RENAULT, VI STUPIREMO COSI'

“Il piano strategico Renaulution prevede il lancio di elettriche pop: dalla R5 all’erede della R4, dalle Alpine alle nuove Dacia. Obiettivo: democratizzare le auto 100% full electric”...

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Arrivato per la prima volta dopo la nomina ai piani alti del gruppo Renault, avvenuta a gennaio dell’anno scorso. L’occasione per Luca de Meo è di incontrare i vertici della filiale italiana, la stessa da cui 28 anni fa aveva mosso i primi passi nel settore automotive. Fra gli obiettivi del Ceo italiano c’è quello di democratizzare le elettriche.

“Un passaggio cruciale – spiega Luca de Meo - oltre alla R5 e all’annunciato ritorno della R4, le nostre elettriche pop saranno anche le Alpine, ma anche Dacia avrà un ruolo importante al riguardo: la nuova Spring, infatti, è la prima EV del marchio già ordinabile a un prezzo che, con gli incentivi, parte da 9.500 euro che significa la porta d’ingresso al mondo delle elettriche”.

“Il marchio Dacia interpreta bene lo spirito del nostro tempo - continua il Ceo italiano del Gruppo Renault – perché offre le soluzioni che vanno dal Gpl di cui è leader in Italia, ai motori benzina e diesel, fino alla versione a zero emissioni, tutte in vendita a un prezzo accessibile.

Il segreto della Dacia non è solo il design: abbiamo una struttura di costi imbattibile. Produciamo nei posti giusti, l’ingegnerizzazione del prodotto è orientata all’essenziale, la distribuzione si appoggia alla rete di vendita Renault con grandi sinergie. In più, è venduta senza alcuno sconto”.

C’è un piano già definito al riguardo? “Sono gli eWays una visione già anticipata dal piano Renaulution: rendere efficiente la produzione, lavorare sui costi, senza preoccuparsi troppo dei volumi – spiega Luca de Meo - porsi obiettivi troppo ambiziosi come in passato ci ha penalizzati, perché si rincorrono spesso con scelte sbagliate: strutture sovradimensionate, politiche commerciali eccessive.

Per questo abbiamo puntato a un obiettivo realistico, basandoci sulle previsioni più conservative sul mercato, quelle che indicano che le vendite del 2019 torneranno solamente nel 2025”.

Nell’immediato, però, si deve fare i conti con un mercato che continua a registrare numeri al ribasso. Gli incentivi sono la giusta soluzione? “Abbiamo fatto uno studio che dimostra come per ogni euro destinato agli incentivi, lo Stato ne recupera 1,2. Se lo stesso euro viene impegnato per stimolare gli investimenti, per esempio su batterie, infrastrutture, nuove tecnologie, il ritorno addirittura quadruplica.

Ma è chiaro che ora bisogna superare il momento difficile. Dunque ben vengano gli incentivi sulle nuove EV e sulle plug-in, tecnologie ancora troppo costose per essere acquistate senza supporto. Insomma se vuoi creare la domanda, devi ridurre i prezzi – continua il Ceo del Gruppo Renault - inoltre, la cosa più efficace per impattare sull’inquinamento è favorire l’usato recente che togliere dalla strada vecchie auto per acquistare delle Euro 6 che danno un contributo enorme alla riduzione delle emissioni”.

Tornando alle elettriche, tra le soluzioni per facilitare la ricarica si è ipotizzata la possibilità di recuperare il progetto del battery swap, al quale la Renault aveva già lavorato in passato e che prevede la sostituzione sulle auto di una batteria scarica con una carica, per evitare lo stop alle colonnine.

“Questa tecnologia funziona solo se applicata dalle microauto da città e per i veicoli commerciali che circolano in centri logistici - spiega Luca de Meo - per mezzi con batterie più grosse, non credo sia interessante.

Avevamo le batterie da 20 kWh della Zoe e della Fluence, ora con quelle ad alto voltaggio da 60, 70 kWh, sarebbe più complicato”. Il prossino appuntamento con Luca de Meo è in programma al Salone dell’auto di Monaco (7-12 settembre) per l’atteso debutto della Renault Megane elettrica.

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