di Giorgio Sala - 31 luglio 2019

Mini Clubman JCW: pocket-rocket in versione XL

Il restyling della Mini Clubman coinvolge soprattutto la zona esterna della vettura, ma per la nuova John Cooper Works le novità più importanti sono sotto il cofano e la carrozzeria. Siamo volati in Germania per provarla tra curve, città e Autobahn senza limiti

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La seconda generazione della Mini a quattro porte è protagonista di un restyling che rinfresca la linea della Clubman presentata quattro anni fa, riprendendo il family feeling delle altre vetture della gamma. La Casa Inglese decide di farci metter mano sull'ultima Clubman facendoci guidare la più potente versione, la JCW. La griglia anteriore adesso ingloba il paraurti anteriore dandole un look più pronunciato, sul cofano c'è la tipica presa d'aria comune alle altre auto. I fanali sono a LED e hanno funzione Matrix per gli abbaglianti, nella zona inferiore scompaiono i nuovi fendinebbia sono contornati da una luce di posizione a LED presenti sulle versioni più "civili": al loro posto trovano ampie prese d'aria per il 2.0 turbo 4 cilindri da 306 CV. Al posteriore trovano spazio i gruppi ottici con il design Union Jack (di serie sulla JCW) posizionati sul doppio portellone che dà accesso al vano di carico da 360 litri. Il disegno dei passaruota è stato leggermente rivisto, mentre nella zona posteriore trovano spazio i nuovi terminai con valvola di scarico, ben posizionati ai lati di un estrattore dell'aria. Al suo interno il display centrale da 6,5" può essere sostituito da uno optional da 8,8" grazie al pacchetto Mini Connect.

Giunge, dunque, il momento di salire a bordo di questa Mini tutto pepe.

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I 75 CV in più rispetto alla versione precedente si fanno letteralmente sentire: con la modalità di guida Sport la valvola di scarico si apre, donando alla vettura una voce più cupa e sorda rispetto a prima. A tenere a bada gli oltre 300 CV del propulsore sviluppato in collaborazione con BMW ci sono dei freni anteriori a disco autoventilati da Ø 360 mm e pinze a quattro pistoncini. In modalità sport le sospensioni più dure, l'assetto ribassato di 10 mm (dettaglio comune a tutte le versioni della Clubman), il volante più pesante e una risposta del gas davvero pronta non sono ideali per un confortevole viaggio in città. Più indicata, in questi casi, la modalità Green o la Mid; quest'ultima è il perfetto compromesso tra confort e performance. Il cambio doppia frizione a 8 rapporti di derivazione BMW - come il resto della power train - ben si sposa con il 2.0 turbo grazie a cambiate precise e veloci, senza troppi tentennamenti nemmeno quando cerchiamo di scalare marcia in rapida sequenza. Tra le curve decidiamo noi se farci cullare oppure aggredirle senza pietà mentre lo scarico ci delizia con la sua strepitosa nota cupa. La trazione integrale interviene soprattutto in curva dove non percepiamo sottosterzo, mentre nelle accelerazioni più decise dobbiamo forzare la presa sul volante proprio come su una trazione anteriore dura e pura. Nota positiva i freni da 360 mm anteriori, che ci supportano alla grande quando alziamo il ritmo e accusano un po' di fading solo dopo diversi km di strade percorse a un ritmo davvero elevato.

Per tornare al punto di partenza sfruttiamo a pieno la autobahn in direzione Francoforte: la velocità è autolimitata a 250 km/h, ma il 2.0 turbo ha talmente tanta progressione da voler spingere ancora di più. Ad alte velocità la macchina rimane stabile grazie ad un go-kart feeling percepibile anche sulla Clubman, nonostante gli oltre 1.600 kg della vettura. La rumorosità a velocità autostradale da codice italiano (130 km/h) è caratterizzata dal fruscio degli specchietti, se si viaggia a velocità più basse questa pecca viene meno. Il confort è davvero buono in modalità Mid o Green, ovviamente l'assetto sostenuto della JCW si fa sentire in caso di asperità accentuate della strada.

In sostanza, la Mini Clubman John Cooper Works si guida quasi dimenticandosi delle dimensioni ben più generose rispetto alla più compatta Cooper JCW, il che è uno degli obiettivi degli ingegneri tedeschi. Soprattutto ci si dimentica che dentro possono trovare spazio altri tre adulti più uno (un po' sacrificato) e che possono contare su un bagagliaio quasi sufficiente se si viaggia in 4. L'auto sarà disponibile in Italia ad un prezzo di 44.900 euro.

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Motore: ciclo benzina, anteriore longitudinale, 4 cilindri in linea turbo, alesaggio per corsa 82 X 94,6 mm, cilindrata 1.998 cc. Potenza max 306 CV (225 kW) da 5.000 a 6.250 giri/min, coppia max 450 Nm (45,88 kgm) da 1.750 a 4.500 giri/min. Euro 6d Temp, CO2 169 g/km

Trasmissione: Trazione integrale con blocco meccanico del differenziale anteriore. Cambio automatico a 8 rapporti + RM

Autotelaio: carrozzeria 5 porte, 5 posti. Avantreno a ruote indipendenti, montanti MacPherson. Retrotreno a ruote indipendenti, multilink con bracci oscillanti. Sterzo con servocomando elettrico. Freni anteriori autoventilati da 360 x 30 mm, freni posteriori a disco autoventilati da 330 x 20 mm, sistema antibloccaggio. Cerchi in lega da 18”. Pneumatici 225/40 ZR18 92Y

Dimensioni e peso: Passo 2.670 mm, lunghezza 4.266 mm, larghezza 1.800 mm, altezza 1.441 mm. Peso 1.625 kg. Capacità del bagagliaio 360 – 1.250 litri. Capacità serbatoio 48 litri

Prestazioni Velocità massima 250 km/h autolimitata. Accelerazione 0-100 km/h 4,9 secondi. Consumo medio 7,4 l/100 km (13,51 km/l)

Prezzo: da 44.900 euro

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