a cura di Redazione Automobilismo - 18 September 2018

Rc auto con scatola nera: emergono alcune criticità

Da un’indagine di alcune associazioni è trapelato che la scatola nera non è esente da problematiche e non è uno strumento infallibile nel determinare le responsabilità di un incidente.
Rc auto con scatola nera: emergono alcune criticità

La legge Concorrenza ha stabilito una nova norma: in caso di sinistro, se almeno una delle due auto ha la scatola nera, quando c'è pieno accordo sulle responsabilità dell’incidente si viene risarciti in fretta. Se invece c'è disaccordo sulle colpe del sinistro, si procede con una causa legale fra automobilista e assicurazione. Ad aiutare il giudice a stabilire chi ha colpa e chi ha ragione e le dinamiche esatte dell’incidente dovrebbe correre in soccorso la scatola nera.

Numerosi esperti e alcune associazioni hanno però cominciato a dubitare sulla reale capacità ed efficacia di questo innovativo sistema. Secondo un’indagine, infatti, la scatola nera non sarebbe esente da problematiche e per questo non sarebbe infallibile nella determinazione delle responsabilità di un incidente stradale. In primis non convince la tolleranza massima di 10 metri consentita dagli schemi di decreto del ministero dei Trasporti nel rilevare la posizione del veicolo. Questa tolleranza può essere considerata corretta per determinare l’ubicazione dell’incidente o la posizione in cui si trova in quel momento il veicolo coinvolto ma non per determinare l’esatta dinamica dell’incidente o l’esatta posizione dei veicoli al momento dell’impatto.

Secondariamente la scatola nera può tranquillamente essere installata da installatori con certificazioni che però non scongiurano per niente l’avvento di frodi per simulazioni di urti con mezzi già danneggiati. In terzo luogo non convince la possibilità lasciata alle assicurazioni di valutare il comportamento di guida di un loro assicurato tramite scatola nera e da questo decretarne il piano tariffario. Inoltre, le stesse associazioni avrebbero dei dubbi sulle modalità di trattamento e conservazione dei dati acquisiti dalle scatole nere, una questione insomma di privacy che per ora prevede solamente il divieto al monitoraggio continuo del veicolo.

Infine, gli esperti sarebbero leggermente dubbiosi sulla compatibilità tecnica delle scatole nere nei confronti dei veicoli di recentissima produzione, in quanto dispositivi aftermarket che andrebbero montati su vetture fortemente tecnologici. Da nessuna parte viene precisato il livello di compatibilità o se questi dispositivi siano stati approvati e certificati dalle Case così da scongiurare il malfunzionamento della vettura o dei sistemi di sicurezza e ADAS o ancora la decadenza della garanzia.

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