26 aprile 2011

Sensori di parcheggio: come funzionano

Abbiamo provato alcune auto con sensori di parcheggio per capire le differenze fra i vari sistemi e la loro efficacia...

Cosa sono

 

Fino a pochi anni fa il concetto di “visibilità” era molto chiaro, e rappresentava quello che il guidatore di un veicolo poteva osservare anteriormente o posteriormente durante la guida o le manovre. L’introduzione dei sensori di parcheggio ha modificato questi concetti e oggi, grazie a sensori, telecamere e sistemi di visualizzazione, la guida e il parcheggio risultano più semplici di un tempo. La prova è che, tra i numerosi accessori proposti dalle case, i sensori di parcheggio sono tra i più richiesti non solo come primo equipaggiamento, ma anche a livello di after market.

 

Per saggiarne il funzionamento, abbiamo simulato una manovra classica di parcheggio in retromarcia, andando a verificare a quale distanza iniziava l’avviso acustico intermittente e quando questo diventava continuo. In aggiunta, sono state verificate le sensibilità laterali e inferiori dei dispositivi, ovvero l’effettiva segnalazione di possibili ostacoli posti lateralmente alla vettura o posteriormente, anche di altezza molto ridotta.

Ostacolo posteriore

E’ la prova principale e più utile per saggiare l’efficacia del dispositivo. Per la verifica della funzionalità sono state misurate la distanza alla quale inizia l’avviso acustico intermittente e quella alla quale il suono diventa continuo. Generalmente, tali valori sono fissi e stabiliti in fase di montaggio del dispositivo. La Mercedes invece, fedele alla sua immagine sofisticata, propone un sensore con distanze regolabili, ma per le prove sono state mantenute le impostazioni standard. Gli altri sono invece a segnale fisso.

 

Per tutti, comunque, è consigliabile una “taratura”, verificando di persona soprattutto la distanza alla quale il suono diventa continuo: spesso, in particolare nelle aree con problemi di parcheggio, anche 10 o 15 cm in più possono fare la differenza. Nelle prove effettuate, il primo segnale parte a una distanza molto variabile: dagli esagerati 190 cm della Opel Zafira, corrispondenti a una lunghezza pari a quasi la metà dell’ingombro totale dell’auto, fino ai 30 cm, anche se regolabili, della Mercedes Classe E, forse un po’ pochini vista la stazza della vettura. In mezzo, Fiat 500 e Peugeot 3008 cominciano a "bippare" a poco meno di un metro e mezzo dall’ostacolo.

 

Il valore più interessante è costituito però dalla distanza alla quale il suono diventa continuo: nelle quattro vetture provate, si parte dai 20 cm della E fino ai 35 della 3008. E in questo caso, bisogna ammettere che 35 cm sono davvero troppi: chi parcheggia con auto simili deve quindi tenere conto che, al momento del suono continuo, dispone ancora almeno di una spanna, magari decisiva per riuscire nella manovra. Il consiglio è quindi quello di prendere un riferimento fisso rispetto alla macchina e arretrare ancora un po’, in modo da guadagnare spazio per il parcheggio. Rendendo però così il sensore quasi inutile...

 

 In questo caso, sono molto meglio i 20 cm della Mercedes, soprattutto in rapporto alla notevole lunghezza dell’auto. I valori registrati da Fiat 500 e Opel Zafira invece, si posizionano in mezzo ai due estremi anche se, sopratutto per la city car italiana, 30 cm paiono un po’ troppi in rapporto alle dimensioni dell’auto.

Ostacolo laterale

Durante la manovra in retromarcia, la presenza di un ostacolo laterale, difficilmente visibile dal posto di guida, può causare un urto. Nel corso delle prove è stata simulata la manovra nelle vicinanze di un muro, un palo della luce o un ostacolo fisso di piccole dimensioni, tipo panettone di cemento: tutte le vetture, con sufficiente anticipo, hanno segnalato la presenza del pericolo, permettendo al guidatore di fermarsi o modificare la traiettoria in modo da evitare conseguenze peggiori.

Ostacolo inferiore

In questo caso è stata simulata la presenza di un ostacolo di altezza di 25 centimetri come potrebbe essere un un muretto di contenimento o un marciapiede molto alto, come ce ne sono molti nelle città. L’ostacolo è stato collocato dietro alla vettura, in modo da verificare se il sensore fosse in grado di segnalarne la presenza. I risultati sono stati, per certi aspetti, sorprendenti.

 

Fiat e Peugeot hanno superato il test, “bippando” correttamente all’avvicinarsi dell’ostacolo. La Opel, invece, non ha avvertito la presenza e l’ostacolo è arrivato a contatto con gli organi meccanici inferiori della vettura. Esito analogo per la Mercedes, che ha urtato con gli scarichi. E’ forse questo l’aspetto più sorprendente del test: i sensori hanno dimostrato di essere utili ed efficaci in gran parte delle condizioni di utilizzo, ma alcuni hanno anche evidenziato un aspetto sconosciuto ai più che, se non tenuto nella debita considerazione, può provocare danni anche seri.

Quanto costano?

Fiat 500

Sulla piccola Fiat i sensori di parcheggio sono sempre opzionali, a 260 euro. Il sistema è solo acustico e posteriore.

 

Mercedes Classe E Coupé

Sistema optional a 864 euro. Comprende anche la misurazione dello spazio di parcheggio e le indicazioni visive (led).

 

Opel Zafira

Anche qui, opzionali a 500 euro. I sensori sono anche anteriori, ma non comprendono le indicazioni visive.

 

Peugeot 3008

Di serie sull’allestimento più ricco Outdoor (solo posteriore) e optional a 320 euro per l’intermedio Tecno.

 

 

L’alternativa aftermarket

Abbiamo testato anche due prodotti aftermarket di facile reperibilità sul mercato: Fastparking di Cora e l’innovativo sensore elettromagnetico di Proxel. Il primo è disponibile in due versioni: solo posteriore a quattro sensori (80 euro) o anteriore e posteriore a sei sensori (110 euro). Prevede la foratura del paraurti (viene fornita un’apposita punta da trapano) ed è relativamente facile da montare. Il display da posizionare nell’abitacolo, che riporta anche la distanza in metri dall’ostacolo, è estremamente preciso, mentre il cicalino dispone di 4 tonalità differenti che si attivano a partire da 1,5 metri, 1 metro, 70 e 40 centimetri. Un appunto: il segnale non diventa mai fisso: se chi guida è voltato all’indietro e non osserva il display rischia di toccare. Info: www.coraitaly.com. Ancora più facile da montare e più semplice (non dispone di display) il sistema della Proxel (89 euro). Noi abbiamo adattato un sistema proposto per l’anteriore al posteriore. Il funzionamento è identico: è solo necessario disporre della targa sul paraurti (come nella Dacia Sandero Stepway della foto qui a destra) per nascondere il cablaggio. Il sensore lineare è adesivo e semplice da installare. L’avviso inizia a 59 cm dall’ostacolo e diventa fisso a 19 cm. Info: www.sensorediparcheggio.it.

 

 

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