Roma: bloccare i diesel Euro 6 non ha prodotto risultati

Nella Capitale i blocchi alla circolazione anche delle vetture diesel Euro 6 non hanno portato ai risultati sperati. La concentrazione di sostanze inquinanti nell’aria è addirittura aumentata assieme al malcontento generare e alle aspre polemiche da più fronti.

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Come volevasi dimostrare

La decisione dell’amministrazione Raggi (Movimento 5 Stelle) di fermare a Roma tutte le vetture più inquinanti, comprese le diesel Euro 6 di ultimissima generazione, non si è rivelata una decisione corretta. Non ci voleva un mago per saperlo e sia noi ma soprattutto numerosi esperti, scienziati, tecnici e ingegneri lo avevano preventivato, affermando che un tale blocco indiscriminato ma saltuario e occasionale non avrebbe portato ad alcun risultato. Stando, infatti, ai dati rilevati dalle centraline dell’Arpa, l'Agenzia regionale per la protezione ambientale, non solo nel primo giorno di stop i valori sono rimasti praticamente invariati ma nei giorni a seguire la situazione non è praticamente migliorata con il secondo giorno di stop che ha portato persino a un peggioramento e con i giorni a seguire (15, 16 e 17) che non hanno portato ad apprezzabili risultati. Se si leggono con attenzione i risultati pubblicati dall’Arpa si scopre come 9 centraline su 13 presenti nella Capitale hanno rilevato concentrazioni di PM10 superiori ai 50 microgrammi per metro cubo fissati per legge. Passando ad analizzare la concentrazione media di PM2.5 i risultati non cambiano con un valore di 51 microgrammi per metro cubo anche in questo caso costante o in leggero aumento per tutta la settimana nonostante il blocco. Risultato ancora peggiore per gli ossidi, quelli tanto criticati al diesel, che sono persino aumentati, passando per esempio dai 60 microgrammi per metro cubo del 13 gennaio ai 68 del 14.

Chi legifera non ha le competenze

Le motivazioni di questa disfatta, come vi abbiamo già spiegato in un nostro precedente articolo (QUI per leggerlo), sono numerose. In primis va sottolineato nuovamente che la principale fonte di emissione di PM10 in area urbana non è il trasporto su gomma ma le caldaie per il riscaldamento che soprattutto in inverno viaggiano a pieno regime. In seconda istanza non va dimenticato che è stato ampiamente dimostrato come i diesel di ultimissima generazione emettano ormai un quantitativo di sostanze nocive e climalteranti praticamente trascurabili e sicuramente inferiori ai diesel più anziani (fino all’Euro 4 compreso) e ai benzina anche moderni che, invece, sono stati lasciati liberi di circolare (dall’Euro 3 compreso in poi). Come già detto nel nostro precedente articolo, stando alle normative europee attualmente vigenti, un diesel Euro 6 deve sottostare a limitazioni che impongono: CO 0,5 g/km, HC 0,17 g/km, NOx 0,08 g/km e particolato 0,005 mentre un benzina Euro 3 può sottostare a limitazioni meno stringenti come: CO 2,3 g/km, HC 0,56 g/km, NOx 0,5 g/km e particolato 0,05 g/km. Capite bene quindi come bloccare i diesel Euro 6 ma lasciare liberi di circolare i benzina Euro 3 sia stato un clamoroso autogol soprattutto dal punto di vista del tanto criticato particolato.

Nessuno d'accordo con la Raggi

Tirate le somme quindi si è per l’ennesima volta capito quanto i blocchi del traffico, soprattutto se saltuari, sporadici e senza alcun filo logico, siano inutili. Interventi che non producono alcun effetto positivo soprattutto se non vengono affiancati da interventi strutturali più mirati e che comprendano anche altri aspetti che non riguardano le automobili sicuramente più colpevoli della situazione climatica e ambientale. Un discorso valido non solo per Roma ma anche per Torino, che ha deciso di bloccare fino ai diesel Euro 5 lasciando circolare i benzina dall’Euro 2 in poi, o per Bologna, che ha bloccato i diesel Euro 4 e solo i benzina Euro 1. In tutto questo se da un lato le varie associazioni insorgono - l'Unione Petrolifera ha espresso la sua contrarietà, l'Automobile Club d’Italia ribadisce di essere assolutamente contrario e lo stesso CNR si è espresso contrario – dall’altro lato la sindaca Virginia Raggi continua a dire che è stata la scelta corretta per la nostra salute, non capendo il perché di così tanti giudizi negativi per il suo operato.

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