di Giorgio Sala - 15 ottobre 2019

Rally Italia Talent: Campioni cercasi!

Chiunque può diventare un pilota professionista: questo è lo spirito con cui ACI e Suzuki hanno riscosso un enorme successo attraverso il Rally Italia Talent. Per vivere fino in fondo questa esperienza abbiamo provato, in compagnia di Renato Travaglia, la Swift Sport RS che ha preso parte al Rally Due Valli. Infine, abbiamo messo a dura prova le nostre abilità da piloti - e copiloti - rally in una piccola competizione

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La settima edizione del Rally Italia Talent è stata affiancata da Suzuki per un binomio che si è rivelato di successo. In occasione del Rally Due Valli 2019, andato in scena tra il 10 e il 12 ottobre, siamo stati accolti dagli esponenti italiani della Casa di Hamamatsu e dagli organizzatori di questo “talent scouting” firmato ACI. Per scoprire al meglio i segreti del progetto e delle vetture abbiamo vissuto in prima persona parte di quello che le migliaia di candidati hanno dovuto affrontare al volante della Suzuki Swift Sport; inoltre abbiamo guidato una delle Swift Sport RS guidate dai due vincitori del Rally Italia Talent 2019. Il tutto è stato accompagnato da un istruttore d’eccezione come Renato Travaglia, pluricampione di rally a livello nazionale ed europeo, che ci ha osservato attentamente impartendoci consigli preziosi, tra questi come stilare le note per una gara rallystica o come affrontare una prova speciale. A conclusione di tutto, abbiamo messo in pratica quanto appreso in una piccola gara ad equipaggi al volante di una Swift Sport, sullo stesso tracciato che da lì a poco avrebbe aperto il Rally Due Valli.

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Questo è lo slogan con cui il Rally Italia Talent si presenta al pubblico: "Rally per tutti". Una formula firmata ACI e che, giunta alla sua settima edizione, conferma la bontà del progetto con un numero sempre maggiore di iscritti: oltre 9.000 nel 2019. Per chi dice che i giovani non sono più appassionati per le quattro ruote, è meglio che si ricreda: il 40% dei candidati è minore di 25 anni. Quello che allontana o, addirittura, rende quasi utopistica questa realtà per la maggior parte delle persone sono i costi. Ed è proprio questo il punto forte di questo format ideato da Renzo Magnani: con un costo d’iscrizione di 65 euro si può partecipare alle selezioni e avere la possibilità di poter diventare il nuovo talento del rally italiano.

La stagione 2019 è ormai alle porte, ma chiunque volesse partecipare alle selezioni per il 2020 è già presente il calendario di tutte le tappe italiane.

DataLuogo
10/11/12 Gennaio Cremona Circuit (CR)
17/18/19 Gennaio Circuito di Siena (SI)
24/25 GennaioPista del Corallo (SS)
1/2 Febbraio Circuito Internazionale di Viterbo (VT)
7/8/9 Febbraio Adria International Raceway (RO)
14/15/16 Febbraio Autodromo del Levante (BA)
21/22/23 Febbraio Circuito Internazionale d’Abruzzo (CH) - TBD
6/7/8 Marzo Circuito Internazionale di Busca (CN)
13/14/15 Marzo Autodromo di Pergusa (EN)
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La nostra esperienza con il Rally Italia Talent inizia a Verona, nello stesso posto dove avrebbe iniziato il Rally Due Valli, tappa del Campionato Italiano Rally 2019. Ad accoglierci è nientepopodimeno che Renato Travaglia, pluricampione italiano ed europeo: al suo attivo c’è anche un 5° posto nel Rally di Sanremo 2001 nella categoria WRC, finendo alle spalle di Carlos Sainz e mettendosi alle calcagna piloti del calibro di Colin McRae, Petrer Solberg e Markus Gronholm.

Con una vera e propria leggenda vivente del rally, saliamo a bordo della Swift Sport RS, la versione da corsa della piccola hatchback firmata Suzuki. L’auto è dotata del tre cilindri 1.0 portato a 140 CV grazie ad una preparazione base (scarico, filtro e centralina), dal punto di vista meccanico l’auto presenta delle sospensioni da gara mentre è stato leggermente rivisto l’impianto frenante. All’interno l’auto è stata completamente privata di tutto il superfluo, trovano spazio un roll-bar, estintore, volante e sedile sportivi adornati di cinture di sicurezza a quattro punti. Complessivamente, il peso dell’auto rimane sempre attorno ai 950 kg a secco, ed è quello che ci sorprende maggiormente durante la guida. La tenuta di strada è anche accentuata dalla presenza di pneumatici da corsa Toyo che, abbinati a un assetto davvero sostenuto, rendono l’auto agilissima nel misto stretto. La curva d’erogazione della coppia è più in basso, così da regalare uno spunto maggiore con marce più alte. La presenza di un freno a mano idraulico permette l’immediato bloccaggio delle ruote posteriori, così da aiutare i piloti nei cambi di direzione più stretti. Il tutto accompagnato da una nota dello scarico da vera auto da rally: cosa chiedere di più? Beh… forse poter indossare un casco, disporre di un copilota con note di guida perfette e dirigersi verso la linea di partenza del Rally Due Valli.

