a cura di Redazione Automobilismo - 07 aprile 2019

Revisione auto: benvenuto certificato unico

Una modifica in vigore dal 31 marzo che, coinvolgendo direttamente il proprietario del veicolo, punta a ridurre quanto più possibile la truffa del tirare indietro i chilometri.
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Dopo tante attese ecco finalmente l'entrata in vigore anche in Italia del Certificato Unico per la revisione dell'auto. Slittato, infatti, in avanti di quasi un anno a causa della impreparazione dei sistemi informatici della Motorizzazione civile, il Certificato Unico di Revisione sostituisce il precedente tagliando di controllo, aggiungendovi una serie di parametri sin qui ignorati, segnalando anche eventuali carenze, così da neutralizzare la diffusa prassi del tirare indietro i chilometri per ringiovanire la vettura.

Addio furbetti

Secondo le nuove regole l’ispettore, colui che dovrà eseguire la revisione dell’automobile, sarà tenuto ad eseguire delle precise e ben determinate pratiche per poter accertare e certificare l’esatto dato chilometrico di una vettura soggetta a revisione. Una pratica che era già stata inserita, in via però sperimentale, nel lontano 2010 ma che fino ad’oggi era stata eseguita in modo poco attendibile e per nulla rigoroso. Ora però l’ispettore dovrà farsi consegnare dal proprietario la carta di circolazione per poter insieme verificare, documentare, firmare e controfirmare il numero esatto di chilometri indicati dal quadro strumenti e quindi accettare e proseguire nella pratica della revisione. Se vi dovesse essere un dato chilometrico non congruo con quanto riportato dalla precedente revisione (chilometraggio più basso, o appena più alto in rapporto agli anni trascorsi), il proprietario dovrà dare immediatamente adeguate spiegazioni altrimenti il revisore potrà decidere di non rilasciare l’attestato di revisione, un documento introdotto dal Decreto Ministeriale 214 del 19 maggio 2017 e in vigore dal 20 maggio 2018, che certificherebbe il superamento del controllo tecnico.

Maggiori controlli

Questo nuovo sistema metterà quindi in stretto collegamento anche il proprietario del veicolo che, al momento della richiesta di revisione, si assumerà la responsabilità derivante da eventuali manomissioni del contachilometri, dovendo trovare immediatamente adeguate spiegazioni in merito. Non si potrà quindi fare più finta di niente o fare finta di non sapere e vi sarà sempre una traccia del chilometraggio alla precedente revisione, pena il mancato superamento della revisione stessa. Il discorso sarà analogo anche in caso di sostituzione del quadro strumenti perché non solo la procedura dovrà essere eseguita da officine certificate ma le stesse officine dovranno rilasciare al proprietario del veicolo una documentazione che dovrà recare il chilometraggio riportato dalle strumento al momento della riparazione. Documento che il proprietario dovrà esibire in fase di revisione per giustificare il diverso dato chilometrico riportato nel quadro strumenti.

Informazioni correlate

La nuova procedura di controlli dovrà quindi verificare non solo lo stato di salute generale della vettura ma anche il chilometraggio esatto dell'auto al momento della revisione. Tutte queste informazioni verranno inserite in formato digitale all'interno di un identikit dell'auto che verrà poi trasmesso al Ministero dei Trasporti e al Portale dell'Automobilista. Grazie a questa verifica e annotazione, i chilometri reali della vettura saranno da quel momento visibili a chiunque direttamente sul sito internet Portale dell’Automobilista e lo saranno anche sul documento unico di circolazione, l’attestato che “unisce” il certificato di proprietà e la carta di circolazione.

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