a cura di Redazione Automobilismo - 06 febbraio 2019

Revoca della patente: fissato il limite massimo a 3 anni

Il limite massimo non può essere superato nemmeno con la sospensione cautelare che deve quindi far parte del periodo massimo e non può, invece, essere sommato.
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La revoca della patente è quel provvedimento, con il quale si procede alla cancellazione del documento di guida, che intercorre nel momento in cui o il titolare perde definitivamente i requisiti psicofisici prescritti per poter guidare oppure commette alla guida severissime infrazioni di rilevanza penale come provocare incidenti in stato di forte ebbrezza o sotto stupefacenti, guidare in stato di ebbrezza/stupefacenti o in contromano, guidare durante il periodo di sospensione della patente o ricadere nella recidiva di una precedente violazione come il superamento di oltre 60 km/h dei limiti di velocità.

Periodo eccessivo

Finora questo provvedimento, che poteva portare il conducente della vettura a trovarsi senza patente fino a un periodo massimo di 3 anni, scattava solamente alla fine del procedimento in Tribunale previsto nei casi di revoca della patente. Durante il procedimento però il conducente si vedeva ugualmente ritirata la patente per la sospensione cautelare in attesa di giudizio, con la conseguenza che spesso i 3 anni massimi di revoca della patente potevano essere tranquillamente superati.

Una giusta sentenza

Ora il Tribunale di Torino ha stabilito però che la revoca della patente non può e non deve superare in nessun caso i 3 anni massimi stabiliti per legge. Non essendo, infatti cumulabili i periodi di interdizione alla guida (cautelare e definitivo), nel periodo massimo di revoca deve rientrare anche la sospensione cautelare in attesa di giudizio, così da raggiungere una pena massima non superiore ai 3 anni.

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