a cura di Redazione Automobilismo - 07 November 2018

Revisione auto: introdotta la certificazione del chilometraggio

Una modifica che, coinvolgendo direttamente il proprietario del veicolo, punta a ridurre quanto più possibile la truffa del tirare indietro i chilometri.

D’ora in avanti quando andremo a comprare un’auto usata dovremmo in teoria sentirci un po' più sicuri. Grazie, infatti, alla circolare n. 26868 del 30 ottobre 2018, la Motorizzazione ha finalmente introdotto gli strumenti essenziali per poter scongiurare quanto più possibile l’annosa pratica di diminuire i chilometri di una vettura. Una pratica irregolare e illegale che sempre più spesso viene attuata per poter vendere un’auto a un prezzo superiore. Ricordiamo che secondo la legge la manomissione del contachilometri integra il reato di frode in commercio, espressamente disciplinato dall’art. 515 del codice penale e punito con la reclusione fino a tre anni e una multa non inferiore a 103 euro.

Revisioni più severe

Ma torniamo alla circolare della Motorizzazione. Secondo le nuove regole l’ispettore, colui che dovrà eseguire la revisione dell’automobile, sarà tenuto ad eseguire delle precise e ben determinate pratiche per poter accertare e certificare l’esatto dato chilometrico di una vettura soggetta a revisione. Una pratica che era già stata inserita, in via però sperimentale, nel lontano 2010 ma che fino ad’oggi era stata eseguita in modo poco attendibile e per nulla rigoroso. Con la nuova circolare però l’ispettore dovrà farsi consegnare dal proprietario la carta di circolazione per poter insieme verificare, documentare, firmare e controfirmare il numero esatto di chilometri indicati dal quadro strumenti e quindi accettare e proseguire nella pratica della revisione. Se vi dovesse essere un dato chilometrico non congruo con quanto riportato dalla precedente revisione (chilometraggio più basso, o appena più alto in rapporto agli anni trascorsi), il proprietario dovrà immediatamente adeguate spiegazioni altrimenti il revisore potrà decidere di non rilasciare l’attestato di revisione, un documento introdotto dal Decreto Ministeriale 214 del 19 maggio 2017 e in vigore dal 20 maggio 2018, che certificherebbe il superamento del controllo tecnico.

Proprietario coinvolto

Questo nuovo sistema metterà quindi in stretto collegamento anche il proprietario del veicolo che, al momento della richiesta di revisione, si assumerà la responsabilità derivante da eventuali manomissioni del contachilometri, dovendo trovare immediatamente adeguate spiegazioni in merito. Non si potrà quindi fare più finta di niente o fare finta di non sapere e vi sarà sempre una traccia del chilometraggio alla precedente revisione, pena il mancato superamento della revisione stessa. Il discorso sarà analogo anche in caso di sostituzione del quadro strumenti perché non solo la procedura dovrà essere eseguita in da officine certificate ma le stesse officine dovranno rilasciare al proprietario del veicolo una documentazione che dovrà recare il chilometraggio riportato dalle strumento al momento della riparazione. Documento che il proprietario dovrà esibire in fase di revisione per giustificare il diverso dato chilometrico riportato nel quadro strumenti.

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