60% del Particolato .

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Quando le centraline, che rilevano la qualità dell’aria nelle nostre città, registrano numerosi e continui sforamenti dei limiti massimi consentiti per la salute umana, la quasi totalità delle istituzioni comunali interviene disponendo gli ormai ben noti e tanto odiati blocchi del traffico o blocchi alla circolazione delle auto ritenute più inquinanti. Una consuetudine che ultimamente ha visto prendere di mira persino le auto a gasolio di più recente costruzione, ritenendo in modo errato che la maggior parte della colpa di questi continui sforamenti sia da imputare per la quasi totalità alle emissioni rilasciate dagli scarichi dei motori diesel.

Non è colpa solo del trasporto

Sbagliato incolpare solo ed esclusivamente il trasporto, nella fattispecie quello con motorizzazioni a gasolio e a maggior ragione di ultimissima generazione, come sbagliato pensare che i blocchi del traffico, specie se sporadici, discontinui, circoscritti e per breve tempo, possano realmente risolvere la problematica dell’inquinamento urbano. Ne sono un esempio gli inutili provvedimenti presi a Torino e a Roma che hanno rispettivamente bloccato i diesel fino all’euro 5 e persino i diesel fino all’Euro 6 compreso e che non hanno portato, come abbiamo potuto constatare, ad alcun risultato utile con alcune colonnine che hanno persino segnato valori più alti proprio nei giorni dei blocchi.

Meglio lavare le strade

Tolti gli interventi nei confronti anche delle altre fonti di inquinamento oltre al trasporto come industrie, riscaldamenti, allevamenti e agricoltura, fonti emissive di cui vi abbiamo parlato già altre volte in nostri precedenti articoli, è tornata all’attenzione un’altra soluzione, troppo spesso sottovalutata, per la riduzione dell’inquinamento da Particolato (Pm10) nelle aree urbane. Stiamo parlando della pulizia delle strade o meglio del lavaggio delle strade, una soluzione alquanto utile specie in un periodo come quello attuale nel quale vi è un’assenza di precipitazioni da più di un mese e vi è pure una quasi totale assenza di venti in grado di agevolare un ricambio di aria specie all’interno della Pianura Padana.

Blocchi del traffico inutili

In una nota inviata alla stampa, l’Unione Petrolifera si è così espressa a riguardo di questo argomento: “Nell’ambito delle politiche finalizzate alla riduzione del particolato è fondamentale anche il ruolo svolto dalle condizioni e dalla qualità di manutenzione dei manti stradali”. “Un esempio dell’efficacia di interventi specifici sulle strade si ha nella città di Stoccarda che, a fronte di un triplicarsi del numero di giorni di lavaggio delle strade, ha registrato una riduzione del 60% dei superamenti delle concentrazioni giornaliere del Pm10”. “Un buon risultato ottenuto con un’attività con impatto infinitamente inferiore a quelle di un blocco alla circolazione”. “Non va, infatti, dimenticato che nelle motorizzazioni euro 5 e 6, le emissioni di particolato derivano solo in piccola parte dalle emissioni allo scarico (sia primarie che secondarie), mentre in larga percentuale sono dovute al deterioramento per attrito di pneumatici, freni e del manto stradale (le cosiddette emissioni non-esauste), che tra l’altro tendono a crescere rapidamente con l’aumento del peso del veicolo”. “Ecco perché riteniamo che bloccare le diesel euro 5 e 6 non serva a diminuire il Pm10”.

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