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Per vincere un rally, avere l'auto più veloce e tutto il talento del mondo potrebbe non bastare: un bravo copilota che sappia prendere e dettare le note giuste al momento giusto è forse la cosa più importante. Un errore di quest’ultimo può precludere la vittoria di una tappa o, addirittura, di un rally intero. Per questo Renato Travaglia ci spiega come prendere le note in vista di una piccola competizione che effettueremo il giorno successivo, il tutto colorito da curiosi aneddoti della sua carriera. Il ruolo del copilota è quello di anticipare quello che il pilota si troverà davanti, dato che quest’ultimo non potrà mai ricordarsi ogni singola curva. Solitamente il copilota legge le note anticipando di circa due curve quello che il pilota sta facendo. In questo modo il pilota può concentrarsi su quello che sta facendo e su quello che farà da lì a breve.

Le curve si classificano da 1 a 6, il numero più basso (da non confondere con un Tornante) indica una vera e propria inversione di marcia mentre il numero più alto si riferisce a un curvone veloce da affrontare a gas spalancato. Ciascun numero può essere accompagnato da “+” o “-“ per aiutare a classificare meglio il tipo di curva. Inoltre, è necessario sapere se la curva “APRE” o “CHIUDE” oppure diventa “LUNGA” in modo da sapere come impostare la traiettoria. È importante anche la congiunzione da utilizzare: “E”, “IN” e “PER” sono tre modi diversi per indicare lo spazio che c’è tra un cambio di direzione e l’altro.

L’obiettivo delle note è avere per iscritto – tramite numeri e simboli creati ad hoc – una fedele rappresentazione della strada. Per prendere le note si fanno delle ricognizioni, solitamente nel WRC sono due mentre nel CIR sono tre: la prima è sempre quella più importante. Le ricognizioni vengono effettuate con auto stradali lungo il percorso di gara aperto al traffico. Durante la seconda ricognizione, il copilota rilegge le note al pilota e si effettuano eventuali correzioni.

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Dopo questo corso accelerato del Prof. Travaglia, siamo pronti alla sfida. Otto equipaggi, ciascuno di essi effettuerà due ricognizioni. La gara consiste in due giri (più un giro secco) di un piccolo tracciato di 1,2 km delimitato da birilli e new jersey di plastica: se ne colpiamo uno, sono 5 secondi. Un’enormità visto che il tracciato è davvero corto!

Mentre siamo alla guida della Swift Sport, dettiamo al nostro copilota le note: “chicane destra, destra 3 e tornante destro in sinistra 1” e così via. Nel nostro primo stint ci rendiamo conto che, nonostante il tracciato sia abbastanza corto da essere imparato velocemente a memoria, avere un copilota che detta le note con il giusto anticipo permette di concentrarci sulla guida senza doversi ricordare quello che si presenterà sulla strada più avanti. A causa di qualche errore, la performance iniziale viene sporcata da diverse penalità. Passo il volante al mio collega, mentre io afferro le note, pronto a dettarle in vista del suo turno. Se guidare veloce e ascoltare le note non è per niente facile, leggere le note a chi sta guidando al massimo è decisamente più complicato! Nonostante ciò, non perdiamo il ritmo e chiudiamo la sessione con il quinto posto assoluto. Da questa esperienza ci rendiamo conto come una guida pulita e con “margine” ripaga sempre più di una condotta quasi al limite che, spesso, può portare all’errore e in penalità.

In questo contesto abbiamo apprezzato le doti dinamiche della Suzuki Swift Sport che, con il suo peso piuma e il passo corto, sguscia tra le curve con enorme agilità. La frenata è più che buona, il cambio è morbido e preciso mentre i 140 CV rendono la vettura davvero equilibrata. L’assetto è sostenuto, ma l’attacco delle sospensioni è un po’ morbido, caratteristica che ben si adatta all’utilizzo stradale della vettura.

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